Testo e intervista di – DAVIDE PARLATO
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Anche quest’anno sta per avvicinarsi il festival musicale europeo più atteso. Attestatosi come più grande e importante festival europeo, sia in termini di visitatori che di line-up, Sziget aprirà le porte della suggestiva isola di Obuda (l’isola della libertà) dal 10 al 17 Agosto.

Siete alla ricerca di un’avventura totale all’insegna di musica, divertimento, arte, libertà e fraternità? Di un luogo ricco di suggestioni artistiche su tutti i livelli nel quale vivere una genuina esperienza di comunità e condivisione? Di un divertimento aperto ad ogni fascia di età? Per i più nostalgici, di un’esperienza alla “Woodstock”? Ecco, Sziget Festival è un appuntamento da non perdere.

Come per le precedenti edizioni, anche quest’anno il programma proposto è estremamente diversificato, volto ad appagare i gusti musicali di tutti (la line-up come sempre spazia davvero attraverso tutti i generi musicali più contemporanei) ma anche articolato lungo esperienze di diversa natura: dalla presentazione di installazioni artistiche all’offerta di laboratori artistici nei quali i Szitizens (coloro che per la settimana invaderanno e vivranno l’isola di Obuda) potranno dar sfogo alla propria ispirazione, da spettacoli circensi e teatrali fino a momenti di dibattito su temi sociali molto scottanti della nostra contemporaneità (dalle tematiche LGBT al problema dell’immigrazione). Sziget si offre in questo senso non come un semplice festival musicale ma come un luogo, un contesto costruito appositamente per permettere al visitatore di vivere un qualcosa di unico, di emozionante e di coinvolgente: un’esperienza di vera libertà. In questo senso il tratto distintivo di Sziget, e forse la caratteristica peculiare che in pochi anni gli ha permesso di diventare, da piccolo e circoscritto ritrovo “hippy”, a più importante realtà festivaliera europea, è il suo non essere un semplice cartellone di concerti ma, in tutto e per tutto, un luogo da vivere, una realtà unica separata dal mondo e incastonata fra le acque del Danubio.

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Abbiamo avuto la fortuna di parlare con Ettore Folliero (Sziget Italia) con il quale abbiamo approfondito alcuni “momenti” interni all’esperienza Sziget più vicini alla realtà artistica e musicale italiana, nonché aspetti organizzativi e di programmazione del festival in toto.

 

L’edizione 2015 di Sziget ha superato se stessa raccogliendo 441.000 presenze da tutto il mondo (circa 30.000 in più rispetto all’edizione passata). Dai biglietti fino ad ora venduti, come prevedete sarà l’edizione di quest’anno in termini di pubblico?

È ancora un po’ difficile stimarlo, immaginiamo che ci sarà sicuramente un incremento rispetto all’anno scorso, anche perché i ticket settimanali sono praticamente già quasi tutti esauriti, il che significa che sicuramente ci sarà una spinta anche nella vendita dei ticket giornalieri. Quindi certamente si incrementerà, ci sono ancora delle giornate che possono risultare invendute rispetto all’edizione dell’anno precedente, quindi quasi certamente ancora aumenterà, anche se non sappiamo ancora di quanto.

Da qualche mese è stato diffuso su Youtube un suo video in cui ci parla del progetto Light Stage, che all’interno di Sziget si impegna nella promozione di giovani artisti italiani all’estero: qual è stata negli anni passati la risposta del pubblico (in particolare straniero) ai gruppi presentati? Che ricadute ha avuto la partecipazione degli artisti a tale iniziativa?

Per quanto riguarda la risposta del pubblico chiaramente quella italiana è abbastanza positiva, in certi casi eccellente. Poi chiaramente dipende sempre dai nomi, nel senso che le band meno conosciute hanno meno audience; nonostante questo noi ci sforziamo di collocare il palco e tutta l’area in maniera tale da essere fruibile anche ai passanti e non soltanto a chi viene appositamente per ascoltare il concerto. Possiamo comunque ritenerci soddisfatti, c’è sempre una buona affluenza di pubblico. Questo dipende anche dal genere musicale, ci può essere un genere più attrattivo o più facile nell’ascolto. Rimane comunque sempre un’ottima esperienza, anche a livello dei  feedback che riceviamo dalle band stesse. Anche a prescindere dall’esibizione in sé, si tratta sempre di un’esperienza che alimenta la creatività da parte delle band.

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Gli artisti generalmente rispondono bene e con entusiasmo all’iniziativa, anche se c’è da dire che sono più i management che rispondono (perché per l’artista d’altronde è sempre piacevole). Ci sono alcuni management che, per alcuni motivi, ritengono sia opportuno posticipare questa esperienza; devo dire che ci sono management con cui lavoriamo più spesso proprio perché condividiamo uno stesso modo di vedere questo tipo di iniziativa, altri management che sono assolutamente restii.

Mi spiace se in qualche modo venga passato il messaggio che suonare in un contesto internazionale possa essere semplice, dato che noi ci sforziamo parecchio di mantenere degli slot all’interno di Sziget che è, lo ricordiamo, al momento il festival più grande in Europa. Dato che per fortuna siamo in grado di portare ogni anno tante band italiane, certe volte la cosa viene data un po’ per scontata. Non lo è assolutamente, finito questo progetto le band italiane temo avranno grosse difficoltà ad esibirsi in un contesto come Sziget, purtroppo.

