Testo di – Francesca Grimaldi

 

Fausto Paravidino è un ragazzo.

Fausto Paravidino è uno dei drammaturghi italiani più apprezzati.

Fausto Paravidino è anche un regista e un attore.

Mi piacerebbe chiedere a lui quale di questi ruoli, di questi personaggi gli si addica di più, ma sono piuttosto certa che la mia domanda non troverebbe una risposta bensì un’altra domanda.

E si…perché lui fa proprio così…si interroga e ci interroga.

Questa volta sulla paura.

Ne I vicini, il suo ultimo lavoro teatrale, produzione del teatro Stabile di Bolzano, Paravidino porta in scena una commedia, a tratti noir, o come lui stesso l’ha definita “un incubo”, in cui protagonista è la paura, reale o immaginaria che sia.

L’interno di un appartamento, una giovane coppia, due nuovi vicini e un fantasma; questo è tutto.

La vita quietamente felice di una coppia (Fausto Paravidino e Iris Fusetti) viene turbata dall’arrivo dei nuovi vicini ( Davide Lorino e Sara Putignano).

Il protagonista si chiama Lui, quasi a volerne sottolineare l’inconsistenza; è un uomo incerto, impacciato e insicuro che teme l’arrivo, la vicinanza e l’invadenza dei nuovi arrivati, come tutti quelli che temono ciò che non è familiare. Perché la paura, inspiegabile e irrazionale, altro non è che il desiderio inconscio di trasformarsi.

La compagna Greta è, al contrario, pacatamente curiosa e allegramente propensa alla novità tanto da voler fare la conoscenza dei dirimpettai.

Poi tutto cambia e i ruoli si invertono, portando in scena un gioco delle parti che confonde ma avvince. E in questo il genio dell’autore si vede tutto!

Lui viene stravolto, sconvolto ma soprattutto cambiato dall’interazione e dall’amicizia con i vicini, tanto da diventare risoluto e aggressivo.

Lei, invece, inizia lentamente a far emergere insicurezze e paure prima sconosciute o semplicemente celate fino al quel momento.

Ma paura di cosa? Dei cambiamenti? Del compagno? Dei vicini? O del fantasma che le appare tutte le notti? A questa come a tante altre domande non v’è risposta.

Difatti cosa voglia dirci il giovane regista non è immediatamente comprensibile e sarebbe semplicistico pensare che il suo sia unicamente un invito alla scoperta dell’altro o dell’ignoto.

Paravidino ci regala una storia inquietante, dove il dramma si mescola alla commedia, con toni e dialoghi di uno scintillio senza precedenti (dissacrante come Allen e assurdo come Pinter), offrendo allo spettatore molte risate ma soprattutto tanti interrogativi.

E se è vero che “la chiave di tutte le scienze è indiscutibilmente il punto di domanda” allora possiamo sinceramente ringraziare Fausto Paravidino.

 

I Vicini

Testo e regia: Fausto Paravidino

Scene: Laura Benzi

Costumi : Sandra Cardini

Luci: Lorenzo Carlucci

Musiche: Enrico Melozzi

Produzione: Teatro Stabile di Bolzano

Con: Fausto Paravidino, Iris Fusetti, Sara Putignano, Davide Lorino, Monica Samassa

Scrivi

La tua email non sarà pubblicata