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Testo di – GIUSEPPE ORIGO

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Su quanto fatto da Disney col marchio Star Wars, dopo l’acquisizione di Lucas Film nel 2012, si potrebbero scrivere interi libri di marketing e management.

Che Walt Disney Company sia un colosso dell’intrattenimento con tendenze monopolistiche è chiaro come il sole a tutti, che sia una macchina aziendale perfetta lo è altrettanto.

“Se puoi sognarlo, puoi farlo” è il celebre slogan dell’azienda di Burbank (California)

Acquisire il colosso Lucas? Puoi farlo!

Annunciare l’uscita di un nuovo Star Wars nonostante il vero protagonista della saga, Anakin DarthVader Skywalker, sia ormai irrimediabilmente morto e sepolto (o meglio divenuto un defunto Casper azzurrognolo spassantesela con gli altri compari Casper azzurrognoli di Yoda e Obi Wan)? Puoi farlo!

Affidare la direzione del nuovo capitolo della saga ad un regista il cui nome è IRRIMEDIABILMENTE legato all’ odiatissimo (dal fandom StarWars) Star Trek ma nonostante tutto riuscendo ad imbandire una tale opera di comunicazione globale che ormai “JJ Abrams” è sinonimo di “Star Wars”, e BEN VENGA? PUOI FARLO!

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Star Wars è più di un film, è più di un Cult, è più di una serie di blockbuster da 8 premi Oscar e 4 miliardi di dollari di incassi complessivi da botteghino: è una Fede, un trend culturale che dallo schermo ha plasmato usi, idee e costumi di generazioni di appassionati e non.

“Star Wars: il risveglio della Forza” uscirà nelle sale cinematografiche Statunitensi il 18 Dicembre e qui da noi oggi (16 Dicembre 2015).

Noi lo abbiamo visto ieri sera all’anteprima stampa (perchè Dio evidentemente esiste, proprio come la Forza).

è difficile esprimere un giudizio e non poter supportare la propria valutazione riportando argomentazioni adeguate ma, come detto nel titolo, si tratta di un primo articolo assolutamente spoiler-free per venire incontro a chi vorrà andare a vedere “vergine” la pellicola nelle sale cinematografiche (e dopo tutto pubblicheremo a breve un secondo pezzo critico a proposito).

Il Risveglio della Forza è un film che non soddisfa le aspettative, una pellicola piatta e, specie per i fanatici della serie, già vista, e la ragione è semplice: è null’altro che un cammuffato e “in incognito” remake di “Guerre Stellari”, altrimenti conosciuto come “Una Nuova Speranza” (primo capitolo della saga in ordine di uscita, quarto in senso della cronologia narrativa).

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Ebbene si, JJ ha pescato a mani basse, anzi bassissime,pezzi e idee varie dalla prima trilogia di Guerre Stellari (specie proprio dal capitolo IV) per comporre quanto richiestogli dalla nuova padrona di casa, mamma Disney, riuscendo a modo suo nel risultato prepostosi: confezionare un buon film di avventura autosufficiente narrativamente che potesse avere appeal anche su un pubblico estraneo ai suoi predecessori cinematografici.

Non è però quello che, certo, i fan si aspettavano di vedere, e sarà a tutti voi più chiaro quando seduti nel buio del cinema, attorno allo scoccare della metà del film, scoccherete il primo sbadiglio.

Non mi stupirei se “Il Risveglio della Forza” risultasse banale anche agli occhi di un conoscitore superficiale della trilogia di Lucas: nulla di più è stato fatto a livello narrativo, NULLA.

Certo, visivamente il lavoro è spettacolare.

Certo, la prima metà della pellicola potrebbe anche salvarsi.

Però non bisogna dimenticare che confrontarsi con “Star Wars” significa ben più, caro Topolino, che girare l’ennesimo reboot di una vecchia storia, è una sfida molto più ardua: è il confronto con una vera e propria fede che ha di gran lunga superato financo i meccanismi del film di culto, è un terreno impervio confrontandosi col quale difficilmente si riesce ad uscire indenni, e così è stato per Abrams e soci.

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è il perfetto film Disney del 2015: politicamente correttissimo a livelli nauseanti, esasperatamente condito (anzi saturato) di battute e umorismi più o meno sagaci (queste menate lasciamole al cineuniverso Marvel, per favore, dove già son stati fatti i dovuti danni e dubito si riuscirà mai a salvare il salvabile) e adeguato a riempire con miliardi di gadget, milioni di scaffali in migliaia di Disney Store.

Il Risveglio della Forza si limita ad essere una riuscitissima operazione di marketing e comunicazione, e son sicuro che tale resterà agli occhi perplessi dei fan: uno splendido e colossale guscio dorato al cui interno cercare però i brandelli di un’anima risulterà un’impresa forse parimenti disperata e inutile.

Peccato.

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