Testo e scatti di – SARA PACIOSELLI

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Rotterdam è la città che non ti aspetti. Se pensi di progettare un viaggio in Olanda, la prima città turistica che ti viene in mente è Amsterdam. Amsterdam libera come il vento, con il suo polo museale e le tipiche casine sui canali, il quartiere a luci rosse e i coffee shop. Rotterdam, invece, va scoperta così, a caso. Io l’ho scelta perché volevo partire in Erasmus, l’università è ottima, ma quello che poi ho trovato è stato di una inaspettata bellezza.

Il miglior modo per viversi la città è sicuramente comportarsi come un vero olandese: vivere nelle loro case, con le finestre ampie e luminose, con le tende scure ma non troppo, tanto che alle sette di mattina sei già sveglio e non c’è possibilità di girarti sul fianco e dormire ancora un po’, affittare la bicicletta e pedalare verso ogni meta con il vento che soffia tra i tuoi capelli e sferza il viso, sederti al bordo della banchina con le gambe penzoloni sul canale, l’acqua torbida sotto di te ed in mano una birra, camminare fino alle case cubiche e chiederti come sia possibile viverci dentro.

Rotterdam ha il volto di una donna con la carnagione chiara, gli occhi di un azzurro intenso e i capelli biondi e sottili che ad ogni alito di vento ondeggiano. E’ il cuore pulsante di chi crede nell’arte, nella cultura e nell’altro. La maggior parte delle persone che vivono qui sono straniere, una buona percentuale è islamica. Io vivo a fianco al quartiere islamico e compro le verdure nei supermarket gestiti da chi molto spesso ultimamente viene definito l’altro, il nemico. Qui tutti respiriamo la stessa aria e tutti siamo uguali e diversi alla stessa maniera. C’è grande rispetto e profonda ammirazione per aver scelto di vivere la propria vita lontano dal luogo in cui si è nati, chi per poco, chi per sempre, non importa: questa città ci ha accolto.

E’ con questa leggerezza e semplicità con cui si vive che si va a fare la spesa al Markthal il sabato mattina o ci si trascorre un venerdì sera, mangiando al ristorante greco. I colori colpiscono fortemente la pupilla e il vocio, insieme al rumore dei turisti e degli abitanti che si fanno spazio tra i banchi, si mescola agli odori delle zucchine, dei peperoni, delle melanzane, del cocco, del mango, del pesce.

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Si risale in sella alla bicicletta e si prosegue verso le case cubiche. Ci vuole un po’ prima che l’occhio effettivamente si abitui ad un’architettura così particolare. Tutto sembra inclinato qui, ma non a caso.

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La spiegazione dell’inclinazione dei muri degli edifici ad Amsterdam, ad esempio, deriva da due cause principalmente. La prima consiste nella mancanza di spazio che li ha costretti a costruire piccole ma alte case, il che inevitabilmente li ha portati a dover inventarsi un metodo per trasportare il mobilio su e giù per gli angoli angusti e le scale ripide a chiocciola. Quale modo migliore, allora, se non la cara vecchia carrucola agganciata sulla sommità del palazzo? Così, hanno dovuto costruire case con la facciata leggermente inclinata in avanti per evitare che ciò che si trasporta da un piano ad un altro urti la parete esterna. La seconda, invece, è di origine naturale: l’umidità corrode le pareti e le fondamenta di legno, inclinando i palazzi.

A Rotterdam, invece, l’architettura sembra seguire un suo filo rosso per tutta la città: la geometricità, la linearità e la concentricità la caratterizzano. Questo accade perché il 14 maggio del 1940 Rotterdam viene bombardata e rasa quasi al suolo, ad eccezione del municipio, della chiesa di San Lorenzo e dell’ufficio postale ancora visibili, in uno stile un po’ grigio a dire la verità. Tutto il resto è andato perso, ma le tracce dei bombardamenti sono ancora oggi evidenti: ci sono delle piccole luci rosse incapsulate nei marciapiedi a terra, lì dove sono state sganciate le bombe. Ogni tanto camminando le osservo e penso che senza i bombardamenti Rotterdam forse oggi non sarebbe così moderna, ma al tempo stesso tremo all’idea del numero di vittime innocenti stroncate dalla mano di qualche burattinaio pazzo durante la Seconda Guerra Mondiale. Chi ha deciso che il filo andava mosso in un certo modo piuttosto che un altro? Quello che è rimasto poi sono bambole senza volto e polvere.

Ma ora lasciate la bici e proseguite a piedi.

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Arriverete ben presto al fiume Nieuwe Mass, un affluente del Reno, che attraversa la città di Rotterdam. Consiglio la passeggiata sulle rive del Nieuwe Mass di sera, al tramonto. Lentamente la luce cala e gli edifici non si stagliano più contro il cielo, ma anzi sembrano assopirsi anche loro. L’ Erasmusbrug, il famoso ponte di Rotterdam alto 139 metri e lungo 808 metri, interamente in acciaio, si illumina con calma ed il Cigno, così lo hanno soprannominato, veglia la città semidormiente. Una pace serafica vi pervaderà.

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E’ l’acqua il centro di tutto qui. In maniera diversa da Amsterdam, ma forse con una efficacia ancora più impattante, gli specchi di acqua dominano la vita olandese. Uno dei luoghi da non perdere in assoluto è Kralingse Bos, un bosco di duecento ettari, con un’immensa e variegata vegetazione al suo interno ed un favoloso lago, Kralingse Plas, dove le barche a vela navigano durante le belle giornate e i bambini sguazzano sulle rive basse, mentre gli adulti prendono il sole.  Una lunga passeggiata vi porterà a costeggiarlo interamente, apprezzando i pontili e i ponticelli composti da minuscole pietruzze nere, rosse e bianche che si rispecchiano in acqua, così come potrete fare una sosta in un bar- ristorante situato all’interno di un vecchio mulino, da cui godere di una vista mozzafiato della skyline di Rotterdam. Di nuovo, questa tappa è obbligatoria al tramonto: vi permetterà di cogliere a fondo il motivo per cui Rotterdam è chiamata la Manhattan sul Mass.

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C’è ancora molto altro da vedere, a partire dal museo marittimo e quello fotografico, ma il giro più turistico e convenzionale lo si trova su ogni guida turistica della città. Questo è il tour del cuore e finisce con una spettacolare serata da trascorrere in compagnia di amici ed una pinta di birra a bordo di una delle navi che sono al porto vecchio. Le luci si riflettono sull’acqua e capirete che Rotterdam si lascia solo amare, proprio come una donna dalla carnagione chiara, gli occhi di un azzurro intenso e i capelli biondi, sottili, mossi dal vento.

 

 

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