Testo di – LUCA MONTI

 

Festival, canzoni, artisti, una città in fermento, Sanremo, che a detta di un barista incontrato per caso stamattina, è viva per questa settimana e poi entra in un torpore rivierasco un po’ opaco.

Comunque per ora è meravigliosa e scintillante. Tutto bene, nel pieno luccicare di questa edizione 66 della rassegna canora.

Alberghi pieni, ristoratori soddisfatti per queste giornate e poi?

Nello scorrere delle dirette dall’Ariston dove la Rai la fa da padrona, ad un certo punto compare uno spot che racconta la Liguria. Una cosa un po’ goffa e senza pretese, un compitino, qualche rara immagine senza originalità, gente comune che invita a venire, ben poco rispetto a quello che può dare questa terra.

Ci si domanda chi abbia commissionato questo spot, chi lo abbia pensato e perché.

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Il pittoresco borgo di Dolceacqua

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È nostro compito di analisti dei fenomeni culturali di capire quanto i luoghi contribuiscano alla buona realizzazione degli eventi e, in questo caso, se il sistema di comunicazione sia adeguato e se un’amministrazione pubblica di questo luogo, Comune o Regione, non debba pretendere da questo festival da 10 milioni di telespettatori una minima promozione del territorio, un po’ più articolata della consegna di un mazzo di fiori o di una targa.

Lo avremmo voluto domandare al Governatore Toti, prontamente sceso in Riviera venerdi, in conferenza stampa per prendere lodi. Al momento di salire sul palco per dare il premio ai giovani ha preferito fare un proprio appello per i Marò, situazione in effetti meritevole di essere ricordata (?), ma della quale forse non si sentiva una urgente necessità.

Sarebbe stato interessante capire da lui quale sia la strategia di comunicazione per cui la sua Regione si presenta con uno spot tanto poco interessante e di fatto poco incisivo. Qui vivendo di turismo si ha necessità di destagionalizzare e richiamare nel luogo, come fa benissimo il festival, gente dall’Italia e dal mondo.

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Le cinque terre – Monterosso

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Per gioco ci proviamo dunque noi, abbiamo fatto una indagine tra amici liguri e abbiamo selezionato dieci, solo dieci immagini, suggestioni, per confezionare un ipotetico spot.

Ecco la nostra top ten delle eccellenze liguri:

  1. Partiamo dalla bellezza e dalla natura L’ABAZZIA DELLA CERVARA e PORTOFINO, il parco protetto e la cittadina con la sua piazzetta.
  2. Le CINQUE TERRE, il mare da questi scorci mozzafiato e i cinque paesi che tra l’altro sono raggiungibili in treno.
  3. I BORGHI, due classici “luoghi del cuore”: Dolceacqua paesino medievale nel ponente e Triora, con i suoi 300 abitanti, sempre nel ponente vicino a Imperia.
  4. La PIETRA NERA E IL MARMO BIANCO, con cui sono costruiti i palazzi e le terrazze.
  5. Un luogo del ‘lavoro’, IL PORTO DI GENOVA, la lanterna, luogo di partenze, ma anche di una tradizione di cantieristica navale.
  6. L’arte con gli AFFRESCHI DI PALAZZO ROSSO a Genova.
  7. La POESIA con i maestri da Eugenio Montale a Camillo Sbarbaro.
  8. E anche poeti sono i CANTAUTORI, ne citiamo solo due Fabrizio De Andrè e Gino Paoli, ma la lista è davvero lunga.
  9. A tavola IL PESTO E I DOLCI, il pandolce genovese e i cubeletti, dolci di pasta frolla ripieni con marmellata di mele cotogne. la Liguria è una terra aspra di montagna, la sua cucina è una cucina di terra, prima che di mare.
  10. IL VINO, il Rossese o Il Pigato.

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Gli affreschi del Palazzo Rosso di Genova

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Che dite di questo mosaico? Non vi ha fatto neanche venire un po’ di voglia di scendere fin quaggiù? È un mare anche piuttosto vicino a Milano e Torino e se si iniziasse a pensare in termini più strategici potrebbe conoscere un bel rilancio questo territorio, ne avrebbe bisogno.

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