Testo di – ALBERTO ANDREETTA e DAVIDE PARLATO

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Si festeggerà fra poco il terzo anniversario dell’ingresso di Langhe, Roero e Monferrato fra i siti UNESCO. In effetti non le tre regioni in toto sono comprese nella certificazione, ma i paesaggi vitivinicoli; altra stranezza è che l’iscrizione di questi territori sia nel novero dei siti di interesse “culturale” e non “paesaggistico”. Un’aporia, in apparenza, che può essere facilmente risolta se si pensa a quanto questa coltivazione, quella della vite, sia pervasiva della cultura tutta, in senso antropologico, di queste zone.

Uva e vino non sono accessori, non sono solo un lavoro, ma sono parte imprescindibile dell’immaginario di chi qui ci è nato. C’è un’attrazione viscerale verso queste colline, tonde, dolci, solcate dai filari ben ordinati, coronate di nebbia o con uno scettro di sole, con cascine sui fianchi e chiesette sulle cime. Un rapporto profondo che lega persone, luoghi, oggetti e usanze, una cultura che solo negli ultimi tempi si è tolta di dosso l’orgogliosa vergogna della campagna e che grazie alla certificazione UNESCO ha potuto emergere e creare ricchezza.

Negli anni si sono visti aumentare attrazioni ed eventi collegati alle eccellenze enogastronomiche e paesaggistiche e visitatori, viaggiatori e turisti hanno cominciato sempre in maggior numero a fermarsi per meglio conoscere ed apprezzare quanto si ha da offrire. Questa tendenza investe in particolar modo il Monferrato, regione prima ai margini se confrontata con l’attrattività e l’importanza economica delle zone del Barolo o simili.

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Si sono così moltiplicate le feste del vino, nelle quali ogni paese cerca di valorizzare al meglio quella che è la coltivazione tipica; non si parla più solo del Moscato o della Spumante, ma anche della Barbera, accompagnata da tutte le certificazioni del caso. La più recente è quella del Superiore Nizza, vero fiore all’occhiello di una produzione comunque ampia e varia e punta di lancia della più importante manifestazione legata a questo tipo di vino, ossia “Nizza è Barbera”, che quest’anno si è svolta il 13-14 Maggio e riscontrando un vero successo di pubblico e di critica con migliaia e migliaia di visitatori venuti ad assaggiare questo vino incredibile accompagnato dai piatti della tradizione. Certo non mancano le note di colore, perché questo tipo di eventi, per fortuna non rimangono di nicchia, ma riescono ad attirare ogni tipo di consumatore, potendo così rivitalizzare e valorizzare un vino senza però lasciarlo nelle cantine dei produttori o nei laboratori degli enologi, ma portandolo per il paese, creando così una vera e propria comunità del vino.

Il territorio langarolo e monferrino, sempre più negli ultimi anni, si sta tingendo di una grande vivacità culturale, che trascende la cultura enogastronomica tout court  ma allo stesso tempo ne è alimentata. L’improvvisa esplosione turistica che queste terre stanno ad oggi vivendo ha fatto realizzare agli imprenditori locali (soprattutto quelli nell’ambito del settore vinicolo) l’importanza di donare alle loro colline la veste migliore, patrocinando una serie di movimenti artistico-culturali di grande vitalità. Qualcosa che esce dalla logica paesana della festa rionale o del concorso cittadino e si sposta progressivamente verso un tentativo di richiamo del grande pubblico, di turisti di tutte le età. Tale movimento si è sostanziato in una logica territoriale (tanto che si parla sempre più di percorsi enogastronomici e artistici di Langhe e Monferrato) che ha avuto il duplice effetto di amplificare l’interesse turistico e di rafforzare l’identità territoriale.

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Nell’ambito dell’arte (nello specifico della land art, che meglio si colloca fra i meravigliosi landscapes delle colline del basso Piemonte), dal 2009 ha preso vita BBCP, ossia Big Bench Community Project; le “panchine giganti”, nascono da un’iniziativa del designer americano Chris Bangle e consistono letteralmente in grandi panchine piazzate in punti panoramici sulle colline così da fungere da sprone per la scoperta di queste colline. “Tutto è iniziato come un progetto tra amici e vicini di casa, e adesso sta conquistando il cuore e la passione di molte persone, che difficilmente avrebbero immaginato di guardare un giorno le montagne e i vigneti italiani seduti su un pezzo di arredamento da esterni fuori scala. Qui è la bellezza di questo tipo di design. Oggetti che divengono iconici non soltanto perché sono stati spinti da un meccanismo di marketing, ma perché l’idea intrinseca era così seducente e così facilmente realizzabile che ha creato da sola le condizioni naturali per la propria duplicazione e diffusione.” (Chris Bangle). Il progetto, tanto bizzarro quanto accattivante, si inserisce perfettamente nel dolce paesaggio collinare, ogni panchina offre un’esperienza che allo stesso tempo fa sentire piccoli e completamente avvolti dal landscape monferrino e langarolo. Ogni panchina è ormai divenuta meta di pellegrinaggio per molti autoctoni e turisti, tanto da aver creato, anche in questa occasione, un percorso delle panchine giganti.

