Testo di – DAVIDE PARLATO

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Le nostre preoccupazioni circa la natura piuttosto ambigua di questo festival in dirittura di partenza non sono state mitigate dalla prima conferenza stampa con il direttivo di Sanremo2015: ai microfoni del Palafiori Carlo Conti, Emma Marrone, Arisa, Rocio Munoz Morales e il direttore di Rai1 Giancarlo Leone hanno annunciato novità sulla tabella di marcia della kermesse, i nomi degli ospiti e risposto alle domande dei giornalisti.

Ad aprire la danza delle nostre perplessità le parole di Leone che da una parte ricorda come quest’anno, a differenza degli scorsi tre passati, sarà meno turbato da un “clima di perturbazioni politiche”, lasciando al Festival maggior respiro e serenità (benché, come ricorda, “le perturbazioni fanno bene al Festival” – sempre più perplessi), dall’altra parte annuncia che quest’anno Sanremo sarà “decisamente nuovo”: insomma un risorgimento targato con il volto di Conti (implicitamente contrapposto ad un Sanremo “fazioso” – Dio mi perdoni –  decisamente sotto le righe e copiosamente fischiato).

Un Carlo Conti deciso e impeccabile si farà nostromo per riemergere dall’abisso di ascolti in cui il Festival si è progressivamente impelagato da tre anni ad oggi. Sanremo 2015, nelle parole del direttore artistico e presentatore fiorentino, sarà improntato sulla musica: “la musica sarà protagonista”, con venti cantanti in gara ed una serie di ospitate di protagonisti del panorama musicale internazionale che tenteranno di coprire più generi possibili. La formazione giovanile di Conti come radioamatore ha guidato la scelta dei partecipanti e degli ospiti: il che ci fa sospendere il giudizio sulla formazione da radioamatore dello stesso per evitare di essere maliziosi. Se, come già detto in precedenza, non convincono le esclusioni di protagonisti importanti della musica nostrana e la coerenza musicale della scelta di alcuni concorrenti, il parco ospiti sembra essere molto variegato, forse anche troppo (con l’obiettivo di accontentare tutti i gusti e le età): da Conchita Wurst a Albano e Romina, da Tiziano Ferro agli Imagine Dragons fino ad un’astrusa collaborazione fra la PFM e la banda dell’esercito italiano per commemorare il centenario della Prima Guerra Mondiale. Mission di tutto questo coacervo melodico: riportare la speranza e soprattutto restare fedele all’obiettivo vivo da 64 anni di “riunire le famiglie italiane”.

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Conti è sicuro, spigliato e gestisce alla grande la stampa del Palafiori: le poche domande critiche vengono glissate con carismatica grazia. Per di più si dimostra anche fiducioso nella sorte del festival in termini di ascolti: “il dato d’ ascolto è una cosa che non mi preoccupa” dichiara Conti, ricordando il suo impegno nel portare avanti più che dignitosamente le trasmissioni sotto la sua direzione (I migliori anni, Tale e quale, due illustri esempi); ma il suo più importante obiettivo sarà dirigere un Sanremo che farà cantare e resterà per gli italiani. Tutta questa spigliatezza e sostanza non sono decisamente corrisposte in conferenza dagli sparuti e intimiditi interventi delle tre donne di questa edizione: si spera in qualcosa di più sul palco dell’Ariston.

Oltre agli ospiti musicali, ci sarà spazio, come nelle scorse edizioni, per la comicità (saranno ospiti Alessandro Siani e Giorgio Panariello per fare dei nomi) e anche per altri personaggi che faranno parlare, seguendo il motto dell’edizione “Tutti cantano Sanremo”. Alla prima puntata sarà ospite la famiglia Anania da Catanzaro che, con sedici componenti, è la famiglia più numerosa di Italia. Sarà poi ospite anche Fabrizio Pulvirenti, medico di Emergency italiano contagiato dall’ebola e guarito dallo malo morbo. Insomma: speranza, speranza e un pizzico di luogo comune per unire vischiosamente le famiglie italiane davanti alle televisioni.

Conti ringrazia infine il vate Pippo Baudo, perché “è grazie a lui se oggi siamo qui”: la citazione dal libro della Genesi rassicura i cuori di tutti i delusi dalle scorse edizioni targate Fazio. D’altro canto troppe sono le macchie sulla scaletta da poco espostaci, in particolare quelle che imbrattano arrogantemente l’aspetto più musicale della kermesse, che sembra ritornare con sfavillante dolcezza al carrozzone di varietà cui siamo forse più abituati dall’offerta mediatica attuale.

Non resta che attendere la prima a questo punto, carichi certo di perplessità ma comunque carichi: ad aspettarci domani le performance musicali di Annalisa, Malika Ayane, Alex Britti, Chiara, Dear Jack, Di Michele e Corruzzi, Lara Fabian, Gianluca Grignani, Nek e Nesli, nonché le ospitate inaugurali di Tiziano Ferro, Albano e Romina, Imagine Dragons e Alessandro Siani.

1 risposta

  1. Bob Clean

    L’unico punto a favore delle due conduzioni Fazio è stata la rosa del artisti in gara, decisamente la migliore da molti anni a questa parte.

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