Testo di—DAVIDE PARLATO

microwave

 

È successo pochi giorni fa. Ero a casa da solo e per pranzo vado in cucina a scaldarmi qualcosa al microonde. E mentre stavo metodicamente estraendo la vaschetta di lasagne dal frigorifero pensavo alla felicità.

Cos’è la felicità? Impugno con trionfo il mio pasto gelido e senza vita.

Cos’è la felicità? Levo il coperchio alla vaschetta di plastica ormai gocciolante per la condensa –la scienza ci dice che se metti una vaschetta di plastica nel microonde con il coperchio finisce per deformarsi o esplodere…-.

Cos’è la felicità? Apro la finestrella di quella porta verso il pasto moderno che giace nella mia cucina e vi ripongo la vaschetta –scoperchiata ovviamente-.

Cos’è la felicità? Imposto scientificamente il tempo di cottura, un po’ in imbarazzo di fronte a quella che mi sembra un’incomprensibile pulsantiera di un’astronave –con tanto di pulsanti con animali e forme da abbecedario da asilo che tuttavia mi appaiono così aliene-. Cos’è la felicità? Bip! Il piatto comincia a roteare come in preda ad una forza cinetica di incommensurabile potenza, illuminato da luci arancioni da incontro ravvicinato del terzo tipo. Attendere.

 

Cos’è la felicità? Non l’ho capito. Però tutta l’operazione mi ha fatto riflettere sul microonde. È davvero un aggeggio strabiliante! Comodo, elegante, dal design futuristico eppure così d’arredo, poco ingombrante e veloce nei tempi di cottura. Forse l’apice del progresso umano. È davvero incredibile, pensavo tra me e me. E intanto il lento brusio del fornetto mi fece cadere in pensieri profondi sulla natura intrinseca del microonde, così bello e così dannatamente terrificante.

 

La cosa più interessante del microonde è che non cuoce: scalda. Sì è vero, grandi sperimentatori e coraggiosi pionieri della nouvelle cousine si saranno sicuramente avventurati nell’impresa prometeica di rubare il proprio dovere e le proprie abilità al forno. Ma credo che i loro sforzi siano stati ben poco appagati. Forse ancora vagano per il mondo alla vana ricerca di quella stele di rosetta della Imetec che gli permetta di decifrare la crittografica simbologia di quella pulsantiera mistica da Millennium Falcon. Forse le coraggiose sperimentazioni li hanno portati ad una triste fine.. Ma si sa che le grandi scoperte richiedono sempre prezzi molto alti in sforzi e spesso anche in vite di esimi impavidi esploratori delle zone più recondite della scienza e della tecnica. Sto divagando…

Comunque: il microonde scalda. Gli dai un input: tempo, temperatura, tipo di cibo: lui macina un po’, si illumina, emette strazianti rumorini acuti e poi parte. Il microonde non ha la capacità di trasformare i cibi: al massimo gli cambia la temperatura o li decongela. Il microonde non può prendersi le libertà del forno: il microonde non ha libertà: il microonde scalda. Questo è davvero triste. Il microonde viene imbeccato dal suo proprietario e lui intiepidisce i cibi in lui immessi.

 

Ma il microonde non è solo questo: il microonde è veloce. È la più veloce creatura vivente nell’habitat naturale della cucina delle nostre case. Il forno ci mette delle mezz’ore a scaldare un piatto di lasagne: il microonde lo fa in un lampo, più veloce della luce. Meraviglioso. Così l’allegra famigliola che arriva a casa dopo una sfiancante mattinata di lavoro può mangiare in santa pace.

 

-Tesoro sono a casa!

-Ciao amore!

-Ciao papà!!

-Ciao a tutti.. E il pranzo?

-Scusami tanto, solo che sono passata a prendere Carletto a scuola e sono arrivata a casa meno di cinque minuti fa

-non importa amore mio, perché ho comprato proprio ciò che fa a caso nostro: un microonde!

-Wow! E che cos’è?

