Testo di – FILIPPO VILLANI

 

 

In questi giorni, per la Milano Design Week, il capoluogo della Regione Lombarda sarà gremita da “addicted” e semplici curiosi per vari eventi sul tema del Design, nel solco del Fuorisalone.

L’appuntamento centrale della settimana, tra gli altri 1200, è però uno: la Fiera a Rho del Salone Internazionale del Mobile, dal 12 al 17 Aprile (con orari continuati dalle 09:30 alle 18:30), alla sua 55ª edizione.

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1961 – Salone del Mobile

La sua Storia è molto particolare, perché risultò uno dei primi eventi in cui Cultura ed Economia si intrecciarono grazie non all’organizzazione degli apparati pubblici, bensì alla spontanea attività di privati imprenditori.

Infatti nel contesto del Secondo Dopoguerra, negli anni in cui la ricostruzione edilizia era stata ormai completata, i mobilieri italiani si trovavano di fronte ad una vera e propria saturazione della domanda interna: l’unica via di uscita da tale situazione di stallo era l’esportazione dei propri prodotti.

Per farlo bisognava però unire la forza delle diverse realtà aziendali nazionali di fronte al resto del mondo. Ecco dunque la necessità di una Fiera ideata e gestita dall’associazione di categoria Federlegno tramite la formazione di Cosmit, il Comitato Organizzatore del Salone del Mobile Italiano, nella città più dinamica del nostro Paese: Milano.

Nei primi quattro anni di esistenza la manifestazione permise il raggiungimento dell’obiettivo tanto sperato, con un aumento dell’export da 5,837 mld di Lire a 16 mld.

Nel 1965 vi fu una svolta qualitativa: gli allestimenti cominciarono ad essere curati più dettagliatamente e vi fu il primo evento Fuorisalone, ossia una mostra retrospettiva sulla Storia del Design del mobile in Italia.

In questo modo arrivò il primo articolo dedicato al Salone da parte di Domus, che aprì le porte al successo degli anni seguenti.

Difatti, dal 1967 al 1968 l’evento si fece totalmente internazionale con l’aumento vertiginoso degli espositori e la fruizione maggiore di stakeholder stranieri, nonché attirare molti più Italiani grazie all’attenzione maggiore data all’arredamento col nuovo benessere del Boom economico.

Le edizioni successive portarono a cifre sempre più grandi, dai 328 espositori su 11.860 mq nel 1961 ad oltre 2.500 su quasi 230.000 mq nei giorni nostri, con un aumento continuo anche delle iniziative esterne. Il tutto per il costante sguardo sulla realtà sociale ed estetica contingente, corredato dall’apertura verso linguaggi e stili sempre nuovi e mai cristallizzati.

 

Il riferimento principale del lungo cammino di questa mostra rimane la questione dell’abitare, in quanto “Polis” e “Domus”: ciò si può notare con la serie di esposizioni di quest’anno.

A fare da apertura alla Fiera è la mostra da 11 stanze per la XXI Triennale (“Stanze. Altre filosofie dell’abitare”) al Palazzo dell’Arte di Milano dal 2 Aprile. Le varie ambientazioni sono firmate da vari esperti come il celeberrimo Alessandro Mendini, divenuto famoso nel mondo del Design per la “Poltrona di Proust” e la cui cifra stilistica si declina nel contesto postmoderno, con i suoi eccessi barocchi finalizzati alla ricerca frenetica del senso.

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Il Salone si aprirà poi il 12 Aprile con “Before Design: Classic” a Rho Fiera, con un curioso ritorno allo studio del mobile classico: una sorta di retrospettiva in omaggio del know how della rete di produttori che ha dato vita all’esperienza cinquantennale della manifestazione made in Italy. A lanciarla sarà un corto di presentazione di Matteo Garrone, regista di film del calibro di “Gomorra” e “Il racconto dei racconti”, in cui si celebra il ritorno di una tendenza ormai caduta nel dimenticatoio da tempo ed ora vista come nuova alternativa.

Non a caso, in contrasto con il “pauperismo” di due anni fa, la mostra offre col padiglione 3 uno spazio di espressione al mondo del lusso, con XLux, a cui partecipano marchi come Fendi e Cavalli.

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Pertanto c’è da aspettarsi un evento ricco di sorprese, a cui non bisogna sicuramente mancare…

E la prima è l’insolito accordo con AirBnB veicolato da Marco Sabetta, direttore delle Relazioni Esterne. In questo modo si potranno agevolare i pendolari o stranieri alla ricerca di soggiorno, realizzando anche apprezzabili economie di raggio d’azione.

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