Poesia di – Paolo Cerruto

 

Come amare

nell’epoca del pop

e del porno?

Come desiderare persone

che preferiscono chattare

piuttosto che guardarti negli occhi;

che pensano alle applicazioni,

ignare dell’abisso

nel quale sprofondiamo?

Recuperare i gesti,

la simbiosi con le cose.

Perché

ci ostiniamo

a sfruttare?

 

Come sempre ci riempivamo la testa di nulla

sdraiati sull’erba umida del parco Lambro

partivamo per viaggi siderei

necessari a noi altri

cresciuti con orizzonti urbani.

Riuscivamo a contare le stelle

vincitrici sui lampioni,

lucenti pretese di una città che ha sonno

ma non vuole dormire.

Ci sono troppe lancette a Milano;

ci vorrebbe una panchina,

al posto di ogni orologio.

Pensavamo a questo, prima di addormentarci

nel parco, souvenir inurbato della natura.

 

Il giorno dopo

le sveglie indissero uno sciopero.

Ci svegliammo diversi

e diverse erano le mogli di fianco;

dimenticammo quegli oggetti

retaggio delle pretese

d’assolutezza

umane.

 

Scrivi

La tua email non sarà pubblicata