Testo di — SIMONE FIORENTINO

 

Un altro anno è giunto al termine e ci ritroviamo a tirare le somme di un periodo sicuramente cruciale per la nostra industry preferita. Il 2015 ha rappresentato per molti punti di vista un momento di svolta, con cui possiamo dire di aver completato la transizione da old a next gen non solo per quanto riguarda le piattaforme di gioco, ma soprattutto per ciò che concerne i titoli. Ecco quindi quelli che secondo noi sono i migliori titoli dei 12 mesi passati, con una sola avvertenza: per ragioni di completezza la classifica prende in considerazione i titoli usciti a dicembre 2014 e si conclude con quelli di novembre 2015 compreso, proprio per permetterci di giocare a fondo, e quindi di parlare con cognizione di causa, dei giochi inseriti in questa lista.

10 – Star Wars: Battlefront, 17 novembre 2015, Xbox One, PS4 e PC

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Il nuovo gioco di casa Dice vince senza troppi problemi il titolo di FPS dell’anno, riuscendo a convincere sotto tutti i punti di vista. Battlefront ha tutto quello che si potrebbe chiedere da un esponente di quello che è forse il genere più ingombrante del mercato videoludico, è graficamente mozzafiato, ben bilanciato nel multiplayer e immediato al punto giusto nel gameplay, senza però deludere i veterani di questa ultradecennale saga. Certamente la scarsa concorrenza di un Black Ops 3, che ha sinceramente fatto il compitino senza brillare, ha facilitato molto il titolo prodotto da EA, anche se bisogna ammettere che con un adeguato comparto single player, di cui si sente la mancanza, il titolo avrebbe guadagnato qualche posizione in più.

9 – The Witcher 3: Wild Hunt, 19 maggio 2015, Xbox One, PS4 e PC

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Il prodotto dei ragazzi polacchi di CD Projekt è un open world immenso, il cui mondo è grande una volta e mezza quello di GTA V. Il titolo, nonostante la sua natura di action RPG, è completo, longevo e quasi mai ripetitivo anche nelle quest secondarie. Gli spazi vastissimi che caratterizzano l’ambientazione sono disegnati in modo fenomenale e la trama, che approfondisce ancora di più il personaggio di Geralt, è ottimamente scritta. Insomma, The Witcher 3 è un titolo che non delude sotto nessun punto di vista, peccato solo che questa stagione si sia ritrovato a scontrarsi con un concorrente di tutt’altro livello.

8 – Super Mario Maker, 11 settembre 2015, Wii U

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Super Mario Maker è l’unico titolo di una console Nintendo inserito in classifica, ma rappresenta molto bene la capacità della Grande N di coccolare i (pochi) possessori di Wii U con esclusive di tutto punto. Super Mario Maker è una gigantesca opera di fan service ottimamente realizzata che avvera i desideri di moltissimi appassionati dell’idraulico più famoso dei videogiochi dando finalmente la possibilità di creare i propri livelli di gioco. Un’ottima integrazione online e la creatività di una community estremamente attiva completano un titolo in sostanza perfetto, che paga, ma al contempo si avvantaggia, della sua posizione di nicchia sulla console Nintendo.

7 – Life is strange, 30 gennaio 2015, Xbox One, Xbox 360, PS4, PS3 e PC

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Giungiamo al primo titolo prettamente narrativo della classifica, che ha avuto uno strepitoso successo di pubblico e critica. Life is strange è una storia splendidamente costruita dove il rapporto tra due adolescenti si mescola al paranormale, portando il giocatore a compiere importanti scelte. Il titolo prodotto da Square è narrato in modo stupefacente, anche se, forse per la sua natura episodica, ha risentito di un po’ di stanca in alcuni punti della trama, che comunque rimane strepitosa.

6 – Rocket league, 7 luglio 2015, Xbox One, PS4 e PC

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Un po’ a sorpresa entra nella nostra classifica un titolo che di narrativo non possiede assolutamente nulla. Le ragioni che ci hanno spinto ad inserire Rocket League in classifica sono molte: il primo, e non affatto banale motivo, è che Rocket League è un gioco divertente come non lo si vedeva da anni. È sufficientemente intelligente da partire da un’idea semplice, il calcio, ed unirla a un altro concetto apparentemente banale, le auto, mischiando tutto in un tripudio di colori e giocosità che non si prende mai troppo sul serio. Il comparto tecnico, nonostante un ormai datato Unreal Engine 3, sembra incredibilmente moderno e siamo sicuri che alcune scelte importanti degli sviluppatori, come il costo abbordabile e l’assenza di microtransazioni se non per i DLC, renderanno questo gioco uno dei fenomeni dell’E-sport dei prossimi anni.

