Testo di – GIUSEPPE ORIGO

Anche quest’anno ci siamo, l’appuntamento che, come ricorda il capitan Carlo Conti “ancora una volta vuole riunire le famiglie italiani davanti al televisore” e, anche quest’anno, siamo qui nella Sala Stampa Lucio Dalla del PalaFiori di Sanremo pronti all’ inizio del Festival della Canzone Italiana, giunto alla sua 66esima edizione.

Sull’ apertura siamo barzotti, non c’è altro da dire, ottimo tributo orchestrale ai recenti lutti musicali.

Ora però sale sul palco il primo “Big” (dopo tutto ha solo 20 anni)

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Lorenzo fragola                               Infinite Volte    4

Trovo che la voce sia partita pigra, senza riprendersi del tutto nel corso dell’esibizione. Il pezzo musicalmente non è nulla di nuovo (ma dopo tutto SanRemo contemporaneo non è proprio quella gran fucina di innovazione), forse salva il salvabile il testo…forse no.

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Noemi                                 La borsa di una donna   5

Microfono arcobaleno vince il premio Originalità, la canzone no.
Trovo la strofa insopportabile, magari anche perché la voce non è totalmente intonata. Una canzone sulle donne scritta da un uomo (Masini…minchia!), infatti non originalissima sulle liriche e in fondo, dopo tutto, nemmeno sulla musica. Nel complesso quasi sufficiente.

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Dear Jack            Mezzo Respiro                 2

I Dear Jack senza il cantante dei Dear Jack ma col nero politicamente corretto per vincere contro il suddetto excantante dei Dear Jack in gara da avversario. La tensione è palpabile.
Il politicamente corretto è scarso forte, seppur per l’appunto corretto. La canzone è insulsa sotto ogni punto di vista, non capisco perchè presentare un pezzo del genere come band, sarà che sto invecchiando… La sagra delle banalità.

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Giovanni Caccamo e Deborah Iurato                     Via da Qui          6

Lui ha vinto SanRemo Giovani, lei Amici. A me i duetti non piacciono, partiamo da questa premessa. Caccamo però è bravo, lei non so, non lo capisco…anzi si, anche lei. Diciamo che per ora, senza dubbio, è la cosa musicalmente più interessante (a parte la splendida intro orchestrale della serata) ad esser stata presentata sul palco dell’Ariston: sia detto però, solo per merito degli ottimi interpreti.

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Stadio                  Un Giorno mi Dirai                        5

I nostri beniamini, a prescindere: millantamila anni di carriera, in sala stampa nessuno se li fila…il mondo fa schifo. Parte a rilentissimo, lui non penso ce la faccia in moltissimi sensi ma continuo a supportarlo…ancora un po’… Speranze mal riposte? Temo di si. Gallina vecchia non necessariamente fa buon brodo, qui anzi servirebbe un flacone di Benactive Gola, anzi facciamo una damigiana.

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Arisa                     Guardando il Cielo                        5/6

Sarà il confronto che vien spontaneo con i provatissimi Stadio che le hanno appena lasciato il palco ma Arisa ha un’ottima voce. La canzone è talmente banale che rischia di andare seriamente avanti nei turni della competizione… C’è poco da fare però, non è un modo di fare musica che mi convince, la solita canzone banalotta da SanRemo che esalterà le masse desinata ad un inesorabile dimenticatoio più o meno prossimo.

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Enrico Ruggeri, durante la 25ma edizione del ''Concerto del Primo Maggio'' di Cgil, Cisl e Uil in Piazza San Giovanni in Laterano, Roma, 1 Maggio 2015. ANSA/GIORGIO ONORATI

Enrico Ruggeri                  Il Primo Amore non si Scorda mai           7/8

Finalmente un po’ di mordente e sana ignoranza, fin dalle primissime note mi convince. Il testo ci sta (né più né meno) la musica anche (forse meglio). Ma è arrivati al bridge il capolavoro: moog arrogante e non necessario ma assolutamente splendido. Il primo tentativo rock sul palco, dopo tutto ben giocato. Dicono che sia una B-Side del ’93…che lo dicano.

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Bluvertigo (con Morgan, e non viceversa)          Semplicemente                               6+

Le aspettative sono molte, sebbene continuo a dire che Morgan che torna in RAI è pura ipocrisia. La conferma di quanto per Morgan, ormai e tristemente, la voce sia solo più uno sbiadito ricordo. Il testo è ottimo, solo quello però. La canzone è ben lontana dalle mie personali aspettative e la componente “band” assume, come temevo, una dimensione quasi totalmente accessoria. Salva il siparietto di Andy al sax? Mah…non saprei…

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Elton John bisogna per lo meno citarlo, lunga vita a lui e che possa essere d’ispirazione per questo baraccone di coprofonie, autocompiacimento e Gasparri.

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Rocco Hunt                        Wake Up            6.5

Dopo Elton John… complesso. Il rap non lo conosco, la mia valutazione è basata quindi su poco più del nulla. La base mi piace, un ottimo mood beat. I testi non sono nulla di che ma, RIPETO la traccia spacca. Mi pare le tematiche sian sempre le stesse, ma dopo tutto si promuove tranquillamente.

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Irene Fornaciari                              Blu         3+

La giunonica figlia d’arte porta una canzone orecchiabile, ma niente di più: banalotti tanto il testo (seppur con pretese di impegno sociale) quanto la musica. Restiamo convinti che però limitarsi a sfornare un brano “orecchiabile” nell’ ottica di quella che dovrebbe essere una competizione fra i “Big” (o supposti tali) della musica italiana sia ben lontano dalla sufficienza.

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