Testo di – DAVIDE PARLATO

Foto di – MARTINA MARMO

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Di ritorno da una bellissima vacanza nella splendida capitale della Catalogna mi sono chiesto come avrei potuto commentare, consigliare, parlare di questa città magnifica senza incorrere nelle solite, precise guide per turisti: come cogliere e comunicare la coinvolgente bellezza di una città che non è affatto “città da visitare”, da scomporre in piccole e sbiadite diapositive di viaggio che non possono racchiudere la sua vita e le sue vibrazioni. Perché Barcellona è davvero una città da vivere: da girare, da perdercisi, da evitare di visitare in modo troppo programmato. La sua bellezza è proprio qui: in una mediterranea gaiezza incastonata in un’urbanistica unica nel suo genere, sgorgante a fiotti da tutti i luoghi d’interesse cittadini, dalla chiesa, al castello ma anche (e forse soprattutto) dalla costellazione di locali che colorano i piccoli quartieri del centro, ognuno con una sua propria peculiarità emergente e trascinante.

Perciò ho cercato di raccontare la vita della città e di consigliare magari come immergersi al meglio.

Ciutat Vella – il centro a-storico

Benché Barcellona sia composta da una stratificazione di quartieri di diverse età storiche, le sue varie componenti urbanistiche vanno a confluire in una perfetta commistione senza sembrare sconnesse o mostrare differenze organiche nette: è come un grande caleidoscopio, in cui le parti formalmente differenti  costituiscono un’unità unica, perfetta nella sua architettonica varietà e poliedricità.

Il centro della città non tradisce questa sua impostazione:  si configura come un gioiello urbanistico variegato e assolutamente labirintico incastonato nella perfetta geometria urbanistica del Quadrat d’Or del Gaudì. La vecchia città è piena di palazzi dall’età gotica in avanti, antiche chiese e, soprattutto, calli e viuzze che formano un reticolo in cui è facilissimo (e opportuno) perdersi, per ritrovarsi in luoghi non citati dalle guide e pieni di fascino. Certe zone del centro, un po’ nascoste, in disparte, ricordano molto i piccoli quartierini parigini, ricchi di platani e betulle dalle folte chiome e di lampioni belle èpoque che contribuiscono a creare un’atmosfera unica.

Un consiglio: chiunque decida di visitare Barcellona lo faccia rigorosamente a piedi. Sopratutto i centro è piacevolissimo da esplorare camminando, tenendo come unico punto di riferimento la monumentale Plaza Catalunya (dalla cui stazione della metro passano tutte le linee cittadine). Camminate dunque: e possibilmente perdetevi come ho fatto io, nelle vie più recondite del centro e imbattetevi (oltre che nella magnifica cattedrale e nelle numerose altre chiese medievali) in piccoli negozi di anticaglie, piuttosto che in botteghe etniche, in pasticcerie con vetrine ridondanti di panna e miele, di piccoli bistrò e pub dalla facciata e dagli interni in pieno stile nouveau. Una visita speciale la merita il quartiere del Born, nella propaggine sudorientale del centro, che ospita una innumerevole serie di localini affascinanti, di bar molto artistici e di negozietti impolverati, il tutto immerso in un’atmosfera davvero di circa un secolo fa.

Montjuic e ParcGüell – passeggiate, verde e AstDecò

Barcellona, gioiello marittimo stretto fra due dolci formazioni collinari, ospita, proprio sui dolci pendii di queste ultime, due fantastici parchi immersi nel verde: da una parte il Parc de Montjuic, dall’altra il ParcGüell delll’architetto Antoni Gaudì.

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Il primo occupa praticamente interamente la collina sudoccidentale della città e si estende dal porto mercantile fino alla centrale Plaza d’Espanya. Prendendo la funicolare di Montjuic si giunge ai piedi della collina, dove si hanno due chanse per giungere il castello che domina la cima del colle (dal quale si può godere di una delle più belle vedute di tuta la città): salire a piedi, passeggiando attraverso bellissimi prati lussureggianti, giardini botanici animati dal cantare di variopinti pappagalli, spazi verdi stupendamente ritagliati per siestare all’ombra di alti alberi frondosi; oppure spendere una cifra di 10 € per salire sino al castello tramite la funivia, senz’altro un modo interessante di godere la vista della città e del parco. A mio avviso, se non soffrite di ipotonia o astenia croniche, anche qui, in mezzo al verde: camminate. Si impara presto a Barcellona che il modo più bello di viverla è di fare lunghe passeggiate, cercando di uscire dai sentieri prestampati delle carte, per poter trovare degli affascinanti anfratti urbani in cui godere davvero dello spirito della città (uno spirito peraltro molto ozioso e pigro, per cui: take it easy).

