Testo di – ALBERTO ANDREETTA e DAVIDE PARLATO

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Anche questo lunghissimo 2016 giunge finalmente al termine. Annus horribilis per la scomparsa di tanti, troppi grandi della cultura, della musica e del cinema. Per quanto concerne la settima arte ci hanno lasciati personaggi del calibro di Carrie Fisher, sua madre Debbie Reynolds, David Bowie, Franco Citti, Bud Spencer, Ettore Scola, e molti altri ancora. È finito questo 2016 dolente per le numerose perdite che è stato giusto e doveroso piangere. A fine anno però di solito si festeggia, si fanno resoconti, si tirano le somme di ciò che è accaduto, ed è quindi impensabile non farlo per quanto concerne le uscite cinematografiche più interessanti e meritevoli.

Si proceda dunque con rinnovata baldanza; molte conferme, molti volti nuovi, non solo Hollywood, ma anche Indie, Europa e per una volta anche qualcosa di italiano. Quanto segue non vuole essere una classifica, ma semplicemente un omaggio a quei film che si sono ritenuti i migliori di questa annata. Prima di addentrarsi nel corpus vero e proprio è però necessario fare alcune precisazioni:

  • Sono stati presi in esame solo film di fiction
  • Si tratta solo di film usciti nel 2016 nelle sale italiane
  • Sono quindi esclusi i film transitati dai festival, ma non distribuiti in Italia
  • I film non saranno in ordine di gradimento, non sono stati dati dei voti, ma seguono l’ordine delle uscite in sala in Italia

The revenant – Alejandro Gonzales Iñarritu

Film che è valso l’Oscar a Di Caprio, uno sforzo di mezzi impressionante per un kolossal della frontiera che fa dell’impatto visivo il suo punto forte, con una regia incredibile, alla fotografia il grande Lubezki ed in generale una perizia tecnica ai limiti della perfezione. Per ulteriori approfondimenti si rimanda alla nostra recensione.

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Il figlio di Saul – Laszlo Nemes

Vincitore del Gran Prix Speciale della Giuria a Cannes nel 2015, dell’Oscar e del Golden Globe come miglior film straniero, il figlio di Saul è l’opera prima dell’ungherese Nemes e tratta di un  uomo facente parte dei sonderkommando, i prigionieri che devono aiutare i nazisti nello sterminio. Saul, sgomberando una camera a gas, trova il corpo di un ragazzo e da quel momento la sua unica missione sarà dargli degna sepoltura. Una trama semplice che verte sulla riscoperta di un’umanità (inteso alla latina: humanitas), che sembra abitare un mondo altro rispetto a quello che viviamo. Regia incredibile con camera a spalla ed inquadrature claustrofobiche e strettissime sui volti. Un gioiello.

Perfetti sconosciuti – Paolo Genovese

Un innesco tanto semplice quanto geniale: cena fra amici, cosa succederebbe se tutti mettessero i cellulari sul tavolo e condividessero ciò che arriva loro? Segreti che vengono a galla, tradimenti, colpi di scena, ma soprattutto una grande suspance, in un film che per primo sembra davvero riflettere sulla centralità di un certo tipo di tecnologia nella vita d’oggi. Peccato forse solo per il finale, poteva essere devastante.

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Lo chiamavano Jeeg Robot – Gabriele Mainetti

La prima vera puntata di qualità del cinema italiano all’interno del cinema di supereroi. Di qualità, perché è più autoriale di quanto non sembri ad una prima occhiata, e molto italiano, perché riesce a calare questa realtà totalmente estranea all’immaginario classico della nostra cultura in un sociale vividissimo, senza tipi e con personaggi incredibile. Ma se ne era già  parlato qui.

Room – Lenny Abrahamson

Una delle grandi rivelazioni degli scorsi Oscar, un thriller che diventa indagine psicologica, reso bellissimo dalle interpretazioni dei protagonisti, soprattutto della bravissima Brie Larson, non a caso vincitrice del premio  come miglior attrice. Tratto dal romanzo omonimo (in italiano Stanza, letto, armadio, specchio) di Emma Donoghue, si basa sulla storia del vero caso di Joseph Fritzl, edulcorandone però la vicenda. Qui la nostra recensione.

The neon demon- Nicolas Winding Refn

Visionario, ermetico, impressionante: lo stile paradigmatico del regista danese ritorna in grande spolvero nella sua ultima opera, un tuffo immaginifico nel mondo della moda e della ricerca dell’eterna giovinezza, osservate attraverso la lente deformante di un grottesco decisamente sanguinario e viscerale. Una fotografia patinata di accecante perfezione e una colonna sonora da urlo sono i mezzi con cui Refn narra uno dei grandi mitologemi contemporanei. Qui la nostra analisi del film.

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It follows – David Robert Mitchell

Un espediente scenico quantomeno buffo, una fosca alchimia fra il gioco del “ce l’hai” e la trasmissione morbosa venerea, dà il La ad uno degli horror più incalzanti e con il fiato sospeso degli ultimi anni. L’adolescenza, il sesso, il contagio e una serie di apparizioni decisamente grottesche e terrificanti sono gli ingredienti vincenti di un film da non perdere.

The VVitch – Rogers Eggers

Frutto di un grande lavorio registico e filologico sulla nascente America della colonizzazione, The VVitch è un horror con la struttura di un dramma storico, un viaggio sottilmente delirante e impregnato di pervertita religiosità verso la stregoneria e le fascinazioni di una magia oscura che proviene direttamente dalle viscere del bosco.

Animali notturni – Tom Ford

In un Texas che non sfigurerebbe al fianco di quello di Cormac McCarthy, si dipana una vicenda su tre diversi piani temporali fra dramma, noir, thriller e film di vendetta. Tra silenzi e non detti di sviluppa questa storia violenta e senza redenzione. Leone d’argento – Gran Premio della giuria a Venezia.

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Sully – Clint Eastwood

Nulla di nuovo sotto il sole, il solito Clint Eastwood, che riesce sempre e comunque ad emozionare enormemente. Nel raccontare la storia di Sullly, il pilota che riuscì a salvare più di 150 persone tentando e riuscendo nell’ammaraggio nello Hudson, Eastwood asciuga al massimo la sua regia per rendere una storia il più aderente possibile alla realtà  emotiva di chi ha vissuto questa esperienza. Revolart l’aveva visto in anteprima al TFF.

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