Testo di — FRANCESCA BERNASCHI

“C’erano cose che avrei voluto dirgli ma sapevo che gli avrebbero fatto male, così le seppellì e lasciai che facessero male a me.”

Jonathan Safran Foer.

E’ difficile dimenticare qualcuno semplicemente svegliandosi la mattina e comportarsi come se quella persona non sia mai esistita.

Prendete Gregory House per esempio, il medico più anticonvezionale della storia della televione, inumano oltre ogni limite: eppure anche lui, sotto quella barba incolta e il sarcasmo aveva a cuore, più che a cuore Lisa Cuddy, solo che non sapeva come dirlo e non riusciva a lasciarla andare.

Ancora più difficile però è pensare di scordarsi il primo amore, dico bene?

Il più delle volte il problema è che abbiamo un conto verbale in sospeso; cose che avremmo voluto dire ma che per un motivo o per un altro ci si sono radicate dentro, proprio come scrive Foer.

Guardare negli occhi qualcuno e aprirgli il proprio cuore, mostrandosi vulnerabili, totalmente esposti a qualsiasi pericolo è terrificante, ma per fortuna (o magari no) la tecnologia ci viene in aiuto permettendoci di mandare un SMS o un’email, senza contare poi che ormai esistono centinaia di app di messaggistica, anche solo per ricordarci che, citando Drew Barrymore in La verità è che non gli piaci abbastanza, “…devo sentirmi rifiutata da dieci tecnologie diverse!”.

Insomma, i mezzi non ci mancano, basta voler far passare il messaggio.

Il fatto però è che in questa equazione manca un fattore, il fattore del coraggio: bisogna essere pronti ad accettare anche una risposta negativa o, peggio, il silenzio.

Quindi, quanti sono davvero così coraggiosi?

Nessuno? Tranquilli, neanche io lo sono, di certo non sarò io a giudicarvi.

Qualcuno però ha trovato un modo originale e creativo, decisamente fuori dal comune, per dare voce anche ai meno temerari: Rora Blue, artista di origini statunitensi, l’anno scorso ha lanciato per la prima volta sul suo sito internet una richiesta: inviare, sul sito stesso, in una sezione appositamente ideata, il messaggio,il nome del destinatario e il colore associato al primo amore.

Il risultato? E’ incredibile. Dei 2000 messaggi arrivati, l’artista ne ha selezionati 400 con i quali ha costruito pannelli multicolori contenenti i pensieri e sentimenti più diversi e contrastanti.

rora5

In The Unsent Project, titolo che lascia poco spazio all’immaginazione, è una Babele di colori, non ne manca nessuno.

Ammettiamolo, avremmo detto tutti che ci sarebbero stati solo colori cupi!

Dopo esser stato esposto al TBDfest 2015 il progetto ha cominciato ad essere seguito in tutto il mondo e fino ad ora si contano circa 25 000 messaggi inviati.

E’ possibile anche visitare l’archivio di tutte le confessione taciute al reale destinatario e inviare la propria, ovunque voi siate e con qualsiasi mezzo.

Mi ha stupita l’approccio di Rora Blue aspetto al suo stesso progetto e l’interazione con i social network: secondo lei questo dovrebbe porsi in antitesi rispetto proprio ai social media dove non esitiamo a mettere la faccia e in cui il concetto di privacy pare essere solamente una voce del menù delle impostazioni.
Onestamente non credo ci sia poi tutto questo divario: neppure sui nostri profili online siamo autentici, non scegliamo di mostrare tutto, qualcosa lo teniamo dentro, proprio come accade con questi messaggi.

RöraBlue_TheUnsentProject005

Sui social scriviamo quel che scriviamo perché un po’ lo richiedere l’occasione (vedi i diversi hashtag #prayforParis, #bringbackourgirls, #jesuisCharlie), un po’ perché le aziende per assumere vanno a guardare anche come ci relazioniamo online (e così è partita la moda di modificare nome e cognome, sia mai che qualcuno veda quelle foto a Mykonos…) e un po’ anche perché a volte ci facciamo prendere la mano e non riflettiamo troppo su quel che stiamo pubblicando.

E, alla fine, tutto questo accade perché essere noi stessi con tutti non è realistico, le persone ci vedono in un certo modo, il contesto in cui siamo ci plasma e finisce che emergiamo davvero con pochi, con quelli di cui non temiamo il giudizio.

*Potete seguire Rora Blue e l’evoluzione del suo progetto anche su Instagram @rorablue.

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