Testo di – VIRGINIA STAGNI

   sanremo 03

Si sa, in questi giorni frenetici di Festival tantissimi i VIP e i turisti a Sanremo (anche se il numero di villeggianti è del tutto minore rispetto alla media: infatti gli alberghi e i ristoranti denunciano un totale deserto in questi primi giorni della settimana; si spera in venerdì e sabato ma questo Festival sembra all’insegna della crisi per albergatori e ristoratori).

sanremo 29

Sicuramente è colpa dell’interruzione della linea ferroviaria che ha portato meno discografici qui a Sanremo ma anche meno turisti – curiosi o comunque ha diminuito la durata del loro soggiorno. Si attende il tutto esaurito in ogni caso negli ultimi tre giorni.

sanremo 31

Allora proprio per tutti i visitatori di Sanremo di questa settimana canora ma anche per chi volesse trascorrere un piacevole periodo qui in un momento meno caotico (si denuncia infatti spesso il post – Festival che lascia la cittadina ligure in una desolazione totale), ecco un piccolo tour della città di Sanremo.

 sanremo 30

Il teatro Ariston si trova nella parte iniziale del centro storico. Le vie cominciano a rimpicciolirsi e ad aumentare i gradi di pendenza non appena ci si lascia alle spalle il mare.

sanremo 19

Iniziamo a dirigerci verso uno dei punti nevralgici della città vecchia.

La Piazza e la Chiesa di San Siro

sanremo 22

La piazza è il cuore del quartiere del Piano, a ridosso della strada romana del I secolo d.C. (l’odierna via Palazzo – via Corradi, vedi cartina). Benchè nel Medioevo si sviluppi il quartiere della Pigna e divenga il più abitato, il Piano non fu mai abbandonato dai tempi di Roma. Qui infatti vi è il Battistero di San Giovanni Battista, di matrice latina, con anche un’area archeologica sottostante. La piazza, in quanto luogo d’insediamento più antico, fu proprio designato come base per la Chiesa della città. Intitolata appunto a San Siro, mitico vescovo paleocristiano di Genova, il quale affiancò nell’opera di professione della fede cristiana San Romolo, patrono della città. Sanremo, infatti, è contrazione dialettale di San Romolo.

sanremo 24

La chiesa è il più antico luogo di culto presente sul territorio. Il pavimento della stessa è stato costruito su una domus romana poi diventata chiesa paleocristiana nell’XI sec. L’attuale struttura, a navata unica, risale al 1200. Le decorazioni interne risalgono al XVI e XVII secolo; alcune di esse sono di gusto barocco e sono state inserite successivamente.

sanremo 25

Interessante la storia del campanile: fu demolito nel 1753 come punizione per la ribellione dei sanremesi a Genova. L’insofferenza dei sanremesi per qualsiasi tipo di dominio è sempre stata un fatto noto, sin dai tempi dell’impero romano. L’episodio simbolo di questa radicata ostilità e tenacia risale al 1752, quando essa si manifestò verso la Repubblica di Genova. Giuseppe Doria era commissario per la Liguria occidentale e risiedeva proprio a Sanremo, lo stesso luogo in cui, dopo meno di un anno, venne fatto prigioniero dai rivoltosi. Data la situazione critica, la capitale ligure inviò il generale Pinelli, uomo astuto e duro, che riuscì a capovolgere, non senza difficoltà, la situazione, liberando Doria e restituendo a Genova il dominio su Sanremo.

sanremo 05

Fra i luoghi simbolo della Rivoluzione dobbiamo ricordare la tabaccheria di G.B. Rubino, presso la Casa dei conti di Roverizio dove ci si riunivano i guerriglieri per pianificare le strategie d’attacco; il luogo in cui tutto ebbe inizio fu l’archivolto del Palazzo del Commissario Genovese sito in Piazza Nota, teatro dei primi attacchi. Il luogo in cui Giuseppe Doria fu rinchiuso, invece, fu l’ Oratorio dei sette Dolori.

E dirigiamoci proprio in Piazza Dolori, proseguendo le scalinate che ci portano al quartiere vecchio della “Pigna”: attorniati da edifici molto alti, si accede alle porte di Santo Stefano passando le “Rivolte” di San Sebastiano, con tratti di murature medievali che sovrastano il visitatore.

sanremo 02

Emozionante passare per questo tratto data anche la maggiore umidità che si percepisce: l’ illuminazione trasporta il turista esattamente nel periodo storico di costruzione di questo passaggio. Vi troverete davanti l’Oratorio di San Sebastiano, santo protettore dall’incombere delle pestilenze, la cui costruzione fu progettata proprio perché la città venne risparmiata dalla grande peste del 1502 che aveva debellato tutte gli insediamenti vicini. Curiosa la storia della finta lapide del 1642, dipinta all’ingresso, che ammonisce i sanremesi a rispettare il luogo: pena una salata multa, dopo denunce anonime numerosissime, l’autorità genovese fu costretta a porre questa insegna per non far orinare o sporcare sotto il portico che rappresentava l’autorità genovese, per cui abbiamo capito che i sanremesi non provavano grande simpatia.

sanremo 04

Alla vostra sinistra noterete il palazzo Pretorio con portico e facciata dipinta del tardo Medioevo. Si vedono dei blasoni dipinti: uno è quello di Genova, la croce rossa in campo bianca, l’altro è quello di Sanremo (leone rampante sulla palma). Questa era la residenza del Podestà inviato da Genova ed era la sede delle riunioni dell’amministrazione comunale. Di fronte troviamo invece il palazzo Gentile – Spinola, ricca residenza signorile caratterizzata da decorazioni settecentesche.

