Testo di — FRANCESCA BERNASCHI

 

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C’è sempre un non so che di bizzarro, curioso e, diciamocelo pure, di ironico, nel modo in cui il Fato, o comunque vogliate chiamarlo, mette il suo zampino nelle cose.
E non potevano che nascere proprio da una beffa del Destino le costruzioni più famose del mondo: i mattoncini LEGO.

Correva il 1924 quando Ole Kirk Christiansen, falegname danese, decise di affiancare all’attività di una vita, quella di mobiliere, anche quella di giocattolaio.
Da che cosa nasceva la decisione? Semplice, dall’ampliamento del laboratorio in cui l’artigiano lavorava dovuto ad un incendio che aveva causato l’incenerimento di quello precedente.

Ed è così che la storia delle costruzioni inizia: con una distruzione.

Per quanto “leg godt” possa sembrare una formula magica tratta dalla saga di Harry Potter o la parola d’ordine di una società segreta perduta nel tempo, in realtà non rappresenta niente di tutto questo.
In danese i termini significano rispettivamente “gioca” (lego) e “bene” (godt); va da sé che la crasi fra i due ha dato origine al nome dei mattoncini di Christiansen: LEGO.

Godtfred Kirk Christiansen, succeduto al padre nella conduzione dell’azienda, non solo migliorò il disegno e fece in modo di rendere i mattoncini a collegamento automatico ma nel periodo tra il 1974 e il 1978 fece colonizzare il mondo assemblabile da omini gialli con arti snodabili e mani in grado di reggere utensili il mondo delle costruzioni: nasceva così la LEGO family.

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Proprio gli omini gialli e il loro mondo pluricomponibile è al centro di CUUSOO, piattaforma di crowdsourcing che raccoglie i progetti che vogliono prendere vita nella realtà LEGO.
Attraverso lo strumento telematico sono già state create le linee dedicate a Simpson e Ghostbusters.
Utilizzarlo è più semplice di quanto non si creda: occorre semplicemente registrarsi e cliccare “like” sul progetto che preferite. La LEGO discuterà la possibilità di crearlo davvero una volta raggiunti i 10 000 consensi.

Attualemente fra le proposte in gara ci sono “Merlin” ispirata all’omonima serie Tv o “Medusa’s temple” che si rifà alla mitologia greca.

Col passare del tempo i LEGO hanno saputo conquistare i campi più disparati e improbabili: nella musica li troviamo cantati nella canzone che ha reso famoso l’irlandese Ed Sheeran “Lego house” o a comporre il mondo del video “Fell in love with a girl” del duo The White Stripes.
Originale è l’idea “The Brick Testament” del reverendo Brendan Powell Smith di rappresentare scene tratte dalla Bibbia attraverso le costruzioni di Christiansen.
Sventola per altro la bandiera italiana della fermata di Cordusio, nel cuore di Milano, ricoperta dei mattoncini di plastica colorati e allestita solo per due giorni (21-22 febbraio scorsi) per promuovere il film “THE LEGO MOVIE”, con la regia di Phil Lord e Chris Miller e la produzione della Warner Bros.

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Ne ha armadi pieni, milioni di pezzi sistemati rigorosamente per forma e colore negli studi di Los Angeles e New York, Nathan Sawaya famoso per le sculture realizzate impiegando mediamente 20-25 mila mattoncini.
Suggestive sono le riproduzioni dello scheletro di un tirannosauro, lungo circa 6 metri, e l’urlo di Munch; fra le altre opere troviamo anche ritratti (non manca quello dell’artista stesso), mappamondi e riproduzioni di organi.

Non crediate che Sawaya sia l’unico ad aver fatto delle costruzioni LEGO la materia prima e l’ossatura delle proprie creazioni: altri lo hanno preceduto o affiancato, come Antony Gomley per citarne uno.

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Riuscite ad immaginare i più grandi monumenti, chiese e palazzi eretti con i mattoncini danesi più famosi del globo?
Non dovete neanche provare a fare uno sforzo d’ immaginazione eccessivo perchè qualcuno l’ha già fatto realizzando LEGOLAND: una serie di parchi a tema presenti in Europa, Usa e Malesia in cui luoghi segnati dalla storia possono essere ammirati sotto un’ottica più squadrata, più LEGO.

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Esistono non poche linee adatte a tutte le età, proprio perché forse i LEGO sono adatti a tutti per il fatto di essere semplici, colorati eppure sempre nuovi e divertenti.
Magari perché poi costruire è come crescere e dipende da come lo fai, da quali fondamenta parti e le devi aver belle solide perché ad un certo punto altrimenti crolla tutto.
Quindi assicuratevi di aver incastrato bene i vostri mattoncini rossi, gialli, verdi e blu e continuate a comporvi finchè non sarete soddisfatti della vostra costruzione, che si tratti di un modellino o di voi stessi.

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