Testo di – Virginia Bisconti

vejè

Internet, mai invenzione fu più provvidenziale. Illuminante messia di un’intera generazione, che ha identificato i propri discepoli con un nome simpatico ed azzeccato: Nativi Digitali.

Internet ci mette a disposizione milioni, che dico, miliardi di informazioni, ogni giorno. Un po’ come uno zoo virtuale, Internet è pieno zeppo di notizie curiose, dati utili ed è anche la culla dei plurisfruttati social networks. Attenzione, però, perché le bufale, i trappoloni e i malintenzionati non si fanno attendere neanche qui, anzi. Ma come ogni volta, quando si cerca qualcosa, o quando non si cerca nulla, bisogna saperlo far bene!

Ed è forse per caso, che poi magari è vero che le cose riescono ad arrivare a noi anche quando non le aspettiamo, che su Internet, ho avuto il piacere di scoprire un artista fuori dagli schemi, uno il cui mestiere vive sul web, e che ne fa il suo principale profitto. Non si tratta di un novello Mark Zuckerberg, né dell’ennesimo cervellone di casa Apple, sto parlando di un grafico freelance che ha avuto il coraggio di parlare di sé attraverso i suoi lavori e lo ha fatto mettendosi in gioco sulla piattaforma competitiva più grande e difficile: Internet, per l’appunto.

 

Budi Satria Kwan, conosciuto con il nick Radiomode, è un designer di Singapore che  tramite il suo blog, il suo account su society6 e il suo sito web, mi ha piacevolmente colpita con le sue illustrazioni fiabesche, con i suoi animali/artisti stilizzati, con un design essenziale ma soprattutto con la passione che traspare da ogni suo lavoro. Di lui non si sa praticamente nulla, ma qualsiasi domanda vi poniate, io credo sia nelle sue illustrazioni la risposta.

Kwan gioca con il consueto e lo stravolge, rompe paradigmi ed emoziona. Dalle matite morbide che si intrecciano formando un infinito, esortandoci a non smettere di creare,  all’umorismo nell’illustrazione di un’insegna al neon, “Great Artist Steal”, passando per paesaggi sublimi che possono intuirsi da macchie di colore e sagome di pesci, il messaggio di Radiomode è poliedrico e delicato.

Sembra suggerirci di credere in noi stessi, di prendere ciò che non ci piace del mondo per migliorarlo, plasmarlo ed amare anche ciò che detestiamo. Con le linee morbide e con la forza di gravità che fa sbavare il colore, sembra sussurrarci che se le cose non vanno come vogliamo non è sempre un male, che dobbiamo accettare la realtà e partendo da questa trovare il coraggio di rompere gli schemi. Infine, ricorrente nelle sue opere, sembra essere questa voglia di guardar oltre le apparenze, questa spinta alla ricerca che è pretesto per una crescita interiore: ad esempio nel ritratto del leone, simbolo di forza e di aggressività, ritroviamo uno stormo di uccelli, senza alcun apparente logico collegamento, che si diramano partendo dalla criniera.

Ma come sempre, quando si parla di arte più che mai, ogni sguardo vede e fa fiorire significati diversi e mai uguali a se stessi e forse, per capire cosa si cela dietro a queste immagini, non bisogna sentirselo raccontare, ma toccare con propria mano, vedere con i propri occhi.

cj

Se vi ho incuriosito almeno un po’, vi consiglio di fare un giro per il web:

http://www.budikwan.com/portfolio/ , questo il sito web dell’autore;

http://society6.com/artist/budikwan, la sua pagina su society6, dove potrete acquistare i suoi lavori;

https://www.facebook.com/budi.radiomode , la sua pagina Facebook.

 

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