Testo di — LUIGI DI PIAZZA

 

Egon_Schiele_autoritratto_1912

 

Quando il mondo, celato,
tremava ancora
la pelle avida guardava
il segno del sudore,
impalpabile,
intessere le sue spine
nella penombra del volto.

Spirando con bramosia indegna,
la volontà culla idee,
ancora con mani molli
avvolge nell’accidia
il monumento alla disgrazia.

Si abbatte sugli occhi
tremenda
la mancanza.

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