-Il microonde, piccolo mio, è una nuova tecnologia basata su delle piccolissime onde elettromagnetiche, che assolutamente non possono arrecare danno alla salute della famiglia con tumori o altre cose del genere (dice questo molto velocemente), che permette di scaldare le pietanze molto più velocemente del forno elettrico tradizionale o di quello a gas

-E allora proviamolo pa!

2 minuti dopo

-Tesoro gli avanzi di ieri erano veramente deliziosi scaldarti con questo nuovo gioiello della tecnologia

-Grazie amore (sorridendo), e in più la velocità di utilizzo e la praticità sono perfetti per i nostri ritmi serrati da carcere di massima sicurezza! Ora per pranzo posso permettermi anche di respirare!

-Grazie microonde, ci hai salvato anche stavolta!

 

Ah! Che lieto fine.. ecco dov’è la grandiosità del microonde: rapido, user friendly, eco friendly e tutte quelle parole che piacciono tanto ai benpensanti. Il microonde è l’ideale.

 

Ma dietro a tanta felicità si nasconde maligno un aspetto negativo: la roba scaldata a microonde fa tendenzialmente schifo. Cioè, non è che se ne modifichi il gusto, perdio no! Ma, se non si possiede quel codice divino che ci permette di decrittare la tanto agognata pulsantiera, il cibo rimane caldo fuori e freddo dentro: terribile! Oppure se si scalda il pane o lo si decongela, la mollica tende inevitabilmente ad inzupparsi di condensa e il pane che mangiamo sembra diventato mastice: terrificante! Però che ci puoi fare: se sei di corsa non stai a guardare tanti peli nell’uovo.

 

A questo punto del mio delirante naufragare in tali soavi pensieri, mi sono reso conto di una cosa sconcertante: si è vero, il microonde è più veloce a scaldare le pietanze, è utile nei ritmi di oggi, ma non cuoce i cibi e quando li scalda non sai mai che roba andrai a mangiare o che cosa potrà mai succedere dentro quella scatola magica produttrice di similcibo. Eppure il microonde ha soppiantato largamente il forno tradizionale, almeno per ciò che non riguarda la cottura. Lo si usa sempre più spesso nelle nostre case: è una moda quasi. La gente continua a comprare microonde e lo continua ad usare molto frequentemente, mentre il vecchio forno a gas guarda frustrato e malinconico dal suo polveroso oblò la sua vecchia padrona che ora dà i vizi ad un altro elettrodomestico. Il forno è liquidato, di maggiore qualità ma di minor velocità: fuori!

 

Bip.. bip.. bip! Mi richiama a questo punto dal mio sonno il triplice fischio del tanto meditato microonde, richiamo al lavoro della macchina verso l’uomo. Mi alzo, apro il coperchio del fornetto, estraggo con cura la vaschetta di plastica, superata ormai la preoccupazione di dovermi bere la lasagna. Mi dirigo finalmente verso il tavolo, tutto intenzionato a mangiare il mio pasto. E la felicità? Ecco qual è la felicità: poter non essere un microonde e riuscire a liberare la nostra natura di forno all’interno di un mondo che ci vuole microonde e ci chiede solo di scaldare e di rispettare l’input della pulsantiera.

 

“Qualcuno era comunista perché con accanto questo slancio ognuno era come più di se stesso, era come due persone in una. Da una parte la personale fatica quotidiana e dall’altra il senso di appartenenza a una razza che voleva spiccare il volo per cambiare veramente la vita.
No, niente rimpianti. Forse anche allora molti avevano aperto le ali senza essere capaci di volare, come dei gabbiani “ipotetici”.

E ora? Anche ora ci si sente come in due, da una parte l’uomo inserito che attraversa ossequiosamente lo squallore della propria sopravvivenza quotidiana e dall’altra il gabbiano, senza più neanche l’intenzione del volo, perché ormai il sogno si era rattrappito.

Due miserie in un corpo solo.” (G.Gaber)

 

Come immaginavo: calda fuori e fredda dentro.

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