Testo e intervista di – GIUSEPPE ORIGO

Foto – SIMONA ZUNYSHA

I MotelConnection nascono da una costola dei Subsonica come avanguardia di sperimentazione musicale elettronica e multi-dimesionalità dello spettacolo.

Samuel, già celebre voce dei Subsonica, Pisti, dance oriented Dj e produttore, e Pierfunk, primo bassista dei Subsonica dallo spirito funk: la dimensione Motel Connection non è solo quella di una band di esploratori delle nuove sonorità sintetiche ma sembra piuttosto sfociare in quella di collettivo artistico a 360 gradi, impegnato nella sperimentazione a tutto campo.

In tempi in cui la scusa della riesumazione del filone elettronico è stato l’alibi per la creazione di un’ infinità di coprofonie ingiustamente catalogate come musica ma più simili a mera distorsione sonora, il gruppo Torinese è riuscito a creare un sound potente e delineato, sfruttando le potenzialità della musica di sintesi e sposandole con quelle del rock dalla fruibilità più easy, con risultati ottimi, con l’assembramento di un suon rotondo, completo e, piacevolmente, nuovo.

Li abbiamo incontrati ad Alessandria, al Laboratorio Sociale, prima di un live nell’ ambito di una campagna vota alla preservazione degli spazi ospitanti l’evento, minacciati di chiusura dall’amministrazione locale.

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Giuseppe Origo. Inizierei dal concetto di innovazione. Pensando a voi la prima cosa che mi viene in mente è “ricerca musicale”, sperimentazione off stage, dj set strutturati come laboratori, sonorità alla costante ricerca di confronto e direi anche qualche virtuosa contaminazione con panorami alieni alla vostra dimensione. Come si innova oggi la musica e quanto è importante il concetto di innovazione in un panorama musicale che sembra andare verso l’omologazione per scopi di mercato?

SAMUEL. Innanzitutto partirei col dire che siamo un progetto musicale che nasce in un periodo storico di innovazione musicale, anzi di ri-innovazione, tra la fine degli anni 80 e l’inizio degli anni 90: la “vecchia” musica elettrica delle band veniva presa dai produttori dj, smembrata e ricostruita. Siamo proprio nati in un clima di “innovazione” dove con questo termine non si intende il futuro, ma il cambiare le cose, sostituirle, decostruirle per ricostruirle in un altro modo. La nostra musica nasce da quella radice e poi si trasporta anche oltre la musica, nel nostro concetto di progetto artistico-musicale. Abbiamo fatto si che i Motel Connection non fossero solo un incubatore di musica, ma anche di idee e generalmente in un luogo in cui ci sono idee, inevitabilmente, si genera anche una crescita: un’evoluzione. Questo credo sia un po’ il marchio di fabbrica di questo progetto musicale che ancora oggi cerca dei nuovi stimoli, dei nuovi modi per rinnovarsi e rinnovare il mondo intorno a sé.

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G.O. La vostra dimensione di ricerca di riflette molto anche sulle location che scegliete per i vostri concerti come, ad esempio, Vertical Stage e chiese sconsacrate. È un’innovazione che si estende anche all’attività off stage. Per questo mi chiedevo se si può parlare di innovazione anche per ciò che riguarda i concerti free entry:So che, in Italia, siete uno dei gruppi più attivi in questo ambito. Come il concetto di concerto free entry si può coniugare con il panorama attuale di crisi del mercato del supporto? Detta in parole povere: come si riesce ad “arrivare a fine mese” con il concerto free entry e la mancata vendita del CD?

PIERFUNK. Abbiamo un’idea innovativa: quella di trovare delle fonti di sostenibilità del progetto che permettano alla gente di fruire la musica in maniera libera. Vertical Stage va in questa direzione: abbiamo trasformato un palazzo in uno stage verticale e una strada da luogo di passaggio a luogo di socializzazione. L’idea di poter fruire liberamente di un concerto vuol dire anche trovare delle fonti di finanziamento alternative. Questo è il gioco e puoi farlo quando riesci a stringere delle partnership in cui ci sia uno scambio, un baratto: io ti offro la mia musica, tu mi dai il tuo sostegno, noi a nostra volta la distribuiamo gratuitamente alla gente, creando un circolo virtuoso. Per essere tale non deve essere dominato da uno dei soggetti, ma ci deve essere un buon equilibrio. Il nostro ruolo è proprio di mantenere un equilibrio per cui noi manteniamo la nostra autonomia musicale e in cambio possiamo utilizzare un brand che ci da un supporto perché crede nel progetto, non per usare la nostra musica semplicemente a scopo promozionale, ma perché sostiene un progetto di musica sociale. Questa è l’idea che stiamo portando avanti, quella della musica sociale, sostenuta e soprattutto fruibile gratuitamente.

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G.O. A proposito invece contaminazione tra varie forme d’arte. Nella nostra carriera avete partecipato nelle colonne sonore di due film di Marco Ponti, “Santa Maradona” e “A/R Andata + Ritorno” e poi al progetto cross-mediale H.E.R.O.I.N. Nell’arte oggi quanto è importante la contaminazione tra generi e quanto può essere virtuosa?

PISTI. Da sempre nell’arte ci deve essere uno scambio, dal momento che tutte le forme d’arte sono fatte di scambi e contaminazioni. Noi abbiamo realizzato il progetto H.E.R.O.I.N in collaborazione con il Politecnico di Torino andando a prendere una scienza innovativa che dava, secondo noi, risposte intelligenti al consumo come è inteso oggi, ad esempio riciclare delle forze per rimetterle in gioco. Noi siamo pronti a ricevere tutte le forme d’arte che ci circondano: ad esempio la copertina del nostro ultimo album è stata realizzata da un gruppo di giovani artisti perché non si può non lavorare con gli altri campi artistici; bloccheremo un sistema di alimentazione di cui siamo ghiotti, ci interessa scoprire cosa fanno gli altri, altrimenti non sarebbero nati alcuni progetti come Vertical Stage. Alcune cose infatti nascono perché si è contaminati dalle idee di tante persone. È fondamentale vivere in una dimensione artistica completa.

 

G.O. Domanda di rito: prossimi programmi?

SAMUEL. Staremo sul palco il più possibile: saremo in tournée nei club visto che non lo facevamo da tanto ed è il luogo in cui siamo nati, poi partiranno delle sperimentazioni e live molto simili a Vertical Stage in cui sperimenteremo un nuovo modo di fare musica che non riguarda solo ed esclusivamente la musica, ma anche altre contaminazioni culturali e architettoniche. Aggiungeremo un tassello in più al percorso di questo gruppo che ha fatto dell’evoluzione e del “fagocitare idee” per poi produrre qualcosa di nuovo la sua filosofia. Questa sarà la nuova frontiera dei Motel Connection che arriverà fino alla fine di questa estate.

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