Testo di – CAMILLA ABBRUZZESE e VIRGINIA STAGNI

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Più di un concerto, più di uno spettacolo, più di un’esibizione: ieri, 28 Gennaio 2014, al Mediolanum Forum di Assago, Michael Bublé ha concesso, ad ognuno degli 11.500 spettatori, un appuntamento galante. Tutto si apre con una ormonale Fever. Irresistibile lo charme tutto di un pezzo, con il suo smoking d’ordinanza alla Bond,  lo showman sempre impeccabile nelle sue scarpe lucidissime e smaltate che gli permetteranno di scivolare sul palco come un vero crooner può fare per interpretare al meglio cover celeberrime come anche gli ultimi pezzi scritti dallo swing man classe 1975.

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Le sue stesse parole a inizio serata sono state evocative rispetto all’esperienza multisensoriale che si è presentata al pubblico:

“I wanna be romantic this night, I really do. I wanna start like a date with you and we will start slowly and we will hold hands and we will talk and then maybe, just to start the date, a small “mhua” (bacia il microfono), and if it is good, at the end of the night we will be having DIRTY SEX. Let’s begin!”

E così è stato: 24 tracce intensissime, ognuna a proprio modo, per un instancabile Michael, anche dopo due ore ininterrotte di esibizione.

Le atmosfere sono state dapprima romantiche e languidamente lente, come promesso, con canzoni come “Who’s lovin you” e la commovente “Close your eyes”, dell’ultimo album “To be loved” ( 2013), sui toni tipici del cantante: swing, jazz e blues. Una musica elegantissima e senza pecche, quasi esclusivamente da grande orchestra (come quella che infatti compone il “Team Bublè”), ma capace di intrattenere e divertire.

Graditissima, come previsto, la scelta di brani passati della carriera discografica dell’artista, che hanno avuto un grandissimo successo, come “Home” e “Everything”.

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 I toni si sono resi via via sempre più gioiosi e accesi, in un crescendo di energia vibrante che non riusciva a tenere seduto nessuno nel Forum. È stato il turno di brani scoppiettanti come “You make me feel so young” e “Haven’t met you yet”.

Il palco ha accompagnato l’artista in ogni suo cambiamento di ritmo e toni, offrendo dapprima luci e immagini da lounge bar e fiabesche, per poi colorarsi sempre più all’aumentare del ritmo fino a tornare, al termine dello spettacolo, al meraviglioso skyline di New   York city.

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Accompagnato dalle note di “Get Lucky” di Daft Punk, l’artista canadese, a metà concerto, si è spostato tra il pubblico della platea, arrivando sull’altro palco installato per l’esibizione, situato esattamente dal lato opposto del palco principale. Qui si è esibito insieme ai “Naturally 7”, gruppo vocale di 7 cantanti statunitensi, che hanno per altro egregiamente aperto il concerto, grazie alla particolarità della loro musica, creata unicamente ricorrendo alle voci, capaci di riprodurre i più diversi strumenti musicali. Semplicemente incredibili per il loro stile a cappella chiamato Vocal Play, con un uso magistrale del beatboxing (qui un assaggio  http://www.youtube.com/watch?v=STNhiBh3yvo ) .

Sulla scia dell’euforia collettiva, Bublé è ritornato sul palco principale sulle note di “All you need is love” dei Beatles, mentre mille cuoricini di carta bianchi e rossi sommergevano ogni angolo del Forum, celebrando così il momento di massima devozione al sentimento a cui è dedicato l’intero album: “the pure love”, come Bublè stesso lo ha definito.

L’artista canadese ha poi concluso con il “dirty sex” che aveva promesso a inizio serata, portando in scena brani elettrizzanti che hanno fatto esplodere il pubblico, che ha ballato sulle note del cantante fino alla fine: come infatti non rispondere al suo invito con “come dance with me”?

Ci aveva assicurato un appuntamento galante, aveva detto di aver conservato dal concerto della giornata precedente nello stesso Mediolanum Forum una riserva di energia che avrebbe sprigionato in questa seconda serata, ma non solo è stato all’altezza delle aspettative, le ha anche oltre modo superate.

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La grandezza di MB si è dimostrata anche nella capacità di rendere onore ai grandi miti della musica della tradizione: i picchi del concerto si sono visti anche nelle interpretazioni di tributi come “Try a little tenderness” di Frank Sinatra, nonché “Feeling good” di Anthony Newley e Leslie Bricusse ( di cui la celebre interpretazione di Nina Simone).

Michael ha intrattenuto magistralmente il pubblico ed ha baciato il palco che l’ha ospitato: “se non fosse stato per l’Italia non sarei venuto al mondo”, ha dichiarato.

E ha ripagato Milano offrendo molto più di uno spettacolo: ha tematizzato la serata incentrandola sull’amore in molte delle sue sfaccettature, facendo sentire ognuno protagonista dello show. La sua stessa vicinanza al pubblico lo ha reso uno spettacolo ancora più sentito, per non parlar del fatto che ha accolto la richiesta di cantare “Happy Birthday” ad una ragazza del pubblico che festeggiava il suo ventunesimo compleanno.

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Il vero apice è stato il regalo finale di Michael: ha cantato senza microfono, a cappella, in uno stadio gremito, ma in tombale silenzio, con una tecnica vocale impeccabile ed un utilizzo delle corde che non ha mai tradito il cantante per, appunto, due ore, dimostrando la sua professionalità e conoscenza dello strumento che Madre Natura gli ha donato. La magia ha conquistato tutti ed è forse ciò che rimarrà nel cuore dei presenti.

Momenti unici, che solo un concerto live del genere può dare e che nessun dvd o video o disco potrà riprodurre.

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