Il progetto Light Stage si appoggia a MusicRaiser per la raccolta fondi. Si nota come sempre più iniziative di natura culturale (spesso di dimensione pop, dalla registrazione/distribuzione di un album all’organizzazione di eventi) tentino di “fare cassa” con queste nuove modalità partecipative di funding. Che ruolo pensa potrà avere il crowdfunding nel futuro della musica e, più in generale, della cultura? Che tipo di partecipazione ha riscosso questo progetto?

Il fundrasing è ancora una metodologia da affinare per certe cose, per altre funziona benissimo, ad esempio nella raccolta fondi da parte delle band stesse che hanno un nucleo di fan e sostenitori, di mecenati che possono decidere di mettere qualsiasi tipo di cifra.  Invece per quanto riguarda iniziative come la nostra è chiaro che le ricompense giocano un ruolo molto importante per quanto riguarda l’adesione. Abbiamo ricevuto delle donazioni pure, non soltanto in conseguenza di ricompense, però comunque il nostro fundraising è più misto: si fa un investimento sulla nostra società, la nostra serietà e i nostri progetti. Dato che si tratta di un progetto a lungo respiro, non di un anno ma di due/tre anni, non è semplicissimo far passare il messaggio. Devo dire che siamo comunque riusciti a raggiungere cifre che pensavamo, e quindi per noi in effetti è andata benissimo. Il crowdfunding è sicuramente uno degli strumenti che in futuro avrà una certa rilevanza. Questo anche perché le case produttrici hanno sempre meno interesse a produrre cd, anche se può sembrare assurdo: di conseguenza gli artisti devono anche reinventare il loro ruolo, quindi magari avere un manager interno che riesca a sviluppare strategie per raccogliere fondi.

Uno dei temi caldi affrontati dall’edizione di quest’anno presso lo Sziget Festival sarà quello dell’immigrazione. Come sarà trattato, che modalità di discussione/dibattito sono state pensate?

Questo purtroppo non è ancora stato comunicato, certamente ci saranno delle installazioni, ci saranno degli incontri e dei dibattiti, la conferenza stampa che abitualmente si tiene toccherà sicuramente l’argomento, già lo ha fatto l’anno scorso. Però adesso non abbiamo ancora avuto il piano preciso di quello che succederà.

Sziget è per definizione “l’isola della libertà”, e le iniziative succitate lo dimostrano chiaramente. Fa sempre strano pensare a come un’iniziativa di questa natura riesca ad inserirsi in un contesto sociopolitico (quello ungherese) piuttosto conservatore. Come sono le relazioni del festival con il governo ungherese? Avete incontrato difficoltà nella proposta della programmazione – anche in riferimento alla scelta del dibattito sull’immigrazione dell’edizione 2016?

È un tema molto ampio. Il Sziget non ha nessun tipo di problema a relazionarsi con il governo ungherese, è chiaro che alcune uscite del governo ungherese sono di tipo propagandistico, ma del resto noi in Italia siamo davvero gli ultimi che possiamo parlare su questo punto, perché noi di propaganda ne subiamo tanta da moltissimi anni. Gli interventi e le uscite del governo sono alla fine più natura propagandistica, non hanno mai posto limitazioni all’organizzazione del festival, anche perché Sziget muove così tanti soldi che sarebbe da pazzi voler limitare un’organizzazione del genere. Sziget peraltro nelle sue politiche non ha mai lasciato libertà ad un manipolo di 50-100 spacciatori di prendere possesso del festival (cosa che spesso ha determinato la fine di eventi festivalizi di rilievo anche sul suolo italiano). Il festival non è basato sull’uso di sostanze stupefacenti ma su tutt’altro, è perciò anche difficile potergli andare contro da questo punto di vista.

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Tornando alla proposta musicale del festival, chiudiamo con un’ultima domanda: dobbiamo aspettarci ancora novità nella line-up definitiva del festival?

Beh sì, certamente sì, non sappiamo ancora bene chi, presto arriverà un ultimo comunicato che annuncerà l’headliner del giorno 10 agosto, cioè il giorno -1 nel calendario. Ci sarà ancora qualche nome sul main stage e qualche nome sparso, forse meno impattante sull’audience ma non per questo meno importante, sempre nell’ottica della nostra filosofia di festival.

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Ed ecco, per concludere, i principali artisti (al momento confermati) che suoneranno all’edizione 2016 di Sziget:

BASTILLE
BLOC PARTY
BRING ME THE HORIZON
BULLET FOR MY VALENTINE
CHVRCHES
DATSIK
DAVID GUETTA
DIE ANDWOORD
HARDWELL
JESS GLYNNE
JOHN NEWMAN
K.I.Z
KODALINE
KOVACS
M82
MANU CHAO

MUSE
NAUGHTY BOY
NICKY ROMERO
NOEL GALLAGHER
PARKWAY DRIVE
PAROV STELAR BAND
RICO & STICKS
RIHANNA
ROISIN MURPHY
SIA
SIGUR RÓS
SUM 41
THE LAST SHADOW PUPPETS
THE LUMINEERS
THE NEIGHBOURHOOD
YEARS & YEARS

Questi e molti altri ancora animeranno la settimana di un festival assolutamente da non perdere! Per ulteriori informazioni sul festival, programmazione e costi ecco il link al sito ufficiale dell’evento.

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