Testo di – ALBERTO ANDREETTA e FEDERICO QUASSO

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The Love witch

Una giovane e bella ragazza si trasferisce da San Francisco in seguito alla rottura col marito e alla sua morte, ma Eleine non è una ragazza normale, è una strega: produce filtri d’amore per conquistare i suoi uomini e legarli indissolubilmente a sé. Questo logicamente ha delle conseguenze, quando un amante muore per i sentimenti troppo forti che prova, un altro si toglie la vita perché non più ricambiato dalla ragazza e via discorrendo. Durante il film assistiamo dunque alle varie opere di seduzione, ai rapporti, ma anche a discussioni sull’essenza dell’amore, della coppia, le quali contribuiscono a dipingere l’immagine di una ragazza veramente “malata d’amore”. The love witch è un film che sta a cavallo fra più generi, un horror/thriller che spesso vira al melodramma, rimanendo comunque nella parte preponderante di  sé un grande omaggio al cinema di serie b e all’erotico degli anni ‘60/’70. Proprio questa parte è la più interessante, perché tutto ciò che riguarda Eleine è vintage, risaltando moltissimo sulla contemporaneità che la circonda. Qui, però, non si tratta solo di abiti e trucco, tutto il film è fatto in maniera tale da ricordare quelle produzioni, nei colori scelti, nelle situazioni mostrate, nelle conversazioni, ma anche nella colonna sonora e nella regia stessa. Certe zoomate, certe inquadrature, certe trasparenze nelle sequenze in macchina, sono tanti grandi rimandi a quel modo di fare cinema. Si segnala tra l’altro la citazione del famoso spogliarello di Sophia Loren in Ieri, oggi, domani.

Yoga hosers

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Wunderbar! Due ragazze quindicenni (Lily-Rose Depp, la figlia di Johnny Depp, e Harley Quinn Smith, la figlia del regista del film Kevin Smith) lavorano nel negozio del padre di una di esse. Sono appassionate di yoga (da qui il titolo), di musica e ossessivamente social e sembra cader loro il mondo addosso quando scoprono di dover lavorare la sera della festa dei maturandi alla quale sono invitate. Quando però i ragazzi le raggiungono, questi si rivelano satanisti che vogliono sacrificarle. Ma la nostra storia non parla di questo. Già, perché in realtà la storia entra nel vivo quando questi ragazzi vengono uccisi da piccoli wurstel nazisti che entrano dal deretano ed escono dalla bocca esclamando “Wunderbar!” Kevin Smith sforna l’ennesimo film incredibilmente matto e divertentissimo, secondo capitolo della trilogia True North dopo Tusk. Divertente e divertito, Yoga hosers si avvale di soluzioni tanto cafone e insensate (si pensi specialmente al cambio di lingua nella conversazione tra Colleen C. e Guy Lapointe, interpretato da Johnny Depp) di fronte alle quali proprio non è possibile non scoppiare a ridere. All’uscita del cinema qualcuno ha avuto l’acume di riassumere il film in una frase: “Abominevole, mi è piaciuto un sacco!

War on everyone

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Un altro film che si rifà e omaggia il cinema del passato, in questo caso i polizieschi anni ’80. Bob Bolaño (Michael Peña) e Terry Monroe (Alexander Skarsgård) sono una coppia di sbirri di Albuquerque, abituati ad utilizzare metodi spicci, scorretti, ma efficaci e si trovano ad affrontare un Lord inglese dedito alla malavita. Cattivi, maleducati, cinici, volgari, questi due poliziotti sono i protagonisti di una commedia/action all’insegna del politicamente scorretto e capaci di picchi di violenza notevoli, tutte caratteristiche sapientemente miscelate dal regista John Michael McDonagh, così da creare un film in bilico tra i generi e in grado di accontentare gli appassionati tanto delle risate quanto delle scazzottate e delle sparatorie.

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