Testo di – DARIA PICCOTTI

 

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in mostra a:

Palazzo Chiablese, Torino
19 aprile – 13 luglio 2014.

 

Fascino e mistero nelle 70 opere preraffaellite selezionate dalla curatrice Alison Smith per la mostra organizzata dalla Città di Torino in collaborazione con la Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici del Piemonte e con 24 ORE Cultura.

Sette sezioni tematiche ricostruiscono il percorso artistico dei protagonisti della Confraternita Preraffaellita, fondata a Londra nel 1848 da John Everett Millais, Dante Gabriel Rossetti e William Holman Hunt allo scopo di diffondere il germe –titolo del loro periodico- di una riforma sociale e stilistica attraverso l’arte e il design. In opposizione alla decadenza morale e ai problemi sociali e politici derivanti dall’industrializzazione, di cui Londra era la capitale mondiale, questi artisti miravano a ripristinare i valori spirituali e la coesione sociale che caratterizzavano il passato medievale attraverso la ripresa dell’arte italiana quattrocentesca antecedente a Raffaello. Il passato per rinnovare il presente fu la guida della loro ricerca, incentrata su un’innovativa commistione di tecniche antiche e contemporanee come la pittura lenticolare fiamminga accanto alla luminosità tipica dell’appena scoperta dagherrotipia, o l’utilizzo del supporto in legno, tipicamente medievale, e la stesura sul colore ancora umido, erede della grande tradizione dell’affresco, accanto ai nuovi colori offerti dal mercato. L’approccio sperimentale condusse dal punto di vista tecnico a una precoce intuizione del contrasto simultaneo dei colori, dal punto di vista economico a un nuovo tipo di mecenatismo, non più entro i canali ufficiali dell’accademia ma nel nuovo mondo della borghesia industriale.

Le opere più note sono affiancate da capolavori mai visti in Italia, un’occasione quindi per conoscere a fondo una delle prime avanguardie artistiche e sfatare il luogo comune che relega i Preraffaelliti a corrente minore e solo da poco riscoperta. A dimostrazione della loro presenza costante Kandinskij stesso li indicò come anticipatori dell’Astrattismo, evidenti riprese emergono nelle opere simboliste e Dalì ne fece l’equivalente britannico del Surrealismo. L’influenza del gruppo si è mantenuta stabile lungo tutto il ‘900, in particolare sugli artisti degli anni ‘60’, estendendosi persino a fenomeni sociali come la cultura gotica e dark, i cui abiti richiamano quelli delle donne rossettiane, esplicitamente citate anche da registi come Tim Burton o Coppola nel film “Dracula”.

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Accolti dal più noto capolavoro del gruppo, l’Ofelia di Millet, entriamo nel vivo dell’atmosfera romanzesca e misteriosa dei quadri di storia, genere declinato in tematiche insolite pescate dalla storia medievale e dalla poesia, con una predilezione per la tragedia shakespeariana e la poesia di Chaucer. Pregevole il valore tattile del velluto della Mariana di Millais che si appoggia languidamente al davanzale di una finestra dalle vetrate decorate con precisione miniaturistica, antica arte a cui si ispirano i preraffaelliti per la resa dei dettagli.

I temi religiosi sono rappresentati come drammi umani arricchiti di simbologie evangeliche: una vera bottega di falegname è il soggetto rappresentato da Millais in Cristo in casa dei suoi genitori e una fanciulla colta nell’intimità domestica è la Vergine in Ecce Ancilla Domina di Rossetti, il quale si spinge al paradosso autoreferenziale di rappresentare una modella abbigliata da Santa Caterina mentre viene ritratta dal pittore stesso nella propria bottega.

Il percorso offre poi una rassegna della produzione paesaggistica, la cui resa dettagliata e minuziosa del reale è influenzata dagli scritti di Ruskin, principale sostenitore del gruppo. L’osservazione diretta, anticipatrice del più noto en plein air impressionista, e l’interesse per la botanica e la geologia, si esprimono al meglio in opere come Maggio a Regent’s Park di Collins o Il ghiacciao di Rosenlaui di Brett, in cui vediamo tutte le venature della roccia.

La critica alla corruzione della società moderna emerge nelle scene di genere, in cui ricorre il topos della donna perduta e colta da improvviso pentimento: possibile redenzione per la mantenuta de Il risveglio di coscienza di Hunt, dramma senza soluzione per la prostituta di Ricordi del passato di Stanhope.

La poesia è poi al centro del gruppo di acquerelli di Dante Gabriel Rossetti, in cui le folte chiome rosse della moglie e modella Elisabeth Siddal diventano il nuovo canone di bellezza femminile. La sua attività di traduttore delle opere di Dante –tanto da farne proprio il nome- emerge in soggetti come La visione di Dante: Rachele e Lia in cui presenta le due polarità della vita attiva e di quella contemplativa. Nella stessa sezione ammiriamo le opere della seconda generazione di artisti che si raccolsero attorno a Rossetti, tra cui la stessa Siddal, di cui ci sono qui offerte due opere, Simeon Salomon che esplora la propria identità omosessuale in opere come Saffo ed Erinna in un giardino a Mitilene, o Edward Burne-Jones che indaga la figura della femme fatale nelle tele dedicate alla figura del personaggio letterario di Sidonia von Bork.

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L’orientamento del gruppo verso un’estetica dell’arte per l’arte a partire dagli anni ’60 emerge nella sezione dedicata alla bellezza in cui protagoniste sono le donne amate da Rossetti dopo la tragica morte di Elisabeth: sensuali ed altere nei loro abiti sontuosi ci guardano dagli splendidi quadri a olio ispirati alla pittura veneta cinquecentesca. Le labbra rosse di Aurelia e le chiome brune di Proserpina, donna fatale per antonomasia, contribuirono alla creazione della figura della donna vampiro, il cui fascino si è mantenuto inalterato fino ad oggi.

Concludiamo il nostro percorso con una serie di opere di Burne-Jones, la cui volontà di annullare i confini tra arte decorativa e pittorica conduce a opere di sapore simbolista come il bellissimo Amore e il pellegrino, ispirato al duecentesco The Romance of the Rose, in cui gli intrecci di rovi creano un insolito fregio di ispirazione fiabesca.

Un itinerario chiaro e ben strutturato, corredato da un valido catalogo, fa di questa mostra un’ottima occasione di arricchimento conoscitivo nonché di godibilissimo intrattenimento.

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