Testo di – GIUSEPPE ORIGO

 

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Tra sipari bloccati, imprevisti al limite dell’ estremo gesto (no, non solo  lo stacchetto di Fazio feat Casta), comizi politici e troppe canzoni sotto tono, la prima serata di festival si è salvata al pelo grazie a pochi dettagli isolati, tra questi le esibizioni dei quasiesordienti Perturbazione e del non più figlio d’arte (ma questo lo era già da anni) Cristiano DeAndrè e, naturalmente, la pirotecnica esibizione di Raffaella Carrà (unica a far ballare l’uditorio nonostante Bob Cornelius Rifo,  sottotono, si fosse esibito poco prima con esiti dubbi sotto questo frangente).

Le Gemelle Kessler riescono a portare sul palco il Trash finalmente d’autore e degno di essere definito tale, con uno stacchetto introduttivo assolutamente in linea con le aspettative, mettendo a dura prova le anche e le articolazioni provate dagli anni (cosa che aggiunge all’ esibizione una nota di, geriatrico, merito).

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FRANCESCO RENGA-

-A un isolato da te 7+

una piccola stonatura all’ inizio, ma è comprensibile quando si canta innanzi a 12 milioni di spettatori. Al primo levare, ad ogni modo, la voce è la sua: ottima. è una buona canzona d’amore di un buon Renga, l’arrangiamento non è certo originalissimo ma il pezzo scorre.

-Vivendo adesso 7/8 (passa)

eh vabbè, è bravo. Qui la voce esplode ed è perfettamente modulata e il pezzo è più che buono. Non c’è altro da dire.

 

GIULIANO PALMA http://www.youtube.com/watch?v=2Rhecr0n18A

-Così Lontano 6/7 (passa)

Durante l’intervista ci aveva promesso un cambio di tendenza rispetto al passato… sotto questo frangente la promessa non mi pare mantenuta totalmente. Però il pezzo è interessante a mio parere e, oltre tutto, ho un debole per le sue movenze datate. Ad ogni modo mi aspettavo qualcosina di più a livello di arrangiamento.

-Un bacio crudele 6-

una canzonetta e nulla di più, dalla musica alle parole. Molto, forse troppo, easy sotto ogni aspetto (urletti misti inclusi). Avevo paura che la sua musica potesse sembrare fuori contesto spaziotemporalmente rispetto al Festival dell’ oggi, e così è stato.

 

segue piccolo omaggio al luogo comune a cura di FazioLittizzetto… ugh….

 

NOEMI (vestita dallo stilista de I Pronipoti)

-Un uomo è un albero 7-

Interessante impostazione vocale ma non asservita a un buon testo. La melodia senza infamia e senza lode ma mi sono piaciuti i cori.
Il vestito continua a destablizzarmi…

-Bagnati dal sole 6.5 (passa)

Vedi sopra, ma un po’ meno.

 

Segue primo discorso intelligente sulla “Bellezza” della serata, anche se interrotto a più riprese dai presentatori.

 

RENZO RUBINO

-Ora 7+ (passa)

Ci ricorda molto Cremonini, certo non allo stesso livello ma interessante sia per testo che per a piacevolezza e regolarità della musica. Certo non un capolavoro ma buona prova ne complesso.

-Per sempre e poi basta 7

ricorda un po’  “amami uomo” e un po’ la colonna sonora di un vecchio film Disney, tipo “Cenerentola” o “La bella e la bestia”. Il testo è sempre sopra la media di quelli proposti fino ad ora. Finisce in ovazioni ma io ho preferito la prima.

 

RON

-Un abbracco unico 6-

il testo potrebbe averlo scritto Fabio Volo… peccato perchè da Rosalino mi aspettavo molto. Nemmeno la musica salva capra e cavoli.

-Sing in the rain 7- (passa)

al titolo son sobbalzato. L’attacco è interessante e anche il mood folk (che tanto ultimamente pare, onnipresente, tiri un sacco). Fischiettino di circostanza, ma la canzone è più interessante della prima sotto ogni aspetto.

 

Stacco: sale sul palco un Claudio Baglioni di PVC, Piccolo Grande Amore di crcostanza. Ci sta. Chi è che parlava di “spazio ai giovani”?! La sottile linea che separa l’inossidabile dal sintetico…

 

RICCARDO SINIGALLIA

-Prima di andare via 7.5 (passa)

L’ ex Tiro Mancino sforna un pezzaccio: una canzone dei TiroMancino?! Scherzi a parte il pezzo è interessante sotto ogni aspetto, e c’è poco da dire. Forse uno dei migliori della serata.

-Una rigenerazione 6.5

Il gap rispetto alla prima c’è e, purtroppo in negativo. Non mi convincono pienamente l’armonizzazione del testo con l’arrangiamento musicale e l’uso del synth mi sembra ridondante e fuori contesto. Peccato.

 

FRANCESCO SARCINA

-Nel tuo sorriso 6.5 (passa)

Diamine… davvero non saprei. Da fan sfegatato de “Le Vibrazioni” aspettavo questa prima prova solista con grande entusiasmo. Però… non posso dire che mi deluda, però manca qualcosa. Forse il chitarrino entra troppo tardi e l’arrangiamento orchestrale, seppur elegante, è troppo prepotente. La voce non è certo la sua migliore interpretazione e, a tratti, mi fa rimpiangere quello fatto in compagnia della storica combo meneghina. Forse poco originale? Davvero avrei paura di sbilanciarmi in questo senso, ma temo di si…

-In questa città 5.5

“Voglio contraddistinguermi, Come fosse il primo giorno insieme a te, Dopo una sosta in questa città che non serve a niente”

ok, ecco la dimostrazione che temevo e aspettavo: siamo lontani dall’ Olimpo di quel che fu, Le vibrazioni non erano Sarcina. Banalotta, e questa volta senza dubbio, tanto per il testo, quanto per la musica, quanto per la claudicante armonizzazione fra le due componenti. La sufficienza non c’è, e mi spiace molto, moltissimo.

 

Menzione d’ onore: Rufus Wainwright, ovvero, Papa Boys c’aveterottoimarroni. Che l’arte sia e resti sempre libera, specie quando è tale al di fuori di ogni ragionevole dubbio. By: UnCattolico.

 

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