5 – Ori and the Blind Forest, 11 marzo 2015, Xbox One e PC

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Entriamo ora nelle zone calde della classifica con questo platform che ha rappresentato uno dei punti forti del catalogo di Xbox One quest’anno. Dietro una splendida direzione artistica e un comparto tecnico estremamente delicato si nasconde uno dei platform più ardui degli ultimi anni, che darà sicuramente filo da torcere anche a chi è cresciuto giocando a Super Mario negli anni ’90. La metafora sulla natura che pervade tutto il titolo aiuta a far apprezzare la trama anche a un pubblico più adulto, mentre a un primo guardo Ori and the Blind Forest potrebbe sembrare un titolo infantile. Sicuramente ci troviamo davanti a un gioco che non è stato pensato per tutti e che vi regalerà diversi momenti di frustrazione a causa della sua difficoltà, ma che una volta completato vi lascerà un senso di soddisfazione difficile da far andare via.

4 – The Talos Principle, 11 dicembre 2014, PS4 e PC

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The Talos Pinciple è un titolo totalmente atipico, che se dovessimo iscrivere in un genere dovrebbe essere iscritto all’interno dei puzzle game filosofici. Difatti al di sotto di una struttura composta da numerosissimi enigmi mai banali si nasconde un vero e proprio trattato filosofico a proposito della vita, del pensiero e della possibilità dell’esistenza stessa del filosofo. Sicuramente non ci troviamo di fronte a un titolo banale in nessuno dei suoi aspetti e chi vi si approccia deve sapere a cosa va incontro.

3 – Bloodborne, 24 marzo 2015, PS4

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Per chi scrive, che non è mai stato fan della serie souls, inserire un titolo di From Software, soprattutto in una posizione così alta, risulta strano. Senza Bloodborne probabilmente The Witcher 3 sarebbe stato l’action dell’anno, ma purtroppo il titolo From è una vera e propria pietra a miliare del genere. Il gioco diretto da Miyazaki non sbaglia un colpo: possiede un combat system comodo e sicuramente più reattivo di quello dei predecessori, un ritmo più veloce e una maggiore accessibilità per un neofita. Ciò che però fa davvero la differenza è l’ambientazione, la malattia che scorre in Yharnam, legata al culto sangue, e i mostri che popolano la sua lunga notte, rendono il mondo di gioco uno dei più belli e caratterizzati di sempre. Non importa quindi che il comparto tecnico, per quanto ottimo, non raggiunga le vette di eccellenza di altri titoli, qui è la direzione artistica a fare da padrona, in un titolo che vi risucchierà per tutta la gigantesca, e seminascosta, trama che tiene in piedi l’intreccio e che vi terrà impegnati per decine di ore.

2 – Her Story, 24 giugno 2015, PC

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Her story è molto più di un semplice gioco, è un’opera d’arte totale. Sam Barlow è riuscito a creare un gigantesco non-gioco che mette in discussione sempre quello che si ha davanti. Il titolo è costruito infatti come un database della polizia dove abbiamo la possibilità di cercare alcune parole chiave contenute in numerosi brevi filmati dove una donna, che si introduce come Hannah Smith, risponde ad alcune domande che noi però non udiamo. Tocca quindi al giocatore rimettere a posto i pezzi del puzzle che compongo la narrazione e scoprire la storia di questa giovane donna. Un titolo metaludico che difficilmente è iscrivibile nella stessa categoria degli altri videogiochi, ma che trova se stesso in una splendida narrazione e che, per il costo irrisorio, tutti dovrebbero provare.

1 – The Vanishing of Ethan Carter (redux), 15 giugno 2015, PS4 e successivamente PC

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Il gioco del team polacco The Astronauts è il nostro titolo dell’anno. Abbiamo scelto di inserirlo nella sua seconda edizione perché riteniamo che sia quella con cui ha raggiunto la maturità, soprattutto a livello tecnico. Se infatti prima il titolo girava su Unreal Engine 3, ora è stato ricostruito completamente sull’Unreal Engine 4, che aumenta ancora di più l’impatto del già incredibile colpo d’occhio, ma soprattutto migliora le pecche tecniche per quanto riguarda la modellazione un po’ approssimativa dei personaggi. Per quanto riguarda la trama del titolo, che in sostanza regge tutta l’esperienza, pensiamo che parlarne il meno possibile sia la cosa migliore, rimandandovi alla recensione che già è stata pubblicata su queste pagine qualche mese fa.

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