London Calling

Testo di—Federica Origgi

Fotografie di – Diana Sala   (postproduzione a cura di – Stefano Di Fonzo)


 

Una premessa è obbligatoria per voi che leggerete questa micro-guida di Londra: io ne sono perdutamente innamorata. Avete presente quei posti cui vi sentite di appartenere? Quando vi dite “è esattamente ciò che vorrei vedere ogni mattina, ogni giorno”? Beh per me quel posto è Londra. Quindi perdonate la visione distorta, un po’ troppo di parte forse, e magari filtrate le mie parole. Io dalla mia cercherò di contenermi e non esagerare con i “meraviglioso”, “bellissimo”, “stupendo” etc e proverò a fornirvi gli strumenti adatti a godervi un break di più o meno quattro giorni (vedi mai che vi venisse voglia di partire per un week-end!). Questi miei consigli sono fatti per godervi Londra anche in solitudine. Io sono partita sola per raggiungere un’amica, che studiando non è sempre potuta essere con me: ma perdersi per le strade di Londra con il giusto soundtrack è una cosa che consiglio caldamente a tutti. Quindi vi fornirò un’adeguata playlist se vi andrà di ascoltarla.

Il primo consiglio che mi sento di fornirvi è di prepararvi con qualche giorno di anticipo al viaggio. Vedi: leggete articoli, cercate i posti che vi sconfinferano di più e fatevi un mini-piano di viaggio (che ovviamente finirete per non seguire). Sicuramente poi la maggior parte di voi volerà con compagnie low-cost che vi faranno atterrare a Luton o Gatwick: per raggiungere Londra vi ci vorrà il treno o il bus, e se comprate i biglietti con anticipo potreste risparmiare notevolmente. Internet potrebbe servirvi anche se siete appassionati di teatro: potreste trovare buoni posti a  prezzi accettabili, anche se c’è da tenere in conto che per gli spettacoli che vanno per la maggiore, in particolare i musical, si spende un po’ di più. Inoltre sappiate che la domenica la programmazione è praticamente nulla: vi conviene quindi andare durante la settimana, tipo di giovedì. La mia personale preparazione invece è stata ascoltare in loop London Calling dei Clash e leggere qualcosa sulla Lonely Planet (guida sacra per la sottoscritta e che consiglio a tutti).

E finalmente la partenza. Dalla stazione Centrale a Malpensa (10€ con il Malpensa Shuttle che parte ogni 20 minuti). Io personalmente sono partita di mattino presto, con Milano ancora praticamente addormentata, una luce soffusa bellissima e i The Jesus and Mary Chain  con Just Like Honey in cuffia. Arrivo a Luton, controlli veloci, autobus fino a Baker Street (per intenderci dove c’è il museo delle cere). Là la mia amica mi è venuta a prendere, abbiamo lasciato il mio bagaglio nella sua stanza (una sorta di Casa dello Studente a Regent’s Park, che diventa anche Ostello all’occasione) e mangiato qualcosa di veloce alla caffetteria dell’uni. Quindi io sono partita (sola) in esplorazione. Sono stata fortunata: il tempo era mite, l’aria sembrava pulita dal vento fresco e io ho girato un po’ a caso, i Peace che mi accompagnavano (pezzi consigliati: Bloodshake e Follow Baby). Quindi mi sono diretta alla National Gallery (fermata Charing Cross della metro, ingresso gratuito): dalle 3 fino alla chiusura, ossia alle 18. Credo ci sia poco da dire sull’immenso patrimonio contenuto in quel museo a parte dire che sembra interminabile. Da “I coniugi Arnolfini” ai “Girasoli” di Van Gogh, Monet, Degas, Renoir, Botticelli, Velázquez…