Proseguiamo e giungiamo alla Piazza della Cisterna, dove inizia il Quartiere Ponente.

sanremo 10

Un quartiere popolare abitato da agricoltori, operai ed artigiani per i quali era necessario un approvvigionamento idrico: ecco perché la grande cisterna che si trovava al centro della piazza in cui veniva raccolta l’acqua piovana; da essa si diramavano diversi canali, che giungevano anche al vecchio quartiere Pigna, con cui scaricare l’acqua ivi accumulata. Purtroppo non è possibile una descrizione maggiormente dettagliata dei vicoli che ci porterebbero al prossimo monumento perché non mi è stato possibile proseguire nella visita.

sanremo 09

Mi si conceda una nota personale: questa parte della città, fino agli anni ’80 abitata dai sanremesi e ben conservata in rispetto dell’autorità di tanta ricchezza storica tardo medioevale e dalla grazia di certe angolature caratteristiche del piccolo borgo, oggi si trova in condizioni scandalose.

sanremo 20

Il degrado fa da padrone, scritte incivili spesso su muri dall’intonaco distrutto, sono la location per il  pullulare di malviventi: lo spaccio è all’insegna del minuto e le merci proposte dalle porte di dimore alquanto fatiscenti sono quelle del mercato nero.

sanremo 06

Gli stessi sanremesi consigliano di non aggirarsi per la Pigna dopo il tramonto. Forse sarebbe il caso di curarsi di questo gioiellino architettonico piuttosto che far lucidare la via già patinata dalla presenza dei VIP che conduce al teatro del Festival: scoprire i dietro alle quinte delle città sedi di eventi mondani svela situazioni indecenti di cui il sindaco potrebbe  preoccuparsi in maggior misura.

sanremo 13

Panorama da Sanremo alta

sanremo 11

Il santuario della Madonna della Costa

sanremo 15

Il santuario risale al pieno Medioevo anche se la grande trasformazione monumentale deriva dall’opera in pieno stile barocco europeo di fine 1700. Le opere all’interno della chiesa risalgono tutte a metà seicento e settecento. Essa sorge sulla collina pliocenica conosciuta come la “Pigna”, quartiere medioevale così denominato per la somiglianza col frutto dei pini che coprono le montagne intorno alla città, a 107 metri dal litorale, il cui accesso avviene attraverso le porte di Santo Stefano. Questo santuario nasce da un Monastero per le monache francescane (che successivamente vennero chiamate di Santa Brigida): le religiose avevano in custodia un quadro della Madonna con il Bambino. Proprio per esso cominciò la costruzione di un sontuoso tempio: un voto di un marinaio salvatosi dai corsari diede inizio ad una raccolta fondi popolare per la costruzione dell’edificio religioso. Bellissimo l’effetto scenografico di questa salita e del tessuto costruito nella pavimentazione che porta alla chiesa. Delicati i putti che aprono la strada verso il luogo di culto.

sanremo 16

Tornate verso il litorale e dirigetevi verso il Casino di Sanremo, caratterizzato dai motivi liberty progettati dall’architetto Ferret. Giungerete dunque alla Chiesa ortodossa di Cristo Salvatore, edificata dalla nobiltà russa perché, in quel di Sanremo, gli ortodossi avevano già raggiunto un numero superiore al migliaio a inizio Novecento. La costruzione comincia nel 1912, vicino alla vecchia stazione ferroviaria (quella con l’insegna dal nome sbagliato della località, cioè San Remo), a ridosso della Passeggiata Imperatrice, denominata in nome della moglie dello zar Alessandro II, che amava profondamente la località ligure e ne fece il suo luogo di villeggiatura. Divenuta uno dei simboli della città, dai motivi colorati e tipicamente nord orientali, la Chiesa è il principale luogo di riunione della comunità ortodossa.

Cosa mangiare a Sanremo?

sanremo 14

Due i piatti tipici: la focaccia sardenaira fatta di pomodoro, capperi, olive e un piccolo spicchio d’aglio

pizza

e il brandacujon di stoccafisso, il cui nome descrive la modalità di preparazione del piatto non del tutto agevole, come narratoci dal ridente panettiere locale signor Gianni. Il piatto è composto da stoccafisso e patate; dopo aver preparato un soffritto di aglio, olio, prezzemolo, il tutto va amalgamato con le patate e lo stoccafisso bolliti. Versare in una pentola con manici ed agitare energicamente dall’alto verso il basso il contenitore con coperchio brandendo i manici, in modo da creare una poltiglia omogenea (uno stadio intermedio di purè). Come dolce immancabili i baci di Sanremo.

baci

Grandioso degustarlo in riva al mare vicino al Porto o durante una passeggiata sul litorale: vi auguro di essere fortunati e di visitare la località con una stagione favorevole, come è stato per me.

sanremo 01

 

Scrivi

La tua email non sarà pubblicata