Testo e foto di – VIRGINIA STAGNI

Tocca. Percepisci. Il senso del tatto è pronto: lasciagli svolgere eloquente il suo compito: immagina.
Non è solo marmo, quello di Rodin. Quello di Rodin è carne, materia ed emozione.
É una composizione armonica tra tatto, vista ed emozioni interiori l’esperienza che dona la visione di un’opera di Rodin.

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Auguste Rodin vive e lavora nella seconda metà dell’Ottocento, tra Parigi, dove nasce, e altre città fiamminghe -in particolare Bruxelles- e italiane. Apre le porte della scultura del Ventesimo secolo ed è globalmente riconosciuto come il massimo scultore francese dei suoi tempi. Fin da bambino disegna, inventa e crea. Già da adolescente, autodidatta, passa ore ed ore al Louvre per ispirarsi ai modelli ivi custoditi. Compie viaggi in Italia, dove realizza il suo più grande sogno: incontrare Michelangelo.
Auguste è uomo di grande cultura: legge, ascolta, viaggia e sa apprendere. Amante di Omero, Virgilio, Dante, si ispira a questi colossi del verbum per “comporre” le sue opere.

Ossessionato dal disegno: impossibile non captare, osservando una sua qualsivoglia opera, un’ antologia di infiniti schizzi che ne hanno preceduto la realizzazione; stai in silenzio: osserva. La senti? Non puoi non udire lo scorrere mai flebile della mano, della matita dalla punta sempre reattiva nel disimmacolare la carta da disegno con la velocità di un sismografo.

Rodin scava le forme con un’originalità spuria, fragorosa, sempre altisonante; le sue composizioni sono frutto di un lungo studio che si materializza in un assemblaggio che avviene in fasi diverse: ogni singola parte è modellata da sè e solo dopo la realizzazione di tutte le altre piccole porzioni viene riunita in una composizione d’insieme.
Addio alla grazia perfetta di matrice canoviana: c’è solo odore di drammatica autenticità. Rodin stesso affermó che la sua ricerca “non è l’armonia del vero ma la rappresentazione di come il vero ci appare”. Crea disequilibri armoniosi, assemblando piccole parti per creare, alla fine, un’opera complessa e dinamica.

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Da autore-dipendente, Rodin diventa artista riconosciuto e pressoché ufficiale quando gli viene commissionata nel 1880 la Porta dell’ Inferno, per la facciata del museo di arti decorative a Parigi. Opera per cui l’artista impiega ben quarant’ anni per riuscire a dar forma e materia alla Commedia dantesca, lasciandosi trasportare dalle vigorose parole del Sommo Poeta. Un esercito di figure si genera dalle mani a dir poco divine dello scultore, tanto che non riesce a rimanere nei limiti della cornice della porta: Rodin voleva creare lo stesso caos che percepiva nella descrizione infernale di Dante.

Osservando sculture di coppie di donne e uomini si percepisce lo sgorgare della linfa vitale, della sensualità, e persino un ardito erotismo – per l’epoca nei corpi materializzati. Le figure di amanti si lasciano trasportare dall’eterno Eros, come Piero e Francesca nel turbine infernale.

Turbine che ti travolgerà, se sei uno spettatore pronto a cogliere le pulsioni dei sensi.

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Sei tanto coinvolto e “simpatico” con la sculture rodiniane che vorresti toccarle, accarezzarle pur di cogliere un poco di quell’ineluttabile rapporto amoroso che coinvolge i personaggi che sembrano pura carne in vita.

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La climax di autentica genialità la abbiamo nel ‘Pensatore’ di Rodin. Dalla materia fuoriesce il pensiero fecondo che nasce nel cervello e attraversa il corpo, come una scia luminosa di energia, arrivando al pugno che si appoggia sui denti, fino ai piedi in tensione che si contraggono sulla roccia su cui quest’uomo nudo è accoccolato. Non è un sognatore quello che osservi, ma un creatore. Il Pensatore di Rodin potremmo arditamente vederlo come metafora di Dio, nel suo settimo giorno, che ammira il suo creato, meditando su di esso.

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Rodin non è un artista ma un lavoratore con l’unico desiderio di penetrare totalmente l’essenza umile e severa del suo strumento, appunto, la scultura.
Il genio di Rodin non sta solamente nel creare un’opera ma nella consapevolezza di aver creato sè stesso in quanto uomo e in quanto destinatario della forza emotiva dei sensi. Destinatario che oggi puoi essere, grazie a Rodin, anche tu.

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