Testo di – GIULIA BOCCHIO

Il più suggestivo arco di tempo che intercorre fra il vespro e l’alba potrebbe essere simbolicamente definito come quel limbo emozionale ove albergano un tripudio di sogni e ferventi immaginari mai assopiti fra le sfumature del buio: trattasi della notte.

La musa dei sensibili, concubina della Luna, è ormai da secoli uno fra i temi più ricchi e multiformi che la trasfigurazione artistica abbia posto sotto l’ala protettrice della metafora.
Immagine estatica di una veglia sull’ipersensibile nei romantici e allegoria del mistero e del vizio per i decadenti, la notte e quei suoi prodigi che racchiudono e schiudono una luce in perenne esilio si tramutano ora in un’armonia di note non dissimile all’infinito splendore delle costellazioni, ben racchiuse in tutti quegli spartiti che ne decretarono la più sublime delle celebrazioni: il Notturno.

Ecco allora che un tripudio di note trascende la notte e l’inafferabilità astratta del fascino della tenebra, nel trionfo dell’armonia su un’oscurità ora limpida ma inestricabilmente misteriosa, come l’impenetrabile abisso che scardina i confini degli universi musicali che racchiude.

A questo proposito, la città di Genova, presso Palazzo Ducale, ha dedicato ai Notturni, già a partire dal 23 luglio 2015, tre di quattro concerti gratuiti en plain air: l’ultimo dei quali è previsto per la serata di Ferragosto, a partire dalle ore 22.00.

Le note della notte saranno sfiorate dalle dita del pianista Alessandro Commellato; la scaletta prevede un repertorio di Notturni fra i quali rifulgono nomi eterni, tra questi basti citare Chopin, Bizet e Čajkovskij.
L’esaltazione musicale delle note della notte, grazie ai notturni, accorda il linguaggio dei fiori agli umori di un’immaginazione che si perde in un buio che non appartiene più ai sinonimi del tetro, armonizzando un equilibrio in bilico tra la finitudine del reale e l’infinità delle combinazioni d’uno spartito.

Così il senso dell’udito, nella notte estiva per eccellenza, a pochi passi dal mare, si inebria dei prodigi classici di un precocissimo e geniale Mozart, sino ad approdare alle composizioni del padre della sinfonia e del quartetto d’archi, Haydn, ed è proprio proseguendo sulla scia delicata del gusto italiano di Field, che un giovanissimo Chopin si dedicò alla composizioni di quei sognanti Notturni (il primo dei quali è datato 1827) che immediatamente si palesarono come il trionfo del canto, del bel suono e dell’autentica espressione dello stato d’animo del pianista polacco, che non a caso, da allora, venne definito «il poeta del pianoforte».

Innumerevoli sono le notti del mondo e coloro che le hanno celebrate in una trasposizione musicale, satellite di un sentimento mai stanco di ruotare intorno alla bellezza e al mistero che essa cela e nel medesimo svela.
Per maggiori informazioni è possibile consultare il programma completo sul sito web: http://www.palazzoducale.genova.it/ferragosto-al-palazzo/.

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