Testo e foto di – FEDERICA DANIELI

Postproduzione foto – STEFANO DI FONZO

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A cinque anni di distanza dalla prima apparizione delle opere di Steve McCurry in Italia, Civita e SudEst57 propongono a Villa Reale di Monza la mostra “Steve McCurry. Oltre lo Sguardo”. La maestosa villa da poco ristrutturata, le foto di McCurry e l’allestimento dell’architetto Peter Bottazzi si fondono per regalare un’esperienza unica e multi-sensoriale allo spettatore, rendendolo partecipe così di una mostra nella mostra.

I colori tenui e le decorazioni della Villa danno risalto ai colori caldi e saturi che caratterizzano le fotografie di McCurry. Nell’ombra, ma fondamentale per la fruizione delle opere, rimane l’allestimento. Bottazzi costruisce travi, scale, pali e svariate strutture di legno per guidare l’occhio del visitatore che corre rapito tra le 150 stampe esposte. Nel corridoio centrale del primo piano degli Appartamenti privati, una struttura composta da scale fornisce il supporto per creare un allestimento “sospeso”, le fotografie sembrano quasi galleggiare nel vuoto sostenute soltanto da impercettibili fili. L’effetto finale porta lo spettatore a sentirsi rapito in un turbine di sensazioni visive che vanno oltre il confine fisico della location. Ci si sente partecipi di una nuova esperienza che ci trasporta nei paesi dove sono state scattate le incredibili foto di McCurry: Afghanistan, India, Birmania, Cambogia, Giappone, ma anche Brasile, Africa e Italia.

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Nelle stanze, invece, strutture in legno di differente forma, posizionate ad altezze diverse costringono lo spettatore a una vera e propria ricerca attiva, dove le opere non sono semplicemente appese ma presentate per essere vissute. Molto spesso la prospettiva da cui lo spettatore è obbligato ad ammirare le fotografie corrisponde a quella del fotografo nel momento dello scatto, creando così un momento di profonda connessione.

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L’allestimento di Bottazzi opera nella stessa direzione di McCurry: infatti così come il fotografo attraverso i suoi scatti stimola e induce ad osservare, e non solo a guardare, il mondo che ci circonda così le strutture in legno accompagnano lo sguardo dello spettatore in una ricerca nello spazio. In alcuni casi per osservare al meglio gli scatti è necessario un coinvolgimento fisico. Alcune fotografie sono collocate su impianti posizionati a terra, mentre la forma di altre strutture richiedono che sia lo spettatore a entrare in esse per godere degli scatti.

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L’armonia con cui si incastrano e si fondono la spettacolare location della Villa Reale, l’allestimento e gli scatti di McCurry crea un momento sospeso nel tempo dove mille vite e mille esperienze delle persone rappresentate nei ritratti dell’artista prendono forma in un unica foto che trasmette un’unica emozione, dalle mille sfaccettature.

All’uscita della mostra, l’ultimo respiro di questa atmosfera viene accompagnato dalle dolci melodie di musica classica che risuonano nel parco, prima di ritornare nella realtà urbana.

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