Testo di – DAVIDE LANDOLFI

 

natalia

Non deve essere facile farsi notare per Natalia Kills: la strada sembra essere tutta in salita se si considera il fatto che difficilmente la si può incasellare in un genere musicale. E non c’è nulla di più fastidioso. La ragazza, però, ha più volte dimostrato il suo valore, sia che si parli di testi, melodie o visione artistica e questa sua nuova era discografica, Trouble, ne è assolutamente la prova, ma qualcosa sembra non andare per il verso giusto.

Abbandonato l’electro-glam sempre dai toni dark di Perfectionist, Trouble si concede un’anima più vera, che rappresenta in toto la vita dell’artista. È un disco autobiografico, dove ad essere rappresentati in musica sono i momenti più travagliati della signorina Kills: dall’ascesa alla classe ricca con tutti gli eccessi e le stravaganze che comporta, fino al crollo finanziario, l’incarcerazione del padre, la violenza domestica, la fuga dalla propria casa in Inghilterra, poco più che adolescente, verso Los Angeles  e il completo sbandamento che la porta a scelte di vita sbagliate, tanto da farle credere che non esista salvezza per le cattive ragazze (“There’s no salvation for a bad girl”, Problem).

Insomma, alti e bassi della vita privata che si riflettono perfettamente in testi intelligenti e melodie che non sempre funzionano: il risultato è confuso e bipolare e propone picchi altissimi ai quali corrispondono altrettanti scivoloni che puzzano di disco-filler.

Apre il disco Television. Parte come una sorta di intro per poi diventare una canzone vera e propria che tenta di rappresentare la bipolarità che si respira all’interno del progetto, ma il risultato è raggiunto solo in parte: l’intro, oggettivamente trascurabile, non riesce a far chiarezza. Inutile, come il primo singolo ufficiale, Problem, che mantiene una linea radiofonica (come l’esordio con Mirrors) e introduce, effettivamente, l’ascoltatore in questo secondo disco che purtroppo rimane fermo, immobile, senza decollare.

Ma è con Stop Me che la musica cambia: Natalia accusa il padre di aver creato un mostro “Father, Father what have you done done you made a monster” e il risultato è una traccia disturbata, malata, paranoica e inquietante dove non c’è nulla di sano, che si tratti di melodie piuttosto che di comportamenti, esattamente come Rabbit Hole, ridondante e sfacciata, dove pare quasi impossibile non pensare alla Gwen Stefani del fortunatissimo singolo Hollaback Girl.

Il culmine di questi atteggiamenti sregolati è segnato dalla rude Controversy, caratterizzata da un suono martellante e dall’esasperazione del synth; per la sua composizione parlata e non cantata avrebbe potuto ricoprire il ruolo di intro all’inizio del disco, ma in realtà, posizionandola quasi a metà disco, stride con il resto del contenuto.

Trouble però, non si compone solo di suoni aggressivi: lascia spazio anche a ballate e mid-tempo intense come Saturday Night, uno dei pezzi meglio riusciti della discografia della Kills, dove Natalia gioca un po’ a fare Lana Del Rey piuttosto che Nancy Sinatra, o Malboro Lights: vulnerabile e fragile come chi ha perso obiettivi e la propria strada. Si trovano anche ispirazioni vintage anni ’60 nella senza tempo Outta Time, country e decisamente fuori luogo in Daddy’s Girl (remake di Rich Girl, Hall & Oats) e anni ’90 nella title-track Trouble.

Lontana dall’immediatezza di Perfectionist, Natalia Kills propone una seconda fatica discografica di difficile lettura, non sempre limpida e a tratti incomprensibile. Trouble è un petardo inesploso, non prende il volo, non spicca, non c’è nulla che valga la pena ricordare, ma soprattutto non c’è nulla che si riesca ad ascoltare con semplicità.

Sicuramente un lavoro autobiografico come non si vedeva da tempo, con dei testi nettamente superiori alla media, buttati però in un calderone di suoni che attraversano il grunge anni ’90, i beat martellanti anni ’60 e i più spietati synth di nuova generazione e che propongono una visione d’insieme caotica, bipolare e spezzata esattamente come il passato di Natalia Kills.

Valutazione: 5-

 

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