Testo di – FLAVIA INDELLICATI

Sono un’amante dell’arte sotto ogni suo aspetto ma mi sono resa conto che, con mio grande dispiacere, da qualche tempo sto accantonando questa mia passione, tra l’università e gli altri impegni, l’anno scorso, ogni qualvolta mi veniva voglia di andare a vedere un’esposizione, un museo o una conferenza cominciavo a iniziare a pensare che non avevo tempo e ho iniziato a mettere in un angolo questo mio interesse ( errore imperdonabile!) e così, con l’anno nuovo, ho deciso che non posso permettermi di vivere senza una delle cose che più amo e allora … come si dice? Anno nuovo, vita nuova! Minimo una volta al mese, non importa con chi o dove, dedicheObiettivo un evento culturale al mese.

rò una giornata ad un evento culturale. Questo progetto è molto importante, in Italia ci sono fantastiche opere d’arte e il nostro paese ha più siti culturali di tutti gli altri paesi del mondo, di cui però, noi stessi non siamo consapevoli, molte persone non sanno quale fantastica storia nasconde il nostro territorio e quale grande potenzialità potrebbe dare la cultura italiana se preservata nel modo corretto ma preservare l’arte va di pari passo con il conoscerla sia da un punto di vista storico che culturale capendo anche che essa può avere una ridefinizione di tipo istituzionale ed economico.

FEBBRAIO: il Cenacolo Vinciano.

La scelta per il mese di febbraio è ricaduta sull’opera di Leonardo da Vinci, si potrebbe pensare che questa opzione sia scontata, che è una delle opere italiane più conosciute al mondo e che dopo il romanzo di Dan Brown è un tema inflazionato, ma, parlando con la gente, si scopre che nell’immaginario collettivo  il Cenacolo è ben presente mentre le visite vere e proprie al sito artistico non sono così elevate.

“L’ultima cena” di Leonardo da Vinci si trova nel refettorio del convento di Santa Maria delle Grazie, poco distante dalla stazione di Cadorna, circa venti minuti a piedi dal centro di Milano, in una zona ben servita dai mezzi pubblici, vicino alla fermata della metro S. Ambrogio-linea verde.

Per entrare ad ammirare il Cenacolo è obbligatorio prenotare telefonicamente o on-line (vi consiglierei di chiamare almeno una settimana prima per essere sicuri che vi sia posto il giorno e l’ora a cui avete intenzione di andare) in seguito basta presentarsi in loco una ventina di minuti in anticipo per ritirare il biglietto.

Prima di entrare nella sala che ospita il cenacolo, vi è una piccola stanza, dove ci sono dei cartelloni in cui è spiegata la vita di Leonardo e la storia del cenacolo.

Di Leonardo si sanno molte cose, studioso e artista eclettico, si occupa, oltre che di arte, anche di studi ingegneristici al punto che molti lo considerano, più che un pittore uno scienziato,  anticipatore di correnti artistiche che si svilupperanno nel seicento, fa parte di quello che viene chiamato “Rinascimento maturo” , egli basa le sue opere su un’analisi psicologica oltre che fisica, gli osservatori non percepiscono solo la figura dei suoi soggetti ma anche la loro interiorità e sono guidati dal loro ideatore a scoprire i misteri che si celano dietro i loro volti.

L’antico refettorio del convento custodisce l’opera del genio vinciano realizzata tra il 1494 e il 1497 e commissionata dal duca Ludovico Sforza, una volta entrati nella stanza sembra quasi di essere accolti in un mondo magico, il silenzio cala sul gruppo in visita impegnato ad ammirare quella fantastica espressione d’arte.

Il dipinto ha subito molti restauri a causa della scelta pittorica dello stesso Leonardo, il quale, non volendo usare la tecnica dell’affresco che prevedeva un’unica veloce lavorazione senza permettere successivi ritocchi, aveva provato a dipingere con il metodo della pittura su tavola, che da la possibilità di intervenire sull’intonaco già asciutto aggiungendo dettagli, ciò però, ha causato un veloce deperimento e già qualche hanno dopo la conclusione dell’opera da parte dell’artista cominciavano ad esserci segni di deterioramento, causati anche dall’ambiente poco idoneo alla conservazione di un dipinto per via dell’umidità dei muri e degli eccessivi sbalzi delle temperature a cui era soggetto il refettorio.

Il Cenacolo ,come afferma Flavio Cairoli, storico d’arte, nel libro “tutti i volti dell’arte”, si presenta come affresco teatrale che coglie il momento esatto in cui Cristo dice: uno di voi mi tradirà, ed effettivamente sembra che noi stessi siamo invitati a partecipare come comparse alla magnifica opera di Leonardo.

L’ultima cena, come le altre opere dell’artista, è basate su studi tecnici e ,come generalmente vuole il Rinascimento, porta nell’arte regole scientifiche di rappresentazione, le quali comprendono rappresentazioni prospettiche dell’ambiente che lo circonda e approfondimenti sull’ anatomia dell’uomo inserito in una raffigurazione che da la possibilità di mantenere proporzionali i rapporti dimensionali.

Grazie alla prospettiva di tipo centrale Leonardo va a guidare gli occhi dello spettatore verso il soggetto principale del quadro: Cristo, il punto di fuga è infatti sul suo volto. La composizione è stata quindi progettata approfonditamente anche dal punto di vista geometrico e l’effetto prospettico viene ad essere sottolineato anche da elementi come le aperture laterali delle finestre e il soffitto a cassettoni. Attorno alla  figura di Gesù si dispongono i dodici apostoli in gruppi da tre, numero per eccellenza della cristianità, ripresi nell’atto del ricevere la notizia del tradimento, le reazioni rappresentate sono estremamente realistiche, stupore, rabbia e sconforto corrono sui visi dei dodici e quasi ci si aspetta che i protagonisti, da un momento all’altro, si muovano per portare avanti la rappresentazione che, per il naturalismo con cui viene rappresentata, non sembra appartenere al mondo pittorico ma a quello teatrale. Il movimento dei corpi è presente soprattutto nelle figure degli Apostoli che possono essere inserite geometricamente in delle piramidi concatenate, mentre Gesù, da solo al centro della composizione, appare più statico nella consapevolezza del proprio futuro.

Quando osservo opere d’arte di tale livello mi viene da domandarmi come sia possibile che un solo uomo, con elementi molto semplici e reperibili da tutti, sia riuscito a realizzare così tanta bellezza, a radunare su una parete delle emozioni e come sia fantastico che, dopo secoli, l’arte sappia ancora dare lo spunto a riflessioni, veicolando cultura ma anche piacere, mi chiedo oltretutto come sia possibile che a molte persone non possa interessare venire a contatto con l’armonia e la serenità che il capolavoro artistico può trasmettere.

Spero che voi, lettori di questo articolo, raccogliate l’idea di dedicare al mondo culturale almeno un giorno al mese.

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