Testo di – SARA PACIOSELLI

L’arte da strada, o la più comunemente conosciuta street art, si palesa quotidianamente sotto i nostri occhi ogniqualvolta incontriamo adesivi bizzarri ed artistici, disegni, scritte realizzate con bombolette spray e stencil.

Nel panorama mondiale, Bansky probabilmente è uno dei writers più noti al mondo per il suo modo di esprimere, attraverso l’arte di strada, temi politici, etici ed anche culturali con un satirico savoir- faire. Senza nulla togliere ad un artista così eccezionale, anche passeggiando per le vie della città è possibile osservare muri ricoperti di arte, perché è proprio così che vogliamo chiamarla. Qualcuno potrà sentirsi offeso da tale denominazione, arrecando motivazioni quali, ad esempio: << Confronteresti mai un disegno su un muro con la Venere di Botticelli?>>

Eppure, l’arte è la prima espressione dell’uomo ed abbraccia tutte le più pure sfumature dell’animo umano, i cui tratti solo raramente vengono colti ed espressi con linguaggio universale. Per questo motivo, la Venere – un unico ed inestimabile dono che ci è stato regalato da un artista insostituibile – è arte alla stessa maniera di uno stencil disegnato su un muro di una città, magari in qualche quartiere corrotto e malavitoso. Sorgerà spontaneo chiedersi come si può dire una simile sciocchezza. La soluzione, tuttavia, sta nello spogliarsi dei pregiudizi che hanno categorizzato l’arte e riempirsi gli occhi di una forma di bellezza molto diversa, ma nel suo genere unica.

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Ma tornando alla passeggiata tra i vicoli, vi siete mai chiesti chi sia il proprietario dell’opera, chi sia quello del muro su cui l’opera viene realizzata, se coincidano e se la legge tutela i writers?

Prima di tutto, per far sì che un’opera rientri sotto la tutela del diritto di autore, essa deve rappresentare una particolare espressione del lavoro intellettuale; essere, dunque, un’opera di ingegno di carattere creativo e mostrare elementi di novità. Pertanto, non si tutela l’idea in sé per sé, quanto piuttosto l’atto creativo, il lavoro intellettuale mostrato dall’artista e la sua originalità. L’autore dell’opera, nel momento in cui viene riconosciuto come tale, viene in possesso di diritti morali ed economici. I diritti morali ed inalienabili sono nello specifico il diritto di pubblicare l’opera – nel senso di renderla pubblica -, di ritiro della stessa, il diritto di paternità e di integrità. Quelli economici ed alienabili sono il diritto alla riproduzione, pubblicazione, distribuzione, comunicazione, elaborazione e traduzione ed infine vendita dell’opera. Tendenzialmente i diritti economici possono essere ceduti, generalmente uno ad uno, ma se l’autore lo ritiene opportuno anche simultaneamente. Ciò che lascia un po’ perplessi, se si parla dell’ambito artistico legato alla street art, è per esempio il diritto di distribuzione. Nel mondo dei beni tangibili, il diritto di distribuzione si esaurisce con la prima messa in commercio dell’opera. Per essere più chiari, nel caso di un’opera letteraria, il diritto di distribuzione esercitato su quest’ultima, si esaurisce nel momento in cui l’opera viene inserita nel mercato. Motivo per cui, d’altronde, i mercatini dei libri di seconda mano non sono illegali. Tuttavia, se pensiamo alla street art, risulta abbastanza difficile comprendere come si possa esaurire il diritto di distribuzione, in quanto il graffito o lo stencil o qualsiasi sia la forma che prende l’opera, viene resa pubblica perché visibile sui muri, ma non per questo distribuita; ammesso che un graffito possa essere divulgato. Al contrario, invece, è più facile capire come si esaurisce il diritto di riproduzione e se questo venga violato o meno. Il diritto di riproduzione di un autore, infatti, si viola nel momento in cui si riproduce la sua opera senza autorizzazione. Un graffito, uno stencil od una raffigurazione su una parete muraria, si riproduce nel momento in cui si scatta una foto, ad esempio, oppure si duplica graficamente una copia esatta. Al riguardo, la legge è molto frammentaria, non solo a livello nazionale, ma anche a livello mondiale. In USA, ad esempio, non si tutelano mai le opere riprodotte con due dimensioni e molto raramente quelle a tre dimensioni, mentre in Europa lo scenario è variegato ed in genere ci si appella alla così detta “freedom of panorama”, di cui recentemente si è tanto sentito parlare. In Italia, ad esempio, è permesso fotografare monumenti, statue, edifici storici e riprodurre opere di street art solo a scopi educativi, di ricerca e con fini privati; altrimenti, in linea teorica, se l’opera da fotografare si trova nella lista dei beni culturali e patrimoniali italiani, si dovrebbe pagare una tassa per ottenere una licenza.