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Per quanto riguarda il ParcGüell: è forse uno dei luoghi più significativi della città, più indicativi di questa sua sonnolenta o forse ebbra gioia che la caratterizza. Le linee sinuose definiscono i confini del parco, il design dei viadotti  in rossa pietra scalfita, i contorni delle ville che sbucano qua e la tra la vegetazione: le linee sinuose del Gaudì sono davvero l’anima vitale della città. Il percorso del parco (tra l’altro facilmente raggiungibile mediante la servitissima metropolitana, così come ogni altro punto d’interesse della città) è animato dai colori delle ceramiche che tappezzano panchine, tetti e mura degli edifici, dallo stridio dei pappagalli e dalla musica dei tantissimi artisti di strada che suonano e cantano. È un’architettura che respira.

La città di Antoni Gaudì

Barcellona deve, ovviamente, il suo volto architettonico e urbanistico moderno al genio di uno dei più grandi esponenti dell’art decò: Antoni Gaudì. È immancabile gironzolare per il centro a livello del Cuadrat d’Or e godere, lungo il percorso di grandi viali adornati da immancabile verde, dell’architettura dei palazzi, della loro disposizione nell’amalgama catalana e del sorprendente design delle abitazioni progettate da lui, celeberrime Casa Battlò e Casa Milà. Dislocate lungo Passeig de Gracia, una delle più ampie vie che si dirama dalla sontuosa Plaza Catalunya, posseggono in se, nelle loro forme, nel loro disegno giocoso, nella sinuosità della line curva che plasma le loro forme dinamiche e fluide, nella decorazione cromatica, quella naturale spontaneità che è propria dell’architettura di questo artista: che è propria della città di Barcellona.

Cartolina, icona, simbolo della città e meta di pellegrinaggio non tanto religioso quanto turistico: la Sagrada Familia. Non c’è molto da poter aggiungere su questo sforzo architettonico che si protrae da ormai quasi un secolo, passato di mano in mano, nella creazione di un mosaico che è un po’ un Arco di Traiano della storia dell’arte architettonica dal decò del primo novecento al design sempre più formale e alla ruvidezza del cemento tipici dell’architettura attuale. Colpirà per la sua bellezza, stupirà per la sua maestosità, impossibile da descrivere a parole: forse deluderà per il prezzo della visita nell’interno e per la mole insostenibile di turisti d’assalto.

Spiaggia, serate e musica – La Barceloneta

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Il lato del turismo più spensierato, delle passeggiate su lunghi e trafficati lungomari, dei tuffi  e delle abbronzature su morbide spiagge sabbiose, delle serate in giro per locali, dal bistrò messicano di burritos alla piccola discoteca in riva al mare: è questo lo spirito vivo e in continuo movimento de La Barceloneta. Situata ai piedi della città vecchia e del porto antico, è il quartiere di Barcellona in riva al mare balneabile. È il luogo per chi vuole divertirsi alla sera, o godendosi la vista dello sterminato litorale catalano dalle numerose passeggiate in riva al mare, o bazzicando in ristoranti e localini di ogni tipo. Non mancano le discoteche ovviamente (per i cultori della movida) ma ci sono anche cocktail bar più appartati, dove comunque le pinte di sangria non mancano mai.

Barcellona da bere (e da mangiare)

Mangiate sempre fuori: i prezzi sono modici e troverete in giro sempre qualcosa di sfizioso da addentare anche camminando, senza dovervi per forza fermare in un ristorante. Fenomenale è il mercato de La Buqueria, situato nella città vecchia lungo La Rambla. Nato come mercato popolare, è tuttavia il paradiso dei turisti, traboccante di cibi tipici (come i prosciutti catalani serviti a fette in cartocci take away), pesce, carne, dolci di ogni genere, e soprattutto tanta frutta, a macedonia, in vaschette o in frullati, convenientissimo spuntino d’obbligo per chiunque si stia perdendo per il centro della città. Se il mangiare è alla portata, anche il bere non è da meno: una miriade di localini sulla Rambla e per il centro fa a gara per chi offre il prezzo migliore. Consiglio, oltre che per La Rambla, di bazzicare un po’ anche per le vie Ferran e St Jaume, pullulanti di taverne che servono le immancabili tapas e di ottimi irish pub.

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Barcellona è movimento, sinuosità, confusione, vita e spontaneità. È una meta necessaria per chi vuole godere di una città che non è solo un gioiello architettonico, storico e ricco di meraviglie nel verde, ma è anche tutte queste cose messe alla rinfusa e condite con un’incredibile gioia che pullula ogni strada, ogni monumento, ogni luogo. È un perdersi, continuo, labirintico, bellissimo in un mondo di gaia bellezza.

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