Testo di – GIULIA BOCCHIO

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LA PRIMA TRASPOSIZIONE CINEMATOGRAFICA DEDICATA ALL’OPERA DEL GENIO URBINATE

Nel segno delle arti, il Rinascimento italiano, godette, tra gli altri, di un triumvirato di personalità assai irripetibili: Leonardo, Michelangelo e Raffaello. Maestri che non hanno bisogno di essere citati insieme al cognome che portarono per essere immediatamente identificati e ricondotti alle iconografie che crearono e alle opere che firmarono.

E proprio sulla scia di un omaggio non solo a uno dei periodi più artisticamente floridi del nostro paese ma anche grazie al successo di pubblico verificatosi con i film d’arte Firenze e gli Uffizi 3D e Musei Vaticani 3D, i medesimi produttori, ovvero Sky 3D, Sky Cinema e Sky Arte in collaborazione con i Musei Vaticani, Nexo Digital e Magnitudo Film, presentano la prima trasposizione cinematografica dedicata a Raffaello Sanzio (1483 – 1520) : Raffaello – il principe delle arti 3D.

I film d’arte per il cinema certo non sopperiscono l’esperienza diretta, visiva e sensoriale, di un museo, di una basilica o d’una città illuminata, ma permettono di gustare e approfondire le opere, la genesi e dettagli del lavoro di un artista rapportati al tempo e allo spazio attraverso una narrazione inedita e che permetta allo spettatore una panoramica ampia e del tutto nuova. Questo soprattutto in considerazione di quella sorta di ubiquità che la sala concede attraverso un condensato di minuti e digressioni ricchissime in termini di suggestioni e di puntualità dei riferimenti.

E il suddetto quarto film d’arte cinematografico prodotto da Sky parte proprio da questi assunti per ricostruire i soli 37 anni di vita di Raffaello, uomo e artista: da enfant prodige a Urbino a principe delle arti a Firenze e soprattutto a Roma.

La parabola di vita del Sanzio è principalmente una ricchissima e floridissima amalgama di cultura, lavoro a bottega prima dal padre e poi dal Perugino, ispirazioni e influenze provenienti dagli studi di Leonardo Da Vinci e Michelangelo e quella straordinaria capacità di (ri)elaborazione dei grandi classici aggiungendovi sempre quel decisivo tocco personale che è il superamento stesso del modello e del maestro.

Gia magister a 17 anni lavorerà allo Sposalizio della Vergine, opera giovanile e fondamentale che sancisce un netto distacco dal Perugino, con un’idea rinnovata di volume, acquisita attraverso un recupero di luce alla Piero Della Francesca.

Tanti gli artisti attivi e di spicco che gli sono contemporanei fra i quali il Bramante che gli consiglierà personalmente di cominciare a lavorare alla Leonardo. Raffaello si sposta così a Firenze (città fervente più che mai) già nel 1504, ove approfondisce lo studio ritrattistico di Leonardo e l’applicazione dello sfumato, nonché le conquiste stilistiche di Michelangelo. A casa Doni Raffaello avrà modo di osservare il Tondo realizzato dallo stesso Buonarroti e interiorizzare la potenza dinamica e grandiosa delle figure tipiche michelangiolesche e la Deposizione Borghese del 1507 ne è d’altra parte un chiaro riferimento, insieme al futuro omaggio che gli dedicherà ne La Scuola di Atene (donando a Michelangelo il volto di Eraclito).

Ma è l’arrivo di Raffaello a Roma nel 1509, chiamato da Papa Giulio II (sotto consiglio del Bramante), che lo consacrerà al mito. E il film celebra proprio le opere più note di quel periodo di assoluto rinnovo urbanistico e artistico, come le opere da lui eseguite nella Stanza della Segnatura, dando inoltre accesso esclusivo ad alcuni luoghi privati e non aperti al pubblico.

Altra grande esclusiva di Raffaello – Il principe delle arti 3D è la ricostruzione della Cappella Sistina così come apparve la notte del 26 dicembre 1519, quando sotto la volta affrescata da Michelangelo furono esposti i primi 7 arazzi di Raffaello (oggi custoditi nella Pinacoteca Vaticana), quando non esisteva ancora il Giudizio Universale e quando negli anni precedenti Raffaello scalpitava per vedere il grande Michelangelo al lavoro.

La grandezza dell’opera di Raffaello, e che il film concettualmente ben restituisce, risiede proprio in questa spiccata capacità di suggere il meglio da ogni artista, sia del passato o a lui contemporaneo, per donare ad ogni studio e ad ogni esempio un rinascimento iconografico vero e proprio.

A tutto questo si aggiunge la tecnologia cinematografica 3D e 4K più evoluta, con carrelli, bracci, elicotteri e droni. E le tecniche di dimensionalizzazione delle opere, che consentiranno una vera e propria immersione nelle opere di Raffaello.

Al cinema solo il 3, 4 e 5 aprile.

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