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Da rimanere a vagare per ore, meglio se con l’audioguida da £3,50. E se dopo tutta questa beltade siete stanchi e avete voglia di una pausa ecco che viene in soccorso il National’s Café: una tazza di thè e un gustosissimo muffin o un tipico scones con marmellata di arance amare guardando l’allegro caos in Trafalgar Square. Great. Ovviamente questa pausa molto british non segna la fine della giornata: infatti già che ci siete potete girare l’angolo e andare alla National portrait Gallery. Questo piccolo museo non troppo conosciuto dal turista-tipo è in realtà per me uno dei più belli di Londra. In un percorso cronologico vedrete sfilare davanti ai vostri occhi tutte le celebrità inglesi: dal ritratto della prima Queen Elizabeth alla Elisabetta II di Andy Warhol, fino ai ritratti dei Blur di Julian Opie. E piccola chicca: di giovedì e venerdì il museo rimane aperto fino alle 21 e offre una sorta di aperitivo, con dj dal vivo e vino ad un prezzo accettabilissimo (contando che il museo in sé è gratis). Da fare. Dopodichè distrutti si torna in albergo/a casa, magari prendendo qualcosa da asporto in una delle numerose catene di sushi (io vi consiglio Wasabi o ancora meglio Itsu) oppure nei piccoli ristorantini tipo il Paolina Thai Café, che nonostante l’apparenza non troppo alla moda è  buonissimo. Quindi doccia rovente e letto, pronti per il secondo giorno.

Poi si sa, la sveglia è sempre dura, soprattutto prima di mezzogiorno: ma anche per questi problemi Londra vi offre la soluzione. Ossia litri di caffè e magari un gustoso porridge con frutta fresca che vi darà la giusta carica ed è pure molto british. Il mio consiglio è di evitare Starbucks e di preferire invece Costa, se proprio dovete scegliere una catena: buono uguale se non di più e più economico. Ora, con la pancia piena e la giusta dose di caffeina potete addentrarvi in Camden Town (non potete sbagliare, si scende all’omonima fermata della metro): un labirinto di bancarelle e negozietti dove potrete trovare di tutto, dal  souvenir per turisti al capo vintage più autentico, e davvero non saprete dove girare la testa! Però mi raccomando: non dilapidate tutti i vostri averi subito! C’è ancora molto da vedere e, soprattutto, da comprare. Voi però potete comunque perdervi e camminare,magari ascoltando un po’ gli Oasis (sempre e comunque) e i Mystery Jets (il penultimo album però, meno malinconico) che non fa mai male, e vedrete che tre ore buone vi passan tutte. A pranzo poi avete l’imbarazzo della scelta: ci sono mille angolini nel mercato stesso dove potrete prendere più o meno tutto ciò che vi aggrada. Io però ho preferito optare per un café vegetariano, l’Inspiral Lounge al 250 Camden High Street, dalla vista meravigliosa e le torte squisite. Quindi via di nuovo : direzione Tate Modern (ingresso gratuito, fermata St Paul’s). Il museo, aperto da 10 anni, ospita tra le più famose collezioni di arte moderna del mondo. In particolare ho avuto l’occasione di poter visitare una particolare mostra temporanea su Roy Lichtenstein : organizzata bene, le opere sono ben valorizzate anche se il prezzo d’ingresso (£12) mi è sembrato un po’ esagerato. Detto ciò il museo è molto grande, e la collezione permanente comprende opere di Braque, Mondrian, Rothko, Hirst e molti altri. Il museo inoltre di venerdì e sabato è aperto fino alle 22, e ne potreste approfittare per prendere un bel bicchiere di vino bianco al café dell’ultimo piano, dai prezzi ragionevoli e soprattutto da cui potrete godere di una meravigliosa vista sul Millennium Bridge e su St Paul. Quindi a casa a preparavi per il venerdì sera! La scelta è vasta : se vi va di andare a ballare molti vi consiglieranno i conosciutissimi Fabric o Ministry of Sound, ma anche il Plastic People non è male. Se invece non vi va di lanciarvi in pazze danze, rimanete nella zona di Camden: ce n’è davvero per tutti i gusti, al massimo avrete problemi di indecisione! Per quanto riguarda il ritorno non angustiatevi : il trasporto notturno è molto efficiente e «ben frequentato» e se proprio non vi fidate i taxi hanno tariffe decisamente accessibili.

