Testo di—MATILDE GUIDO

tfaddal

 

“Tfaddal” è la scelta del Franco Pareti di Milano di festeggiare il 40° anno di attività con chi ancora non c’era quando il sipario del teatro, si apriva per la prima volta sull’“Ambleto” di Testori.

Un intreccio di novità e tradizione caratterizza lo spettacolo in programma dall’11 al 18 maggio, attraverso l’incontro di tredici giovani compagnie e un classico per eccellenza, Amleto, e la possibilità di dialogo con un teatro che è un’istituzione.

Il festival è composto da tredici variazioni sul classico Shakespeareiano, non da riscritture complete dell’opera. “Ogni parte in sé sarà valida e, accostata ad altre, renderà significativa la serata: farà amare il teatro”, come afferma Andrèe Ruth Shammah, direttrice del teatro.

Le tredici compagnie sono state selezionate dalle curatrici del festival Claudia Cannella, Sara Chiappori e Natalia Di Iorio. Le scelte sono state quindi parziali, selettive, anche in base ai progetti presentati sul tema, ma soprattutto per la diversità dei linguaggi, associando e facendo dialogare fra loro, il teatro di prosa, la danza ma anche le nuove tecnologie. Gli spettacoli in programma hanno, infatti, registri espressivi anche molto differenti, che integrandosi fra loro costituiranno una possibilità di arricchimento del pubblico e di crescita per le compagnie stesse.

Il festival si svolge in sette serate, a partire dall’11 maggio, con in programma, ogni giorno, alle ore 21, un evento fisso: l’incontro con gli artisti delle compagnie in scena, un’occasione, non solo per gli esperti del settore, di confronto e conoscenza del lavoro teatrale e dei suoi retroscena.

Le tredici variazioni sono così diverse fra loro da essere adatte a tutti i gusti: si parte da un “Amletino” del Teatrodilina, in cui la tragedia diventa una possibile favola della buonanotte, per arrivare a “Chiedetemi tutto ma non Amleto”, in cui la storia si trasforma in una situazione da bar di provincia, passando da un incontro con il mondo capovolto di Alice in “Studio per A”.

Con un team al femminile, “Tfaddal” (letteralmente “benvenuto”) apre le porte del Teatro alle compagnie e al pubblico, con un obiettivo ben chiaro per Andrèe, che, con entusiasmo, conclude la conferenza stampa: deve essere il pubblico a vedere il festival, proprio perché non conosce queste compagnie, guardandole con sguardo più attento, perché non in scena in un contesto usuale, in cui non vi è un continuo scambio di linguaggi così differenti tra loro. Il festival deve essere un’occasione, una possibilità, per i giovani di scoprire il teatro, e la sua magia.
È il nuovo benvenuto del Franco Parenti al mondo nascente del teatro di oggi.

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