Testo di – VALENTINA ZIBONI

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Un artista difficile dal passato tormentato e figlio del suo tempo. Sono anni di fuoco gli anni ’70 a New York, il crimine e le difficoltà razziali invadono i vicoli di una città incredibilmente viva, soprattutto dal punto di vista artistico. Jean-Michel Basquiat parte dal nulla ma lascia il segno ed è un segno indelebile che traccia un percorso anticonvenzionale che arriva fino ai giorni nostri e fino a Milano, al Museo delle Culture. La mostra è ben fatta perché non è solo un’esposizione delle opere ma un vero e proprio percorso attraverso il quale si scopre l’artista, collocato nel suo contesto.

 

Jean-Michel nasce il 22 dicembre 1960 a Brooklyn e inizia fin dall’età di quattro anni a manifestare interesse per il disegno, ispirato dai cartoni animati televisivi. Questi lo influenzeranno durante tutta la sua carriera: Basquiat abbandona qualsiasi forma di naturalismo per concedersi invece ad un’arte libera, esemplificatrice di un mondo da lui immaginato. I suoi quadri sono popolati da personaggi dai tratti infantili eppure così forti, perché resi estremi da colori intensi e da una tecnica ruvida.

 

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Ad otto anni viene investito da un’auto e gli viene asportata la milza. Durante la degenza, la madre gli regala il testo di anatomia Gray’s Anatomy di Henry Gray che lo influenzerà molto: in molte sue opere egli riprodurrà vere e proprie parti anatomiche. Interessante notare come paradossalmente egli esprima un forte interesse per il corpo umano nonostante lo ritragga sempre seguendo una tecnica libera e non fedele alla realtà.

 

 

I genitori intanto stanno divorziando e il clima si fa sempre più cupo. A quindici anni Jean Michel scappa di casa, va a dormire su una panchina e viene arrestato per vagabondaggio. L’anno dopo inizia a frequentare una scuola per ragazzi dotati a cui non si addice il tradizionale metodo didattico e lì conosce Al Diaz, un giovane graffitista. I due uniscono le loro capacità iniziando a produrre graffiti firmandosi come SAMO (acronimo di “Same Old Shit”) e propagando idee rivoluzionarie e situazioniste. Insieme all’amico, Basquiat acquista piena consapevolezza della propria vocazione artistica ma inizia anche a fare uso di droghe.
In seguito, il ragazzo lascia la scuola e la casa dal padre, inizia a vivere per strada vendendo cartoline ed è proprio ora che conosce Andy Warhol, colui che lo inserirà nella scena artistica del momento.
Andy Warhol ha un peso fondamentale nella carriera e nella vita di Basquiat, un peso che continuerà a crescere fino a produrre un’effettiva collaborazione fra i due. La morte di Andy Warhol sarà anche l’evento scatenante un periodo di depressione del ragazzo che, appena ventisettenne, morirà per un’overdose di eroina.

 

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È impossibile racchiudere il mondo di un artista in un articolo. Non lo conoscevo e l’ho conosciuto attraverso la mostra al MUDEC. Ho conosciuto un ragazzo fragile, troppo sensibile per una realtà spesso violenta e cruda. Ho conosciuto un ragazzo incredibilmente dotato, che parte dal niente e viene catapultato in un mondo assoggettato alle logiche del mercato. Ho conosciuto un ragazzo che ha sofferto e che ha saputo esprimere questa sofferenza in una produzione numerosa di opere. Ho conosciuto un artista che faceva arte in ogni forma e attraverso ogni mezzo: usava colori, forti e dagli accostamenti arditi; parole, taglienti come le sue idee; forme e simboli, portatori di un pensiero spesso difficile da cogliere per noi che guardiamo.

 

Chi è Jean-Michel Basquiat? È libertà, ribellione, ma anche tenerezza. È forza, vigore, intensità, in una molteplicità di debolezze. È genialità trasposta in forme semplici, infantili. È l’immagine viva che traspare dalle parole dolci dedicategli dall’amico Fab 5 Freddy al funerale.

 

Questa canzone è per il genio bambino.

Cantala piano, perché è una canzone ribelle.

Cantala piano, più piano che puoi

-che non ti scappi di mano.

Nessuno ama un genio bambini.

Sapresti amare un’aquila,

docile o selvaggia?

Selvaggio o docile sapresti amare un mostro dal nome spaventoso?

Nessuno ama un genio bambino

Liberalo e lascia che la sua anima corra selvaggia.”

 

 

 

 

 

 

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