Testo di – SVEVA SCARAVONATI

.

Una location d’eccezione per questa XII edizione di Barezzi Festival, la rassegna parmense curata da Giovanni Sparano e sostenuta da anni grazie al pionieristico sostegno di un partner come Tanqueray.

Ciò che balza immediatamente all’occhio è l’intricato rapporto tra sperimentazione e passato, in un vicendevole sostegno di successo, grazie alle scelte artistiche che hanno portato nella città artisti del calibro di Brunori Sas, Levante o Aucan.

Con queste premesse viene inserita una line up all’insegna della contaminazione musicale. Un trittico di artisti poliedrici come possono essere Dardust, il grande Nils Frahm e la giovane promessa Veyl, per porre le basi verso quello che sarà lo sviluppo della scena musicale contemporanea.

Ed è proprio il Teatro Regio a consacrare la maestosa capacità di un compositore geniale come Nils Frahm, in esclusiva italiana per presentare l’ultimo esperimento “All melody” e l’EP “Encores 1”. Lo troviamo a suo agio, mentre in sordina passa da una parte all’altra del suo piccolo studio di registrazione, spaziando dal toy piano a mixer e synth. Un palco suddiviso in tre piccoli blocchi, per infiniti mondi. Un concerto da ascoltare ad occhi chiusi.

.

46516295_207906280119627_8315641762680930304_n

.

Il live comincia lentamente, con un’atmosfera classicheggiante: è come se il ritmo si fosse dilatato. La sua musica ha qualcosa di magico, che scava dentro l’ascoltatore e porta a riflettere, una sorta di seduta psicoterapeutica.
Si passa invece ad una seconda parte in cui viene elevato il suo rapporto con i synth e gli equalizzatori: lo stambecco di Amburgo affascina in maniera graduale, e uno degli aspetti forse più sconvolgenti è la sua capacità di interagire con il pubblico. Un uomo semplice, ironico, che racconta i retroscena dei propri pezzi, come l’ingiustificato successo di “Says”, dalla composizione basilare.

E’ sempre difficile identificare COSA faccia, perché la sua sperimentazione ha diverse sfumature, trasmettendo stimoli di diversi mondi. La sua musica è come una poesia, un momento intimo in cui ogni passaggio, per quanto breve, ha il sapore del ragionato.

Di lui non si può dire nulla, immenso ed impeccabile come sempre.

Ore 23: è l’ora di Veyl, producer elettronica, cantante e thereminista dal passato classico. Timida, racconta la nascita di alcuni suoi pezzi tra i quali “Snake”, frutto di un sogno.

In un breve percorso sonoro presenta i suoi pezzi. Il più significativo senza dubbio l’ultimo lavoro, “XVX”.
E’ brava, il potenziale c’è.
Ci aspettiamo di risentirla un po’ più matura, magari l’anno prossimo al Crack Stage di C2C.

Per oggi è tutto. Stasera ci attende l’ultima serata di Barezzi Submarine, con Lorenzo Senni, Mount Kimbie, Nu Guinea e Lucy.

.

46521131_2203071729907732_3040208096715603968_n

Scrivi

La tua email non sarà pubblicata