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E come si suol dire, la sera leoni, la mattina… Ma non angosciatevi, anche svegliandovi verso le 11 potrete godervi la giornata. Un bel caffé e in marcia! Direzione Tate Britain (fermata Pimlico della metro, ingresso libero). Questo relativamente piccolo museo ospita tra le più importanti opere di artisti inglesi, in particolare la Ophelia di sir John Everett Millais, numerose opere di William Turner e Francis Bacon. Inoltre gode di una bella vista sul Tamigi ed è immersa in un oasi di tranquillità, con l’accogliente giardino su cui da la caffetteria. Il mio consiglio è di mangiare qualcosa di leggero: in programma per il pomeriggio c’è infatti anche il tipico thé delle 5, che come saprete si serve accompagnato da ogni ben di dio… Quindi prendete l’autobus e riportatevi le Houses of Parliament. Non si può infatti evitare una visita, anche se da fuori, a tale luogo-cult. In più, se vi va, essendo sabato potreste partecipare ad una visita guidata (0844 847 1672 per prenotare). E dopo le foto di rito col Big Ben alle spalle, dedicatevi un po’ di relax: il mio consiglio è di dirigervi verso Wolseley (160 Piccadilly, fermata Green Park), molto chic ma soprattutto molto buono e abbondante (il range di prezzo è £9/£22 compreso di pasticcini e robe varie a meno che non vogliate dello champagne, per cui si sale fino a £32). Affrettatevi però: il sabato si smette di servire il te alle 17:30. Dopo questa pausa molto inglese fate due passi lungo il Tamigi (anche per smaltire), e insomma, concedetevi di vagare anche senza una direzione. Poi a casa e pronti per il sabato sera: potreste provare qualcosa come il Distrikt, non lontano da Piccadilly, o l’Icebar al 31-33  di Heddon Street. Oppure migrate verso Soho o verso Shoreditch e buttatevi nella mischia.

Domenica mattina: last day in London. Però, insomma, it’s Sunday, son tre giorni che si gira come trottole e un po’ di sano cazzeggio non fa mai male. Allora ancora digiuni muovetevi verso Bricklane : più specificatamente al Cafe 1001, dove potrete sedervi e godervi finalmente una colazione da film, con uova, salsicce e chi più ne ha più ne metta. Il posto è molto carino a qualsiasi ora del giorno, che sia per una colazione da re, un sandwich in velocità o una birra prima di cena. Dopo esservi rifocillati e ripresi dalla nottata precedente, camminate (questa volta vi consiglio gli sweem deep, particolarmente adatti in caso ci sia il sole) : godetevi il quartiere che sarà sicuramente affollato ma pieno dei bella gente). E poi dedicatevi agli acquisti! Al mercatino potrete trovare più o meno di tutto per ogni gusto, compreso il regalino per mamma che sennò poi s’offende. Se poi verso le sei vi viene fame, cercate un posticino dove facciano fish&chips (non potete assolutamente andarvene senza averlo provato : se fatto bene è davvero una delizia) : preferibilmente un pub che sappia di birra e sia estremamente rumoroso. Quindi ancora qualche passo e poi verso l’ultimo drink : mi sento di obbligarvi a scegliere lo Sketch (9 conduit street), il mio posto in assoluto preferito. I cocktails valgono davvero la pena anche se un po’ cari (attorno alle £12) ma soprattutto i bagni. Andare in bagno allo Sketch è un esperienza pseudo-mistica: vi sembrerà di entrare in una navicella spaziale tutta bianca, illuminata  dai soffitti colorati e dalle luci rosate del pavimento. Una figata. E purtroppo è giunta l’ora, si va a casa che domani si parte. Che tristezza, che malinconia! Però vediamola così: si deve partire se si vuole tornare.

 

2 Risposte

  1. simona

    Sono impressionato dalla qualita’ delle informazioni su questo sito. Ci sono un sacco di buone risorse qui. Sono sicuro che visitero’ di nuovo il vostro blog molto presto.

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  2. marta

    bel servizio da provare, complimenti per il blog 😉 Continuo a seguirvi, aspetto con ansia nuovi aggiornamenti!!

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