Testo di – GIUSEPPE ORIGO

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Elton John (e pochi altri frammenti fortunati) a parte la prima serata del 66esimo Festival della canzone Italiana di Sanremo (che si scrive tutto attaccato e senza la “R” maiuscola, così ho scoperto) ci ha lasciati perplessi. Tocca oggi alla seconda ondata di Big, incrociamo dita e tocchiamo scaramantiche appendici del caso.

Prima di questi però tocca alle “Nuove Proposte” della serata.

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Chiara Dello Iacovo              Introverso      7.5

Molto statica sul palco inizialmente si lascia progressivamente andare a una danza di pose, simpatica come il mood dell’orecchiabile canzone. La Dello Iacovo si presenta fasciata nel cellophane come un tramezzino al tonno, la canzone è fresca, il testo simpatico. Dopo tutto meglio di molte sole proposte dai colleghi “big”

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Cecile              N.E.G.R.A.       5/6

Imponente ragazza nera, fisicamente antipodica rispetto al pallido scricciolo della dello Iacovo. Il pezzo si preannuncia interessante, i buoni propositi ci sono, secondo quanto raccontatoci oggi durante la conferenza stampa. Raffaele Giannuzzi (rapper a me, personalmente, ignoto) introduce il brano con qualche rima. Il testo è un ragionamento senza infamia e senza lode sull’integrazione e sul diverso, giocata più sullo “scalpore” supposto del titolo e delle parole “forti” usate. La base a me sinceramente annoia e il testo di denuncia banalotta non aiuta.

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Passa la Dello Iacovo, onore al merito.

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Irama              Cosa Resterà              5/6

“non sono un uomo vissuto ma sono un uomo che vive” è la premessa fatta dallo stesso artista, lunghe piume attaccate alle orecchie del “vivente”. Una sorta di rap cantato e melodioso agganciato a una discreta canzonetta in linea col generico format sanremese. Il testo è un’ autobiografica presentazione arroccata sul solito onnipresente amore. Nulla di che.

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Ermal Meta                Odio le Favole                       7/8

L’ex frontman de La Fame di Camilla è un trentenne albanese che abbiamo già incontrato per le strade di Sanremo. La canzone non è male, dopo tutto non si tratta di un musicista di primo pelo e il testo, fedele a quanto già lui stesso scrisse come autore per colleghi celebri, è scorrevole e non banale. La voce magari non è proprio caldissima, ma la canzone ha ottime potenzialità.

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E vince sto giro, meritatamente, Ermal Meta. Bravi i giovani: evviva.

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Dolcenera                  Ora o mai più (le cose cambiano)               7.5

La cantante si presenta al pianoforte, parto comunque soddisfatto dall’esibizione strumentale oltre che canora e lo trovo un valore aggiunto solitamente. Mi piace il mood, mi piace la corposità del pezzo e adoro i cori gospel, ottima la pienezza nella base dello sposalizio fra l’orchestrale e il pop. Piacevole brano, me lo riascolterò col sorriso.

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Clementino                Quando solo lontano                       4.5

Ho già detto che a me il rap non piace? Si, lo ribadisco. Però vediamo, ieri Rocco Hunt è stato comunque gradevole in effetti. Intanto saluta il pubblico, ottima prova di eleganza, qui spesso trascurata (forse perché reputata accessoria? Chissà.). No invece, qui non ci siamo a parer mio: pezzo piatto e noioso, parole già sentite. Base opinabile.

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Patty Pravo               Cieli Immensi             6

Volenti o nolenti la Patty è la regina dell’ Ariston, via il cappello tanto per cominciare. Ora Passiamo alla canzone. Madame Tussauds, no cioè Patty Pravo, resta elegante nonostante le vagonate di botox e pongo che la farciscono e, dopo tutto, riesce ancora quasi ad articolare le parole abbastanza correttamente (no, non del tutto in effetti). Il pezzo è pieno, l’orchestrale hollywoodiano. Il testo bah, ma dopo tutto è una signora Patty. La sufficienza c’è. [tenere in un luogo asciutto e lontano da fonti di calore]

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Valerio Scanu                        Finalmente Piove                  6.5

Quest’anno il “talentato” sardo si presenta da indipendente, scelta interessante. La canzone mi piace più di quanto mi aspettassi, complice forse anche la voce sempre buona del sardo. Non è certo un capolavoro, nemmeno lontano dall’esserlo, ma comunque meglio della media degli altri brani in gara.

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Francesca Michielin              Nessun Grado di Separazione                     5/6

Appena 20enne (come Fragola, d’altronde) e già fra i Big (effetto talent). Voce decisamente non al top, ma non conosco abbastanza la cantante per sapere quali ne siano gli standard, ad ogni modo grave pecca nell’ottica della tipologia di competizione. Il pezzo è una mezza sola, nulla di nuovo né coivolgente, ma dopo tutto nemmeno uno sfacelo.

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Alessio Bernabei                   Noi siamo infinito                 6/7

È l’ex cantante dei Dear Jack, in gara per altro anche contro i succitati. Il titolo della canzone mi fa tremare, non so se sono in grado di sopportarlo. La canzone invece contro ogni aspettativa parte più che bene, energica e incalzante fino al ritornello opinabile ma adeguato dopo tutto. Il testo, và detto, rasenta il demenziale, diciamo quindi che, almeno quello, è in linea con le mie personali aspettative. La canzone, nel complesso, rischia seriamente di piazzarsi molto bene nelle classifiche.

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Elio e le Storie Tese              Vincere l’Odio                       8.5

In rosa, aspettavo questo momento da almeno due giorni. Non poteva che esserci Vessicchio. Qui vorrei incollarvi il testo intero ma, per questioni di spazio dettate da necessità editoriali, mi è impossibile. Concedetemi di citare “San Paolo, San Paolo Ebreo ellenizzato di Tarso, per fortuna che il signore ti è apparso”, concedetemelo. Il pezzo è un collage di ritornelli. Musica interessantissima, ce lo aspettavamo. Testo interessantissimo, ce lo aspettavamo. Performance ottima, devo ribadire il concetto per forza? Massì: ce lo aspettavamo! Grazie e tanto Acapulco a voi: buon ripescaggio!

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Neffa              Sogni e Nostalgia                  6.3

Pezzo di Neffa, scritto da Neffa esattamente come avrebbe, dopo tutto, fatto Neffa. Senz’altro diverso dal resto dei brani in competizione (e meno male), con carattere musicalmente parlando, meno in senso di liriche. Una canzone buona, nel complesso piacevole da ascoltare.

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Annalisa                     Il Diluvio Universale             6.5

Ricordo ancora con entusiasmo la splendida cover di “Ti Sento” dei Matia Bazar portata lo scorso anno all’Ariston, ma è tutto ciò che ricordo (la canzone, al momento mi sfugge). A titolo del tutto personale la canzone mi è piaciuta, testo trascurabilissimo a parte (seppur impreziosito da un’ ottima prova canora), le musiche orchestrate, permettetemi l’aggettivo, “imponentemente” mi affascinano. Peccato che la media ponderata fra le valutazioni del nostro team abbassi la valutazione complessiva che avrei mantenuto più alta. Ma dopo tutto penso solo perché sono un “farfallone”.

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Zero Assoluto                                   Di me e di te              5/6

Tu turu turu tu tu. No, il “Tu turu turu tu tu” è effettivamente l’unica cosa che manca in questa canzone, l’unica assenza di “stacco” da quanto fatto dal duo (sempre piacevole sul fronte canoro, meno sul resto) fino ad ora. Non saprei, detto ciò, cos’altro aggiungere.

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