Testo di — ANDREA LONGO

la-cover-di-ligabue

 

Nasce nel 1960 a Correggio, pubblica il suo decimo lavoro il 26 Novembre 2013; parliamo di Luciano Ligabue, una delle eccellenze italiane in ambito rock. Il suo decimo lavoro prende il nome dal primo successo che lo ha lanciato, da giovane, nell’orbita del mondo musicale che conta. Riguardo al titolo del disco, Ligabue ha dichiarato:

“Mi procuro una frattura durante un concerto e 2 minuti dopo può vedere la caduta un mio amico di Los Angeles. È ufficiale: siamo tutti in mondovisione. Mondovisione però è anche la visione di un mondo”. Da Vanity Fair.

Mondovisione, appunto, è il titolo del decimo lavoro dell’artista di Reggio Emilia. L’album viene pubblicato a distanza di oltre tre anni dal precedente Arrivederci, mostro!. Viene anticipato il 5 Settembre 2013 dal brano Il sale della terra e presentato dal vivo nei concerti tenuti all’Arena di Verona, mentre il secondo singolo tratto dall’album Tu sei lei viene pubblicato il 25 Novembre 2013. Per la prima volta l’album è pubblicato da Luciano Luisi mentre Paolo De Francesco ha curato la copertina come per il precedente album.

Mondovisione è composto da 14 tracce più una traccia bonus, Il sale della terra in versione acustica, per chi lo ha ordinato su iTunes.

Ascoltando l’album si possono intravedere diverse sfumature dell’attuale Ligabue. Alcune di queste sono positive: possiamo ascoltare un Ligabue vecchio stile nella traccia Il muro del suono in cui si denota un ritmo spumeggiante, energico e accompagnato da un audio che graffia i timpani di chi lo ascolta. In generale la traccia tende ad un leggero rock in stile americano con arrangiamenti messi in risalto dall’uso del pianoforte. Lo stampo del buon vecchio Ligabue lo troviamo anche nella traccia Con la scusa del rock’n’rol,l che richiama proprio i nostalgici del rocker, mentre per coloro che hanno da sempre amato le sue “ballate” c’è Sono sempre i sogni a dare forma al mondo. Il vero stile del Liga, tanto deprezzato quanto esaltato da alterne critiche, viene fuori anche in tracce come Il volume delle tue bugie e La neve se ne frega. Ma la vera perla di quest’album è la traccia La terra trema, amore mio canzone interamente dedicata alla sua terra, l’Emilia. Fiore per tutti gli emiliani dopo il terremoto del 2012;

D’altra parte, il lato peggiore che quest’album mostra è tutto nella traccia Tu sei lei; una traccia che difficilmente andrà giù agli amanti del vero Ligabue; definita troppo commerciale, Tu sei lei è una traccia che strizza sfacciatamente l’occhio alle ragazzine dal pianto facile e, proprio per questo motivo, scelta come secondo singolo tratto dall’album.

Le rimanenti tracce dell’album sono: Siamo chi siamo, Capo Spartivento, Nati per vivere (adesso e qui), Per sempre, Ciò che rimane di noi, Il suono, il brutto e il cattivo, tutte tracce che rimangono un po’ nell’anonimato.

La sensazione che Mondovisione dà ascoltando la prima traccia è quella di una cambiamento radicale nella musica del rocker, ma basta ascoltare il resto del disco per capire che non è così.

C’è comunque un interrogativo da porsi: ad oggi, qual è il vero Ligabue? Quello dal ritmo pop che abbiamo ascoltato nelle ultime uscite oppure quello dal sogno di rock‘n’roll? Forse possiamo dire, largamente, che è un mix. In effetti Ligabue non sfornava un disco di inediti da tre anni e l’attesa intorno a questo suo decimo lavoro in studio era davvero tanta: e così, il rocker ha deciso di non deludere nessuno, dai fan del vecchio Ligabue ai fan del nuovo Ligabue.

Intorno a questo disco si era creata molta tensione date le dichiarazioni, mal interpretate, dello stesso Ligabue. Si lasciava pensare ad un disco molto “politico” ma, in realtà, di politico questo disco ha ben poco pur avendo un accenno di rabbia e indignazione che denota una decisa intenzione sociale.

L’album risulta ben strutturato ed equilibrato, così tanto da denotare una certa “piattezza” nella qualità delle canzoni: infatti non c’è mai una canzone che spicca sulle altre. Alla luce di tutto questo,  Mondovisione sicuramente non può essere annoverato come il miglior lavoro del Liga ma può essere considerato comunque un buon disco e siamo certi che quasi ogni pezzo avrà un suo spazio sul palco.

L’album si chiude con la canzone Sono sempre i sogni a dare forma al mondo che probabilmente sarà anche la chiusura ottimale per molti live. Un arrivederci (forse un po’ malinconico) a questo nuovo Liga, un mix, una chimera che compendia in sé il vecchio con il nuovo.

Mix perfetto? Questo lo lasciamo decidere a voi.

Di seguito la tracklist completa:

  1. Il muro del suono – 4:29
  2. Siamo chi siamo – 4:15
  3. Il volume delle tue bugie – 4:09
  4. La neve se ne frega – 3:31
  5. Il sale della Terra – 3:56
  6. Capo Spartivento – 0:48
  7. Tu sei lei  4:22
  8. Nati per vivere (adesso e qui) – 3:50
  9. La terra trema, amore mio – 4:00
  10. Per sempre – 3:55
  11. Ciò che rimane di noi – 4:42
  12. Il suono, il brutto e il cattivo – 0:41
  13. Con la scusa del rock ‘n’ roll – 3:26
  14. Sono sempre i sogni a dare forma al mondo – 4:33
  15. Il sale della Terra (in acustico) – 4:09 (solo per chi ha pre-ordinato l’album su itunes)

Scrivi

La tua email non sarà pubblicata