Testo di – MARCO PIGHIZZINI

 

Se non esistessero i Bluvertigo, “Riusciresti a immaginarli?” Probabilmente no.

Dopo la prima performance live al concerto del Primo Maggio, “Andiamo a Londra” è finalmente diventato un video, diffuso il 21 settembre in anteprima su Deejay.it (a questo link http://www.deejay.it/news/bluvertigo-in-anteprima-il-video-andiamo-a-londra/449552/?ref=twhj).

Rispetto agli anni d’oro la band cambia i toni e si presenta più composta: nessuna variazione della formazione (Morgan e Andy, con Sergio e Livio), ma la piena consapevolezza che gli anni 90 sono finiti da due decenni. Nel loro viaggio a Londra i Bluvertigo sono meno onirici e più concreti, sfoggiano ritmi meno “elettronici” ma più “pop”, niente allusioni alla droga per lasciare più spazio a “dubbi” filosofici per le abituali critiche creative al conformismo.
Non saranno quindi gli stessi di Sovrappensiero o LSD – La Sua Dimensione, ma a rimanere costante è l’anima: molto glam londinese e molto poco italiana, che dà vita a quel genere mai ben definito (Glam rock? Rock? Elettronico? Pop? Electro-Pop?). In quell’ “Andiamo a Londra”, inoltre, si legge anche una certa insofferenza nei confronti di quella ostilità dimostrata da una certa parte di pubblico negli anni ’90.

Il video presentato in anteprima preme su un concetto immediato: riesumando Marco Maccarini (si, quello del Festivalbar) nella veste di un presentatore trash, emerge una colossale frecciata contro un presente sempre più influenzato dal passato (“Gli italiani del presente e del passato sempre troppo vicini al papato”), senza presentare nulla di nuovo.

Questo emerge grazie ad una performance ispirata a qualcosa di già visto (“Fun Time” di Iggy Pop e David Bowie, qui il video originale https://www.youtube.com/watch?v=IqNywhw3odo), che apre alla “rottura stilistica” auspicata da Morgan.
Cambierà lo stile, ma il colpo di genio dei Bluvertigo rimane lo stesso: riconoscere il proprio tempo senza peli sulla lingua in tutti i suoi aspetti, criticando nel solito stile sottile coloro che rimangono immobili al cambiamento o che, ancora peggio, fanno finta di cambiare stando nascosti nella massa. Il nuovo album “Tuono – Tono Tempo Suono” (in uscita a inizio 2016 per Universal Music), incuriosisce molto: “Sarà un disco pieno di influenze e cose mai sentite” ha dichiarato Morgan.

Sedici anni dopo Zero, si spera che anche questa fatica sarà l’ennesima dissonanza in un panorama di consonanze.

La perplessità è solo una e viene dal tempismo perfetto del ritorno sulle scene dopo l’abbandono di Morgan dal ruolo giudice di X-Factor: sarà rottura vera o una naturale salita della band sulla nuova onda televisiva di popolarità? Ai posteri l’ardua sentenza.

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