Testo di- ALICE DOMINICI

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Era dai tempi bui de La sera, il brano dello scandalo squalificato da Sanremo nel 2010, che Morgan non regalava ai suoi fans un inedito: l’ultimo album di inediti è infatti Da A ad A, pubblicato nel 2007 e seguito da Italian Songbook (vol. 1 e 2), ineccepibile opera di riarrangiamento e reinterpretazione di alcune tra le canzoni più famose della tradizione italiana.

Un cantautore eclettico e multiforme, una funzione dalle forti oscillazioni la cui variabile indipendente è l’evidente connotazione autobiografica dei testi, accompagnata abilmente da un alto livello di ricerca musicale a partire dalla fase della composizione per arrivare fino all’arrangiamento e all’interpretazione, apprezzabili fin dai tempi di Iodio, il primo singolo con i Bluvertigo.

Un artista essenzialmente imprevedibile che ha sorpreso tutti lo scorso 5 dicembre aprendo la semifinale di X Factor 7 con l’estatica esibizione di Spirito e Virtù. E se è vero che l’autobiografismo ha in Morgan una rilevanza notevole, è anche vero che a nuovo singolo corrisponde nuova vita: un’apertura in tonalità minore che è esplosa poi in un’atmosfera di gioia e di profondità, chiaramente espressi dai volti di Morgan e di un’Asia Argento visibilmente commossa. Una canzone d’amore e di riepilogo di una vita che sembrava smarrita per quanto maledetta, perfetta, romantica e fallita e che si è rimaterializzata in una nuova, così poco conosciuta, che accosta alla sensibile ripresa della vita lavorativa quella della vita personale: il ritorno di Asia, di una routine impostata maggiormente all’ordine e, dopo la parentesi chiassosa della polemica sulla sua persona oltre che sulla sua immagine di artista, alla responsabilità. Tutti elementi di virtù che il nuovo singolo non nasconde affatto e, anzi, rivendica con forza nella seconda strofa [adesso che possiedo quello che desideravo/il ruolo mi impone solo quello che non voglio/ma non si torna indietro, non si torna indietro/Adesso che mi invitano anche i miei nemici/dicendomi: “mi piace quel che pensi e quel che dici”/ma che ne sanno io da che parte sto?//]  e sottolinea in tono chiaramente provocatorio in chiusura, solamente nella versione live in anteprima del 5 dicembre [Adesso che potrei dire le cose/più importanti e belle finalmente,/non accade/

perché il contesto è all’insegna del sopruso/e del disonore immotivato/in cui sono gettato//].

Le differenze tra l’anteprima live e la versione in studio in vendita da questa settimana però non si fermano qui: nella prima Morgan lascia trasparire l’impeto e il trasporto del testo, nella seconda non si lascia sfuggire l’occasione di approfondire con meticolosità il messaggio sottolineandolo per mezzo dell’arrangiamento. Ascoltiamo così non più una voce, ma la sovrapposizione di più Morgan provenienti da contesti e periodi diversi, sfumati e mescolati tra loro (soprattutto nell’allungare la parola Indietro), e che mantengono lo stesso sospirato, la stessa intenzione velata ma ora più compatta nel dichiarare Dormi? E se sì/allora veglio su di te e ti amo/ma se non dormi/allora non ti sveglio, ti voglio e ti chiamo/. Sovrapposizione che si presta a sostituire la provocazione lanciata nel live imitando l’idea della voce degli spettri, dei giudizi dei “nemici” degli anni appena trascorsi. Al contrario, l’esibizione del 5 dicembre, anche per effetto della magia tutta morganiana di creare atmosfere uniche unendo voce e pianoforte, richiama l’attenzione dei fans più esperti alle interpretazioni di Tenco e dei grandi modelli del passato attraverso uno stile più tradizionalista e lineare le cui uniche tracce nella studio version sono il gusto tipicamente melodico e la semplicità della ritmica, elemento raro nella discografia di Morgan, simbolo forse del ritrovato ordine che viene così trasmesso unitamente da testo e musica.

Due versioni profondamente diverse ma unite dalla purezza del messaggio che trasmettono: per usare un’espressione di un altro grande modello di Morgan fin dai primi tempi con i Bluvertigo, Franco Battiato, una nuova alba ancor più preziosa per essere stata trovata dentro l’imbrunire.

(disponibile anche su inartemorgan.it )

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