Testo di – GIULIA CUCARI

 

Parallelamente alla sua collaborazione con Danae Festival, Revolart continua la sua media partnership organizzando un ciclo di eventi ospitati all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano dal titolo “Eventi pop: Organizzare le masse”. Il primo della serie di incontri svoltisi ha visto la partecipazione di Emanuele Vietina, vicedirettore generale del Lucca Comics&Games, e l’intervento di Luca Monti, coordinatore MEC. Ordine del giorno è proprio il Lucca Comics&Games, che oltre a fornire, fra le tante cose, un boost non indifferente a livello turistico (Vietina ci svela che i monumenti lucchesi vengono fotografati più durante i giorni dell’evento, tra la fine di ottobre e l’inizio di novembre, che nel resto dell’anno), gode di prestigio internazionale: secondo solo al Comiket di Tokyo, l’evento si piazza primo in Europa e in Italia come la più importante rassegna del settore, e non fatichiamo a crederci. Tutti, bene o male, ne abbiamo sentito parlare e abbiamo almeno una vaga idea di cosa tratti, ma soprattutto la maggior parte di noi ha almeno un amico o conoscente che ogni anno procede con il countdown per poter presenziare all’evento, in veste di cosplayer o meno; il successo del LC&G ci è noto, e quindi la prima domanda che sorge spontanea è: com’è cominciato tutto?

Il legame che unisce Lucca alla cultura Geek nasce nel 1966 con la decisione di ospitare la seconda edizione dell’allora Salone internazionale dei Comics storica manifestazione dedicata al fumetto, all’animazione e all’illustrazione; il sodalizio durerà fino al 1992, per poi vedere la nascita, l’anno successivo, del vero e proprio Lucca Comics. Come ci spiega Vietina, però, fu inevitabile accorgersi di come le passioni dei partecipanti non si limitassero ai fumetti, tanto che dopo solo due anni dalla sua creazione l’evento cambia nome in Lucca Comics&Games, aggiungendo un’area interamente dedicata a questi ultimi; da qui in poi, vi è un vero e proprio climax per quanto riguarda l’aggiunta di spazi ed eventi all’interno della manifestazione: tornei di Mastering, pittura dal vivo, modellismo, fino ad arrivare a ciò che al momento è divenuto quasi un simbolo di essa, il cosplay. In tutto questo, vediamo la presenza di molte personalità della cultura geek, anche per più di un’edizione. Qualche nome? Milo Manara, ZeroCalcare e Leo Ortolani (giusto per citarne di nostrani), George R.R. Martin (sempre sia lodato), Joe Dever, Larry Elmore. Insomma, per quattro giorni Lucca viene letteralmente invasa dagli appassionati di ogni dove, arrivando ad ospitare più volte anche il doppio dei suoi abitanti.

L’unione fra la bellezza storica di Lucca e il pullulare di cosplayers crea un’atmosfera e un contrasto unici e a dir poco magici, poiché ciò che più colpisce e affascina di questo evento è il modo in cui gli stessi abitanti e negozianti della città partecipino attivamente ad esso: vediamo negozi di abiti da sposa che affiancano i normali manichini a delle riproduzioni degli Stormtrooper, ristoranti che si trasformano in un vero e proprio omaggio a Star Wars e perfino località che riproducono le location di Dragon Age per il lancio del gioco.

Soprattutto, il suo successo ha portato migliaia di persone ad attendere con trepidazione l’arrivo della fine di ottobre: molti cosplayers progettano per un anno intero la creazione dei loro costumi (un po’ come faceva il sindaco della città di Halloween in “Nightmare Before Christmas” subito dopo la fatidica celebrazione), perché quello con Lucca è diventato un legame indissolubile, e da semplice passatempo ora costituisce un vero e proprio impegno da prendere con serietà: il costume va pianificato meticolosamente, fabbricato rigorosamente a mano e guai a ridursi all’ultimo, poiché la preparazione di esso è un vero e proprio rituale durante il quale vengono versati sangue, sudore, lacrime e ramen (almeno per gli appassionati di manga e tutto ciò che concerne il Giappone, i cosiddetti otaku).

Se New York viene chiamata melting pot a causa del miscuglio di culture ed etnie che la abitano, il Lucca Comics&Games potrebbe rappresentarne l’equivalente geek: amanti del cinema, della letteratura, della musica, dei videogiochi e fumetti si mescolano uniti dalle loro passioni (una coppia si è perfino sposata proprio durante la manifestazione), presenziando a un evento che rappresenta molto più di una “semplice” fiera del fumetto e che durante tutte le sue edizioni non ha mai riscontrato conflitti fra i suoi partecipanti: che tu sia lì anche solo per passeggiare e dare uno sguardo alle varie aree o per esibirti in qualche competizione o show (nel 2012, ad esempio, è stata riprodotta la battaglia di Bunker Hill di Assassin’s Creed 3), l’importante è sentirsi un tutt’uno con la città e lo spettacolo che avviene all’interno delle sue mura.

Al di là, quindi, dei fatturati a sei zeri e dei numeri di presenze, LC&G dimostra di essere un successone per la sua capacità di accomunare migliaia di persone facendo sì che ognuno possa sentirsi al posto giusto al momento giusto, che si tratti della Villa degli Assassini o delle strade lucchesi.

Se dovessimo utilizzare uno slogan ad hoc per l’evento, come succede per ogni sua edizione, non avremmo dubbi: Appassionati di tutto il mondo, unitevi!

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