Testo di – GIUSEPPE ORIGO

Voti ottenuti dalla media ponderata delle valutazioni (in decimi) espresse dagli inviati sul posto

.

67esimo Festival della Canzone Italiana di SanRemo, e siamo di nuovo qui nella sala stampa Lucio Dalla, pronti per iniziare un’altra rassegna del “meglio”, o del supposto tale, della canzone autoriale nostrana.

Dubbi ragionevoli, sollevati dal livello delle canzoni in gara nel corso delle scorse edizioni (eccezion fatta per pochissimi sparuti pezzi anche solo “gradevoli”), in un Festival che pare, ad ogni edizione, sempre piu’ vittima di se’ stesso, in un susseguirsi di branuccoli da “una botta e via”.

Mettiamo da parte i pregiudizi, e’ giusto cosi’ dopo tutto se ci si accinge all’annoso compito di dover esprimere dei pareri e, soprattutto dei giudizi, in sede ufficiale.

Molti i nomi d’eccezione nella kermesse di quest’anno, tanto fra i “big” in gara quanto fra gli ospitissimi, nazionali ed internazionali, convenuti nell’ombelico del mondo musicale. Timido ottimismo? Vedremo se non si rivelera’ solo l’ennesima speranza malriposta per poi essere eclissata dal solito carrozzone di prodotti prêt-à-porter da talent (onnipresente piaga musicale globale).

Non commentero’ in questa sede gli ospiti, non sono su quel palco per farsi giudicare dopo tutto.

 

Giusy Ferreri – Fa talmente male            4

La voce forse non e’ adeguatamente riscaldata e scivola di tanto in tanto, il pezzo non e’ nulla di che… diciamo, rischiando forse una cattiveria gratuita (ma nemmeno tanto), che rispecchia pienamente il titolo.

Il testo e’ banale quanto la musica. Esprimermi sull’outfit, fortunatamente, non e’ mio compito.

xgiusy-ferreri.jpg.pagespeed.ic.UMr54T3H-h

Fabrizio Moro – Portami via      5.5

Polistrumentista, autore per moltissimi, gia’ al festival 4 volte. Canzone d’amore a questo giro, a tratti ricorda “A te” di Jovanotti per la melodia. Meglio dello sfacelo della Ferreri ma sempre, comunque, nulla di memorabile sotto nessun punto. Direi “banalotta”, ma ho paura che rischierei di andarmi a ripetere molte volte nel corso della serata.

Molti in sala applaudono, ma non riesco ad essere convinto.

 

Elodie – Tutta colpa mia              6

Talent, parto prevenuto. La Marrone figura fra gli autori del brano e se ne sente chiaramente l’impostazione. Radiofonica, senza ombra di dubbio suonera’ moltissimo nei prossimi mesi. Lo strumentale e’ ingiustificatamente imponente, per una canzonetta d’amore e risulta un pelo dissonante su una voce che, senza dubbio, potrebbe molto osando qualche alzata di piu’. Promossa al pelo.

 

Lodovica Comello – Il cielo non mi basta             4.5

Violetta.

Ok l’ho detto, ora posso andare avanti.

Stona in partenza, dai cosi’! E continua… Certo il brano e’ il piu’ canoramente complesso fra quelli per ora in gara sul palco dell’Ariston. Musicalmente un’accozzaglia di cose gia’ sentite ma comunque il piu’ audace fra i pezzi, per ora. Pero’ lei e’ decisamente troppo acerba e non pronta per la prova.

 

Fiorella Mannoia – Che sia benedetta                  6/7

La grande favorita della stampa e della critica scende, sobriamente in nero, lo scalone.

Il testo non mi convince, ma la musica e la performance canora si. Alcuni accusano eccessiva somiglianza con Amara, Io personalmente non la colgo. Mi piace soprattutto nella seconda meta’, potente e controllata.

fiorella-mannoia-a-sanremo-2008

Alessio Bernabei – Nel mezzo di un applauso                   5-

Penso che Bernabei abbia, a questo punto, preso residenza sopra all’Ariston, prima con i Dear Jack, poi contro i Dear Jack, poi… Poi vedremo cosa plagia a questo giro.

A parte le facilissime, seppur giustificate, battute parliamo della canzone: Noi siamo infinito 2.0. Simile, similissima, per struttura, strumentazioni e mood al pezzo portato in gara l’anno scorso ma canoramente piu’ complesso: e di fatti il nostro non sempre riesce a stare dietro a quanto sarebbe richiesto dal suo stesso brano. Se non fossi stato qui anche un anno fa forse sarei stato piu’ clemente, ma non riesco a concepire l’autocitazionismo, anche qualora il pezzo risulti in parte orecchiabile.

 

Al Bano – Di rose e di spine        6+

Veterano di SanRemo, nostro beniamino senza compromesso alcuno. Claudica in principio, siamo sicuri si rialzera’… speriamo, per lo meno, il mio cuore non reggerebbe l’ennesima delusione della serata. Il pezzo sembra la colonna sonora di un classico Disney, musicalmente parlando. Lui… magari non e’ al pieno della forma, diciamo cosi’, ma bisogna ammettere che il livello canoro e a distanze siderali superiore rispetto a gran parte di quanto balbettato sul palco fino ad ora. Forse pero’ un pelo rauco, ma sappiamo delle recenti vicissitudini di salute.

 

Samuel – Vedrai              6-

Solo curiosissimo, che possa essere la svolta nel piattume della mia serata? Sonorita’ diverse dal resto, come ci aspettavamo tutti. La voce e’ ottima, il pezzo comunque non convince tutti me incluso: forse avro’ bisogno di piu’ ascolti per trovarci qualcosa da apprezzare genuinamente, temo che al momento rischierei di fidarmi troppo del cuore.

Personalmente propenderei per la sufficienza piena, ma senza sbilanciarmi per il momento…

 

Ron – L’ottava meraviglia           4+

Sono fortemente provato da quanto ho visto fino ad ora, sono pervaso da un sincero e cristallino tedio. Ron non mi aiuta, sebbene la canzone sia di quelle che, facilmente, possono incontrare un vasto consenso.

Musicalmente nulla di che, a livello di liriche altrettanto. Mi sono stancato di scrivere sempre le stesse cose, ma questo SanRemo non mi concede alternativa.

 

Clementino – Ragazzi fuori         4/5

Giunti a questo punto, nella scossa non ci spero neanche piu’ e anelo la fine della serata piu’ di ogni altra cosa. Il tema per lo meno si differenzia dal carrozzone amoroso sanremese, il rap non e’ comunque il mio genere ma devo essere obiettivo, per lo meno provarci. Il ritornello non mi piace, lo trovo canoramente e metricamente sforzato, l’arrangiamento a tratti mi convince. Il flow del rappato non e’ nulla di che, come le liriche. L’ennesimo insufficiente, ma non e’ colpa nostra.

 

Ermal Meta – Vietato morire     5.5

Uno fra i pochi che aspettavo con un po’ di entusiasmo. La strofa mi piace, sebbene ricordi “Pensa” di Moro, il ritornello meno, ma si salva ampiamente. Ora, non so se sia la noia a parlare perche’ arrivato a questo punto mi sto sforzando di rimanere in sala stampa, ed e’ sempre piu’ difficile. Mi chiedo se il testo sia autobiografico, nel caso sarebbe interessante. Lo promuovo? Beh si, ma dubito purtroppo che il voto ponderato sara’ clemente.

sanremo-10feb-ermal-meta

Scrivi

La tua email non sarà pubblicata