Testo di—GIUSEPPE ORIGO

 

 

Il 24 Settembre è successo: come Mosè portò le tavole a un branco di pecorai in adorazione di un vitello d’oro, Matthew Bellamy e soci decidono di concedere a noi, mondo di beduini musicali in adorazione di coprofonie dubstepfeat.Pitbull, il preascolto della loro ultima opera.

Prima di premere il tasto play ho temporeggiato.

Avevo paura.

Le premesse mi avevano mozzato le gambe come tre negroniincolonne: dal videopromo di “Unsustainable” traluceva uno scivolone nel fecale mondo della New Wave Elettronica made in Skrillex e, dopo il, in ogni caso discutibile, lavoro fatto con “The Resistance” ero sicuro, certo, che la perfetta macchina Muse avesse iniziato come la F1Ferrari2012 a perdere colpi, ad abbandonarsi ad una bonaccia di misera mediocrità.

Preso coraggio ho schiacciato play.

53 minuti e 26 secondi dopo ho finito i giri del cilicio e son passato allo scudiscio nel disperato tentativo di poter mondare, con la sofferenza fisica, la colossale blasfemia commessa dubitando del’operato del terzetto britannico.

Signoreperdonamiperchèhomoltopeccato.

Sin dalla 007esca opening “Supremacy”, che avrei preferito all’aborto canoro di Adele scelto per i titoli di testa dell’ultimissimo Skyfall, mi è stato chiaro che i Muse, fieri innovatori e ricercatori capaci di reinventare e plasmare il Rock in un prodotto di qualità attento alle esigenze del mercato quanto a quelle dei gourmet più di ogni altra formazione attuale (Chris Martin chi? Ah già, il marito di Gwyneth Paltrow!), sono tornati.

E non solo!

Cosa più sorprendente è il fatto che, con “The 2nd Law”, i Muse sono riusciti finalmente a contestualizzare “The Resistance”.

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Mi spiego meglio.

Il percorso dei Muse è palese a chiunque decida di affrontare l’opera discografica nella sua completezza in ordine cronologico: Chiara è l’evoluzione stilistica che, di album in album, ne ha portato le sonorità ad evolversi da un rock grezzo e puro (“Showbiz” prima e “Origin of Symmetry” dopo, sebbene quest’ultimo introduca già elementi nuovi rispetto al predecessore), attraverso un lodevole “imbastardimento stilistico” a base di radici classiche e camei elettronico/fantascientifici sviluppato prima in “Absolution” e consolidato poi in “Black holes e Revelation”, ad un perfetto melting pot stilistico rappresentato da “The 2nd Law”, il quale però non sarebbe mai potuto esistere senza il giusto anello di congiunzione, senza “The Resistance”.

Tutto adesso quadra e i Muse lo sanno.

Escono allo scoperto con un album che coniuga perfettamente ricerca e innovazione lungo tutte le 13 tracce che lo compongono, canzoni che citano la storia della musica moderna e non, che scavano nelle radici del pop e del rock, attingendo la linfa dei due generi rielaborandola, riarrangiandola ma non camuffandola.

La voce di Bellamy, la pacchiana voce di Bellamy, è al massimo della forza, sostenuta da cori e liriche trionfali, coadiuvata dall’ inedito e ottimo esordio canoro di Wolfstenholme (piacevolissima sorpresa). I temi sono alti, la denuncia globale è schietta ma senza un’ eccessivo abbandono a demagogie punk rock. I sintetizzatori hanno un ruolo fondamentale e finalmente riescono a fondersi con il resto delle linee strumentali senza risultare decontestualizzati in alcun modo.

L’album in ogni caso non è semplice: per gradire al meglio dell’opera nella sua interezza sono necessari (forse) più ascolti ed una buona infarinatura della produzione musicale di massa dagli anni ’80 ad oggi.

Menzione d’onore va inoltre al packaging scelto: minimale e sobrio per garantire più bassi prezzi di vendita, mantiene comunque una certa eleganza presentando una “mappatura dei percorsi del cervello umano” tratta dal lavoro dello Human Connectocome Project (non serve sparare sul mercato tre album mediocri a distanza di un mese l’uno dall’altro per essere dei fenomeni musicali, per scrivere la storia del suono, vero Green Day?).

Nel grande supermercato che è diventato il Nostro mondo, dove la globale commercializzazione cosmica ha reso reperibile ogni prodotto in versioni “ad altissima digeribilità” (Vuoi sesso? Guardati la Tommasi o leggiti le “50 sfumature di grigio”, Vuoi innamorarti? Cambia “situazione sentimentale” su Facebook, vuoi fare la rivoluzione? Vota Grillo!) è bello trovare un prodotto di qualità alta, un tartufo solitario sullo scaffale della musica in mezzo ad un mare di scatolame a brevissima scadenza.

 

“Nell’ Estate 2013 conquisteremo Roma!” (Matthew Bellamy)

I MUSE saranno in Italia quest’ estate:

28 / 6 / 2013 Stadio Olimpico, Torino

29 / 6 / 2013 Stadio Olimpico, Torino

 6 / 7 /  2013 Stadio Olimpico, Roma

 

È probabile, ma ancora incerta, una 4a data a Milano che verrà successivamente annunciata

 

 

 

 

 

 

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