Testo di – DIANA SALA

 

Landscapes: dialoghi intorno alla terra è la mostra curata da Guido Curto, in collaborazione con l’Associazione Asilo Bianco di Ameno, visitabile dal 14 giugno al 1 novembre 2015. Questa mostra si inserisce in un progetto più ampio intitolato “Giardini del Lago Maggiore: tradizione, cultura, innovazione”.

L’intento della mostra “Landscapes” è di far dialogare 24 opere classiche della collezione ottocentesca del Museo del Paesaggio, con altrettante installazioni, pitture, sculture e fotografie di quindici autori contemporanei di nazionalità italiana.

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A_Massaioli

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La mostra è situata nell’incantevole cornice di Villa Giulia, a Verbania Pallanza—in Piemonte—dal momento che il Museo del Paesaggio presente nella medesima località piemontese è attualmente in ristrutturazione; alcune delle sale arredate con le tappezzerie, gli stucchi e gli affreschi originali della Villa permettono un ulteriore dialogo tra moderno e classico.

L’obiettivo del curatore è di presentare gli artisti che hanno ritratto la natura e i paesaggi del Lago Maggiore e del Lago d’Orta; il confronto iconografico tenta di trasmettere l’attualità del genere ottocentesco che passa dal romantico, al realista per arrivare al post-impressionista attraverso l’accostamento di autori moderni come Di Maggio, Airò e Cunéaz.

La scelta del titolo in lingua inglese anziché in italiano, nonostante gli autori siano tutti di origine italiana, sottolinea l’internazionalità degli artisti e la presenza di numerose visioni di un unico paesaggio.

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A_Martini

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Il primo confronto che si presenta al visitatore è tra Guido Boggiani e Mario Airò; Boggiani ha la peculiarità di presentare in ogni sua opera paesaggistica un punto luce di colore rosso solo sulle figure umane che altrimenti sparirebbero nello sfondo. Mentre Airò è autore di numerose fotografie con laser, cioè un punto luce artificiale che viene posizionato dallo stesso fotografo prima degli scatti.

Tra i confronti successivi risultano di particolare impatto quello tra Arturo Martini con “paesaggio verde” e le due opere di Andrea Massaioli (“lumaca, paesaggio notte” e ”lumaca, paesaggio, luce”, quest’ultimo realizzato nel 2015) in cui di verde si vedono delle lumache in paesaggi quasi extraterrestri.

La contemporanea Giuliana Cunéaz con “Waterproof” è invece paragonata al trittico “Mattino di inverno, neve, nevicata” di Cesare Maggi; il tema del freddo accomuna entrambe gli autori, ma se in Maggi i paesaggi sono realistici e rimandano alla neve fresca, quello della Cunéaz rimanda ad un inverno inquietante e catastrofico in cui domina il ghiaccio spigoloso.

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Maggi_Nevicata

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Il tour tra classico e contemporaneo si conclude sulle balconate della Villa che permettono una vista particolare sul Lago Maggiore e in particolare sul vicinissimo Isolino di San Giovanni, dove si è tenuto il matrimonio tra la famiglia Casiraghi e Borromeo il primo di agosto.

Inoltre in occasione della mostra è stato esposto eccezionalmente il dipinto “Alla vanga” di Arnaldo Ferrgauti; l’opera rappresenta il lavoro nei campi, con numerosi braccianti—sia adulti che bambini—che lavorano sotto la supervisione del proprietario terriero posto proprio al centro dell’enorme dipinto. È curioso il fatto che durante i restauri e la pulizia della tela è emersa una figura che per anni era rimasta nascosta: un bambino che sta bevendo da un orcio, alle spalle di un anziano contadino che consola uno dei bambini che sta piangendo per il duro lavoro. Tutte le figure sono molto dettagliate e il paesaggio è caratterizzato da pennellate larghe e stese per il cielo e pennellate spesse e compatte per il terreno, come per renderlo tangibile.

“Non lodare, ma capire il paesaggio” era ciò che sosteneva Antonio Massara, il fondatore del Museo del Paesaggio ed è proprio su questo concetto che si inserisce l’intera esposizione a Villa Giulia.

 

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