Testo di — FRANCESCA BERNASCHI

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Prendete un personaggio, diciamo un anziano così arzillo a cui non dareste 100 anni. Poi prendete tutti i personaggi che hanno fatto la storia del secolo scorso, da Franco a Stalin passando per Mao e Truman. Mettete da parte un elefante, una valigia piena di soldi e una banda criminale. Mi raccomando, non dimenticate di aggiungere un’infermiera acida e la sgangherata banda che accompagnerà Allan Karlsson nella sua ennesima (ed ultima) avventura senza meta. Ecco qua la ricetta de “Il centenario che saltò dalla finestra e scomparve”, primo romanzo dello scrittore svedese Jonas Jonasson. Forse più che da leggere, questo è un libro tutto da ridere: siete tristi per una giornata particolarmente storta? Niente paura, tirate giù dallo scaffale della libreria la vostra copia del libro e leggete un capitolo qualunque della vita del signor Karlsson. Viaggiate con lui in Spagna salvando Franco (per puro caso!) oppure svelate agli americani l’elemento mancante per realizzare la bomba atomica o ancora, dite a Stalin che quei suoi baffetti non gli stanno per niente bene. Tornate ingenui, fa bene all’umore. Garantito! Pare ricalcato sul celeberrimo personaggio interpretato da Tom Hanks, quel ragazzino, quell’uomo che è stato reso celebre da quell’iconica frase: “Corri Forrest, corri!”. Forrest Gump. Karlsson non avrà corso attraverso l’America fino a dichiarare “Sono un po’ stanchino. Credo che tornerò a casa ora!”, ma il mondo l’ha girato, l’ha girato senza saper nemmeno troppo bene come e tantomeno perché. È stata una vita imprevedibile la sua, di quelle che a sentirle raccontate da una persona normale non credereste ad una sola parola; una di quelle esistenze che possono essere reali solo su carta. Montate anche voi sulla Mercedes di Ben, pensate ad un modo per rabbonire e aggirare un commissario di polizia (e fidatevi, non sarete mai scaltri come il Signor Karlsson) e siate pronti ad abbandonare tutto inaspettatamente.

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