Testo di – INGRID VAN VEEN
Traduzione di – ALICE DOMINICI

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L’Italia lo ha conosciuto per essere diventato l’ultima novità tra i giudici di X Factor: Mika. Ha rubato il cuore di molti italiani con la sua intelligenza e il suo carisma, e ha dato prova di essere un coach valido per le giovani speranze che ha preso sotto la sua ala. È così giunto ad essere una celebrità in Italia, ma in molti non sanno chi sia veramente l’uomo che si nasconde dietro quei completi fashion e stravaganti.

Nato a Beirut nel 1983, Mika, alias Michael Holbrook Penniman, fu sfollato assieme alla sua famiglia a causa della Guerra del Golfo. Si stabilì a Parigi e successivamente a Londra, dove dovette essere presto ritirato dalla scuola per essersi rifiutato di parlare dopo aver subito gravi atti di bullismo. Da quel momento in poi ha continuato gli studi a casa, i quali comprendevano lezioni di canto con una severa insegnante russa usa a picchiarlo quando sbagliava. Ci mise poco a migliorare, e all’età di 11 anni intraprese la carriera musicale cantando jingles pubblicitari per un gran numero di aziende.

Accelleriamo fino al 2007. Mika, ormai ventitreenne, pubblica il suo primo singolo Grace Kelly, che diventa in poco tempo una hit internazionale. Il suo album di debutto, Life in Cartoon Motion, vende oltre 5 milioni e mezzo di copie in tutto il mondo. Dopo anni di rifiuti, riesce finalmente e fare le cose in grande.

Life in Cartoon Motion viene seguito da The boy who knew too much, e successivamente da quello che è il suo ultimo album, The origin of love. Album dopo album, Mika mette in mostra un cammino in evoluzione non solo sotto un punto di vista artistico, ma anche personale: nel primo racconta infatti della sua infanzia, nel secondo degli anni dell’adolescenza, e nel terzo della ritrovata felicità e dell’amore nella sua vita. Riuscendo a non ancorarsi mai troppo a lungo ad un solo stile musicale e assicurandosi che la sua musica non scada mai nella ripetitività e nella monotonia, Mika dimostra di essere un autore talentuoso e un compositore di perfette pop-hit.

Tuttavia, ne è pieno il mondo di artisti che fanno della buona musica: ma cosa distingue Mika dal restante sfondo musicale sono senz’altro le sue performance live. Tutto lo sforzo è concentrato sul creare mondi completamente nuovi in cui il pubblico possa perdersi per due ore. Non importa se quest’ultimo è vasto o raccolto: Mika prova a far percepire ogni concerto come il più intimo. Con le sue canzoni connette tra loro persone che percorrono sentieri di vita diversi, che siano adulti o bambini, gay o etero, emarginati o “per bene”: l’effetto finale è un senso di appartenenza e di uguaglianza per tutti. Spesso la performance comprende anche chiamare i fan sul palco, che si esibiscono con lui come coro o ballerini: un vero showman, qualità rara di questi tempi.

Mika è molto di più di un giudice in un talent show. È uno dei pochi cantanti che non ha bisogno dell’autotune per avere un sound migliore. È un artista completo, progetta la maggior parte delle scenografie per i live e disegna le copertine dei suoi album, insieme alla sorella Yasmine. Dedica tempo ad incontrare i fans e a ringraziarli per il loro supporto ma, soprattutto, crea musica di alto livello che ogni vero amante del pop dovrebbe avere nel suo Ipod.

Sarà in tour in Italia (e non solo) il prossimo anno: non perdetelo, sarà un’esperienza davvero magica.

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