Testo di — FRANCESCA BERNASCHI

 

Funny Girl di Nick Hornby

 

Un vecchio detto recita: “Fra moglie e marito non mettere il dito”, già non bisognerebbe metterci un dito, figuriamoci quattro mani come quelle degli sceneggiatori Tony e Bill.

Contrariamente a quanto tramandato dalla saggezza popolare, proprio l’attività in ascesa dei due amici e colleghi, guidati dal modesto produttore Dennis faranno la fortuna della BBC, di Barbara e di quell’altezzoso di Clive.

La storia si apre con una fuga, ma non da un carcere di massima sicurezza o da uno sperduto rifugio talebano nel mezzo del deserto, bensì da un concorso di bellezza sulla costa britannica.

Per alcune ragazze può essere divertente, persino motivo di orgoglio vincere una competizione prettamente basata sulla superficie, peccato che Barbara non fosse quel tipo di ragazza.

Non che cercasse grandi avventure o mirabolanti imprese: a lei sarebbe bastato far ridere la gente, come Lucy Love, una comica donna della vecchia scuola. Il suo mito, ciò che lei voleva essere.

Come era naturale che fosse, non avverserai sfondato rimanendo a casa sua, presa dall’impiego nel centro commerciale locale, così partì alla volta di Londra, lasciandosi alle spalle il padre ancora poco convinto della riuscita della sua carriera comica.

Approdata nella capitale del Big Ben le cose si riveleranno molto distanti da come Barbara le aveva immaginate: nessuno faceva la fila alla sua porta per chiederle un autografo, né per offrirle un lavoro.

O almeno, nessuno le stava offrendo il lavoro dei suoi sogni: essere un’attrice. Al diavolo le soubrette e tutta quell’insipida schiera di ragazze belle senza personalità che affollavano la TV.

Quasi per scherzo, l’agente che voleva farla diventare un’altra sgambettante comparsa televisiva, le procurò il provino che avrebbe cambiato una volta per sempre la sua ancora acerba carriera di comica.

Sarà proprio a quel punto che Barbara di Blackpool, nel frattempo diventata Sophie Straw -che a detta del suo agente era un nome molto più d’impatto-  conoscerà Tony, Bill, Dennis e quell’altezzoso di Clive.

Sono uniti dal destino decisamente poco fortunato e dal caso tutti i protagonisti del romanzo: chi per un verso, chi per l’altro non se la passano bene, probabilmente perché in realtà nella loro quotidianità avranno bisogno gli uni degli altri e una volta trovatisi il risultato sarà travolgente ed esilarante.

Barbara(e Jim) diventerà il programma più divertente, più seguito e quello a cui gli inglesi saranno più affezionati fra quelli trasmessi dalla BBC nello stesso periodo.

Con Barbara(e Jim) sono le donne ad averla vinta, ad essere protagoniste e a strappare un sorriso al grande pubblico del piccolo schermo.

Barbara è interpretata da Sophie Straw, la nostra Barbara di Blackpool (buffo, non è vero?) e Jim è impersonato da Clive, quell’altezzoso di Clive.

Ne combineranno di tutti i colori, litigheranno e dimostreranno alla Gran Bretagna, con grande ironia, come il matrimonio possa essere tutto tranne che una gabbia.

Funny Girl è la prova che un ostacolo ma che se lo si vuole davvero e se, soprattutto, si posseggono davvero le capacità, si può superare l’handicap della bellezza.

La bellezza non è tutto, la bellezza non può colmare i vuoti. La bellezza non è un talento, il vero talento è sapere come far ridere le persone, farle emozionare e toccare le corde più sensibili in maniera vivace.

E questo sì che è un grande ritorno sulle scene per Nick Hornby.

Scrivi

La tua email non sarà pubblicata