Testo di – CHIARA CRESCINI

Durante l’evento, l’arte ha preso vita in una galleria di dimensioni surreali. L’abito è divenuto quadro, e poi ancora vestito ed opera d’arte nuovamente. La poesia si è trasformata in realtà, ed a sua volta, in fantasia.”

Così, gli stilisti olandesi, Viktor Horsting e Rolf Snoeren hanno espresso quanto avvenuto ieri (09/07/2015) durante la presentazione della loro nuova collezione, “The Wearable Art Collection”, presso il Palais de Tokyo. All’interno di questo palazzo, destinato all’arte moderna e contemporanea, si sta tenendo infatti la fashion week parigina dell’Haute Couture per la collezione Autunno-Inverno 2015.

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In febbraio, gli stilisti olandesi si erano detti pronti ad abbandonare la nave del business ready-to-wear ed a intraprendere una nuova fase della loro carriera, approdando nel settore dell’haute couture. Non solo Viktor e Rolf sono riusciti nell’impresa, ma hanno nuovamente messo in discussione il fatto che la moda possa essere considerata o meno come un’espressione artistica o un’opera d’arte a sé stante. Può l’arte vestire un corpo o essere esposta prettamente sui muri di una galleria? La risposta che questi due stilisti sembrano suggerirci è: “Entrambi”.

Viktor & Rolf hanno trasformato così una serie quadri e di rispettivi frammenti in veri e propri abiti di moda grazie ad un sapiente lavoro ed alla capacità di combinare tra loro tessuti e materiali. Horsting e Snoeren si sono così improvvisati al contempo stilisti e performance artists, vestendo in tempi rapidissimi le modelle direttamente in passerella con una serie di quadri, inizialmente appesi alla parete e poi successivamente lavorati per meglio adattarsi ai corpi.  Un’idea, quella di trasformare gli abiti direttamente in passerella, che era stata già usata dallo stilista inglese Hussein Chalayan per la collezione Autunno-Inverno 2013.

Nel susseguirsi della sfilata, gli abiti sono divenuti sempre più decorati e stravaganti. Inoltre, le stampe impiegate per i tessuti richiamavano non solo il periodo d’oro della pittura olandese del diciassettesimo secolo ma anche alcune note stilistiche dei pittori Johannes Vermeer e Frans Hals.

Il binomio perseguito da Viktor & Rolf, tra formalismo ed esagerazione, ha quindi dato vita ad una vera e propria opera d’arte, presentata al meglio delle sue potenzialità nell’ultimo degli abiti che ha calcato il palcoscenico, la cui complessità e struttura ha conquistato e rapito totalmente il pubblico.

E come ogni opera d’arte che si rispetti, al termine dello show, uno degli abiti di Viktor & Rolf è stato acquistato dal collezionista d’arte Han Nefken che l’ha poi donato a sua volta al Museo Boijmans Van Beuningen di Rotterdam.

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