Testo di – FRANCESCA BERNASCHI

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Correva il 1997 quando un giovane Leonardo di Caprio, nei panni di Jack Dawson, faceva innamorare e disperare le ragazzine di tutto il mondo: non c’era nessuna che in camera non avesse una sua foto, un suo poster in cui lo sfortunato protagonista di Titanic non fosse in posa con la collega Kate Winslet sulla prua della nave, stretti in uno degli abbracci che hanno fatto la storia di Hollywood.

Nel 2012 c’è stata una ragazza che, agli occhi azzurri e vivaci di Jack Dawson, ha preferito la causa primaria della sua morte e fine del suo amore: i ghiacciai.

La ragazza in questione è la statunitense Zaria Forman, classe 1982.

I suoi disegni, incredibili opere realizzate con i pastelli e sfumati con le dita, nascono per il progetto “Chasing the light” che lotta contro i cambiamenti climatici, tra cui lo scioglimento precoce e veloce dei ghiacciai occupa una posizione di rilievo e preoccupa non poco gli esperti. I ricavati della vendita delle creazioni sono destinati al movimento 350.org, per la salvaguardia dell’ambiente.

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La Forman ritrae i rigidi e candidi paesaggi della Groenlandia, già precedentemente presi come soggetto da un altro pittore americano, William Bradford. La passione per i paesaggi particolari ed impervi di questa ragazza che passa la sua infanzia al fianco della madre fotografa, la accompagna per tutta la vita. Ed è stato proprio in occasione del suo ultimo viaggio in Groenlandia che l’artista ha deciso di portare con sé le ceneri della madre e spargerle: l’ultimo viaggio insieme prima del bivio; una continuerà la sua avventura, l’altra ne inizierà una nuova ed eterna.

Ma le opere di Zaria Forman sono molto più che semplici disegni a matita, sono veri e propri teatri di storie, scenografie come quelle che hanno fatto da sfondo alla Giselle andata in scena al Gran Teatro di Ginevra.

Realizzate in bianco e nero, questa volta le creazioni differiscono profondamente dai freddi blu e celeste dei ghiacciai e non vi è neanche traccia degli allegri verdi o oro utilizzati negli ultimi lavori alle Maldive.

A tema marino sono anche le collezioni dedicate ad Israele, Nosara e Thompson Lake. Si distingue fra tutte le collezioni precedenti, per il tema, la serie di lavori “Storms”, i primi a prendere forma e colore dalle mani dell’artista in cui, come suggerisce già il titolo, sono raffigurate tempeste e cicloni.

Zaria Forman è l’artista che ritrae l’algida e austera bellezza di un ghiacciaio con semplici matite colorate e che sfuma colori creandone tempeste.
La Forman è una di quelle artiste di cui si sa poco e fa parlare di sé altrettanto poco, come se preferisse che a lanciare un messaggio fossero le sue opere e quello che rappresentano: la semplice e, troppo spesso, sottovalutata bellezza di ciò che ci circonda e che non appena scomparirà rimpiangeremo. E’ semplice ricreare su carta, tela o catturare in un rullino animali e paesaggi ed è altrettanto facile distruggerli e fare in modo che si estinguano: la vera sfida sta nel riuscire a mantenere in vita e preservarli.
Affinché i disegni di Zaria Forman non diventino, col passare del tempo, un ricordo di ciò che è stato, credo occorra occuparsi seriamente, trovando soluzioni efficaci e non solo per l’umanità e il suo benessere, ma anche per gli artisti stessi, in modo che altri possano cogliere le bellezze e peculiarità del pianeta.

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