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Detto ciò, senza pretendere di essere esaustivi dal punto di vista giuridico, nonostante le opere di street art siano nella maggior parte dei casi illegali – in quanto non viene richiesta l’autorizzazione per l’uso del muro o della superficie in cui si intende operare – il carattere della liceità non è considerato elemento essenziale per essere protetti da copyright. Motivo per cui, dunque, i writers, in realtà, essendo gli autori dei loro murales, possono godere del diritto di autore e dunque dei diritti morali, così come quelli economici. Pertanto, se si ha l’intenzione di “strappare” le opere dai muri, eliminarle o semplicemente, quando possibile – come nel caso degli stencil – trasportarle in un altro luogo, come ad esempio un’esibizione temporanea, deve essere chiesto il permesso all’artista nonché autore dell’opera. Ciò è possibile perché un’eventuale rimozione dell’opera o una sua dislocazione altrove può alterare l’originale atto creativo ed intaccare, così, il diritto all’integrità dell’opera. Sulla base di quest’ultimo, infatti, l’autore può opporsi “a qualsiasi deformazione, mutilazione od altra modificazione, ed a ogni atto a danno dell’opera stessa, che possano essere di pregiudizio al suo onore o alla sua reputazione”, art. 20, legge n.633/41.

Non c’è da sorprendersi, dunque, se Bansky nel 2014 ha disconosciuto le sue opere, rimosse dalla strada ed esibite, senza il suo permesso, in una mostra.

Quel giorno, sul sito ufficiale dell’artista, infatti, sono apparse le seguenti parole: “ ‘The Stealing Banksy’ exhibition taking place in London this weekend has been organised without the involvement or consent of the artist.” Ovvero “la mostra ‘il Bansky rubato’ che ha avuto luogo a Londra questo weekend è stata organizzata senza il coinvolgimento o il consenso dell’artista.”

Ed ha poi proseguito nel dimostrarsi contrariato dall’accaduto, sostenendo di non aver nulla a che fare con quell tipo di mostra: “Banksy would like to make it clear – this show has nothing to do with me and I think it’s disgusting people are allowed to go displaying art on walls without getting permission.”

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Ma come comportarsi se il proprietario del muro in cui è stato realizzato il graffito, vuole apportare delle modifiche e decide di demolire la parete? Può farlo legalmente senza intaccare i diritti dell’artista? In realtà, si tratta di un conflitto tra due interessi privati: quello dell’autore e quello del proprietario del muro. Quest’ultimo, prima di abbattere il muro, dovrebbe chiedere l’autorizzazione all’artista, il quale se non interessato a far valere i suoi diritti di paternità e integrità dell’opera, può far rimuovere la sua opera d’arte. In caso contrario, ovvero se l’artista è interessato effettivamente a far valere i suoi diritti, egli dovrebbe riprendere possesso dell’opera d’arte, che nel caso di un’opera di street art risulta un po’ complicato. La stessa difficoltà si incontra nel momento in cui l’interesse del singolo si scontra con quello pubblico. Tuttavia, nel caso in cui si tratti di rinnovamento di una zona pubblica, miglioramento del decoro urbano e così via, allora l’interesse pubblico prevale senza esitazione sui diritti dell’autore. È indubbio, comunque, che la legge italiana e non solo si sta muovendo verso la definizione di nuove legislazioni, tentando di disciplinare queste nuove e sempre più diffuse forme di espressione.

Insomma, essere artisti non è mai stato facile, ma essere artisti di strada non deve essere uno scherzo, considerando le difficoltà in materia legislativa.

 

 

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