Testo di—FEDERICA ABBINANTE

 

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Dall’altro capo del telefono mi risponde una voce calda e vivace: è Chiara Modini , direttore responsabile di Fashion, una delle riviste italiane diffuse a livello internazionale.

Per tutti coloro che non sanno di cosa sto parlando, Fashion è un magazine che analizza il mondo della moda sotto un profilo prettamente economico, essenzialmente rivolto ad un target ristretto di pubblico, in cui figurano imprenditori, manager di moda, stilisti, buyer ed enti organizzatori di fiere. Strategie aziendali, quotazioni, lotta alla contraffazione, incidenza della crisi: solo alcuni esempi delle tematiche riferite al settore della moda che si possono trovare nel magazine. C’è anche un sito internet correlato (http://www.fashionmagazine.it/), che mette a disposizione una moltitudine di informazioni: sfilate in diretta, fotogallery, sondaggi e appuntamenti, oltre a tutte le news della testata.

La diversità di Fashion risiede anche nella distribuzione, che avviene principalmente su abbonamento, e nella flessibilità di tiratura: gli articoli proposti, infatti, seguono di volta in volta l’operatore moda, andando a soffermarsi su un particolare evento in fase di svolgimento in un determinato momento e luogo. Ad esempio, un recente numero del giornale si è concentrato interamente sull’analisi dell’evento Pitti uomo a Firenze, o ancora sulle settimane della moda nei diversi Paesi del mondo. Infatti, la rivista raggiunge sia gran parte dei Paesi europei, che Paesi internazionali quali Stati Uniti e Medio Oriente in quattro numeri in italiano-inglese, Russia in due numeri nella versione italiano-russo, e Cina nell’ idioma corrispondente.

 

Federica Abbinate: il punto di forza della rivista è l’unione tra moda ed economia, due mondi che apparentemente sembrano molto lontani tra loro. Come si riesce a combinare questi due campi rendendo interessanti i contenuti sia per gli amanti della moda meno esperti di economia, che per gli economisti con meno conoscenze del mondo fashion?

Chiara Modini: In realtà il giornale nasce proprio con l’idea che “la moda è economia” , e per il target di pubblico a cui si rivolge, nonostante il gusto e la creatività siano due aspetti rilevanti, ciò che conta è come il fenomeno della moda si traduca in fatturato, come si evolvono le varie categorie merceologiche. E’ l’andare oltre il glamour ed il mero vestito, e capire il perché del piano strategico di un particolare brand.

FA: Fashion è una rivista di grande successo,emblema del fatto che nei nostri tempi il campo culturale è assolutamente imprescindibile da quello del management e delle strategie aziendali. Cosa ne pensa del  progetto di creare una rivista universitaria orientata unicamente a diffondere l’interesse nella cultura tra i nostri coetanei, analizzata anche nei suoi fattori economici, come REVOLART, la nostra rivista, si propone di fare?

CM: Sono pienamente d’accordo con questa idea, poiché penso che il management non può esistere senza cultura, senza un’ampia conoscenza. Ma in realtà ciò che secondo me è fondamentale è la curiosità, che spinge ad aprire la mente e poi, inevitabilmente, ad impiegare tutto ciò che si sa, nel campo lavorativo. Solo così si possono ottenere dei risultati ricchi e soddisfacenti.

FA: A proposito dei giovani: negli ultimi tempi uno degli argomenti più discussi riguarda la disoccupazione giovanile in Italia, che secondo le statistiche si aggira intorno al 40% : si sostiene che le imprese italiane non sono in grado di trattenere i talenti al loro interno, che così preferiscono fuggire all’estero. Qual è lo spazio che viene dato ai giovani nella sua redazione?

CM: La nostra rivista è apertissima ad accogliere i giovani (che sono richiestissimi come stagisti) e sempre pronta a ricevere una ventata di aria fresca che può anche introdurre aspetti innovativi all’interno dell’azienda. E poi bè, devo ammettere che nonostante queste prospettive abbastanza demoralizzanti, per esperienza personale sono molto positiva circa il futuro dei giovani. E’ vero, non vivete in un contesto incoraggiante, ma credo che ci siano molte chance per tutti quelli che hanno davvero la voglia di lavorare e di mettersi in gioco; sono convinta che, nonostante tutto, chi vale davvero riuscirà a trovare la propria strada e a raggiungere il proprio obiettivo. L’importante è crederci e volerlo davvero, ma soprattutto ad  essere disposti anche a dei piccoli sacrifici.

FA: In particolare si è detto che ai giovani di oggi manca la giusta formazione che possa prepararli al lavoro. Quali sono le competenze che vengono richieste ai giovani per lavorare all’interno di “Fashion”?

CM: Potrà sembrare una risposta banale, ma per lavorare in “Fashion” serve prima di tutto una cosa, saper scrivere. Poiché, come si sa, è questo quello che viene richiesto ad un giornalista, ed in realtà io credo che questa sia una dote naturale, che può essere solo nutrita e affinata con la pratica e la formazione. In secondo luogo, come ho detto prima, serve curiosità. Tanta. Io la considero la “madre di tutte le virtù”, poiché al di là di tutte le capacità, è solo questa che spinge alla voglia di scoprire e di interessare.

FA: Ed in particolare, cosa si fa per formarli e renderli competenti al lavoro da svolgere?

CM: In realtà ciò che ci preme maggiormente è che i nostri giovani collaboratori  possano lavorare sul campo e fare esperienza. Solo così riusciranno ad avere una solida preparazione per il lavoro, ed è anche per questo che gli stagisti sono richiestissimi. Perciò un mio modesto consiglio per tutti voi, è di cercare tutti i modi possibili per poter applicare quel che studiate sui libri. In questo modo arriverete più sicuri nel mondo del lavoro.

Disponibile, esaustiva e chiara (di nome e di fatto), la Modini è riuscita in poche parole ad evidenziare il cambiamento di una società in cui ormai la cultura è diventata oggetto dell’analisi delle logiche di mercato.  Non per questo deprivata del suo reale significato, in un mix equilibrato, essa può essere, anzi, valorizzata maggiormente.

Ed è proprio questa la mission di “Fashion”. Leggere per credere.

 

 

 

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