Poesia di – LEONARDO MALAGUTI

 

Neppure un cane

mi latra accanto

ed io seduto, attento

aspetto e brancolo

nel bianco spento

d’ospizio,

fisso quel pavimento

fratturato:

 

rigonfio di silenzio, io,

sconnesso e disadorno

il chiodo

di qualche voce intorno

infrange un voto inane

– non parve sacro mai,

eppur suona profano.

 

Resto nel bianco morto

e sfato senza fremito

l’ora che avanza zoppa

lasciandomi qua

indietro

 

porto con me il pallore

di un gemito slabbrato.

 

 

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