All’interno di questo processo di rinascita territoriale, alcune città divengono polo di eventi e manifestazioni, per lo più foraggiate dal mecenatismo vitivinicolo locale e sviluppate da ragazzi del posto, che hanno saputo cogliere le opportunità di questo rilancio. Non ci si può dimenticare, ad esempio, del successo ampiamente riscosso dal festival AgriRock Collisioni, che per quest’edizione si terrà dal 14 al 18 luglio e che da anni anima le colline langarole attorno a Barolo. Anche questo evento è caratterizzato fortemente dal suo radicarsi nella tradizione vinicola e culinaria locale, ampiamente supportato dalle cooperative di vinicoltori. Sul palco al centro del meraviglioso borgo langarolo si alterneranno artisti di punta del panorama rock-pop internazionale, quali Max Gazzè, Renato Zero, i Placebo e gli Offspring. Sempre in territorio di Langa, ad Alba la Fondazione Ferrero da molti anni patrocina interessantissime iniziative artistiche e culturali, portando grandi  nomi della storia dell’Arte (come Balla, Harari, Casorati) nel territorio albese. Non è possibile non citare un altro grande evento musicale delle terre del Barolo, spostandoci però su un differente genere musicale: MonfortInJazz, una rassegna Jazz nel suggestivo borgo di Monforte che vedrà  anche quest’anno alcuni dei più grandi nomi del panorama italiano e internazionale. L’evento si terrà dal 16 luglio al 6 agosto e vedrà, fra gli altri, la partecipazione di  Paolo Fresu e Omar Sosa, Stefano Bollani, Gregory Porter, Ludovico Einaudi e l’autoctono Paolo Conte.

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Se da anni le Langhe, territorio tradizionalmente più ricco e turisticamente più vivace, sono animate da iniziative di una certa portata, negli ultimi tempi anche il Monferrato si sta costellando di eventi festivalieri di piccola-media entità. Di punta rimangono gli eventi enogastronomici, come la succitata “Nizza è Barbera” o “Canelli città del vino”, dal 25 al 27 giugno, un percorso di degustazione per le vie della città che ospita le Cattedrali Sotterranee, da anni altro patrimonio UNESCO, cantine storiche scavate nel tufo delle colline fra il XVI e il XVII sec., dove nacque la tradizione del vino locale. Spostandoci per un attimo dalle realtà più contadine, la “Douja d’Or”, salone nazionale dei vini selezionati, che si terrà ad Asti fra l’8 e il 17 settembre, in contemporanea con il tradizionale Festival delle Sagre Astigiane, rappresenta un portale privilegiato sull’universo vicolo e gastronomico di tutto il basso astigiano, imperdibile per gli amanti del gusto.

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Nell’ambito artistico e musicale, invece, iniziative di più modesta entità iniziano a fioccare anche nel Monferrato più rurale. Rimanendo nell’ambito delle arti, quest’anno, sempre a Nizza Monferrato, si svolgerà il 3 Giugno la seconda edizione di “Fansout”, festival di arti contemporanee che si sviluppa per tutto il centro della cittadina, sfruttandone gli scorci più belli per una full immersion nella musica e nelle arti visive. L’idea del festival è di unire arte, musica ed enogastronomia in un mix unico e sempre nuovo. Quest’anno nel main stage sotto il “Campanon”, la torre comunale, si esibiranno i Canova, i Management del dolore post-operatorio (famosi per eseresi già esibiti a Sziget Festival e al Concertone del primo Maggio) ed i Pinguini Tattici Nucleari (i quali suoneranno a Sziget quest’estate). Insoma un modo virtuoso per unire sviluppo economico, cultura, territorio e divertimento, nonché un ennesimo esempio di un risorgimento del territorio italiano su iniziativa giovanile.

Cosa questo processo ci insegna è principalmente la potenzialità tutta italiana di poter coniugare un ampio spettro di iniziative artistiche con la tradizione enogastronomica, che può divenire a tutti gli effetti non solo il pretesto ma il motore stesso e il collante di un sempre più fitto network di realtà culturali. In questo scenario il protagonista non è più allora il singolo polo cittadino o locale, ma il territorio intero, che non fa solo da contenitore ma informa i prodotti artistici della sua tradizione e della sua anima, avvicinando in maniera virtuosa la dimensione colta e quella più popolare.

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